Future Film Festival 2014: vince Bill Plympton

“Per la sapienza plastica, la qualità pittorica, la fluidità dell’animazione, per le evocazioni della grande tradizione autoriale italiana: Mattotti, Toccafondo e Scarabottolo. Come succede ai grandi, Bill Plympton è riuscito a trasfigurare la classica vicenda amorosa in una continua, originale invenzione visiva ed emotiva, vincendo la scommessa di costruire un lungometraggio senza parole”.

Con questa motivazione, la giuria del Future Film Festival ha assegnato il Platinum Grand Prize a Cheatin’ del già Premio Oscar Bill Plympton. Un riconoscimento doveroso a uno dei grandi maestri dell’animazione.

Questi gli altri premi assegnati:

Menzioni speciali:

Tante Hilda! – di *Jacques-Rémy Girerd* (Francia 2014) e

Short Peace – di *Katsuhiro Otomo*, *Shuhei Morita*, *Hiroaki Ando*, *Hajime Katoki* (Giappone 2013)

come conferme della vitalità, dell’attualità, fascino, eleganza nelle grandissime scuole di animazione giapponese e francese.

Future Film Short – Premio della Giuria (in collaborazione con Provincia di Bologna): *Mr. Hublot *di *Laurent Witz *(Lussemburgo 2013)

per l’originalità del mondo, della storia e dei personaggi, realizzati con un character design capace di mescolare in modo divertente elementi tecnologici e biologici. La storia diverte e commuove pur nella sua semplicità e impressiona per qualità tecnica.

Future Film Short – Menzione speciale: *Wind*di *Robert Loebel* (Germania 2013)

per l’originalità dell’idea, vero punto di forza del cortometraggio che ha momenti di grande ironia e divertimento. Stupisce il graphic design perfettamente al servizio della storia.

Future Film Short – Premio del Pubblico:  *La Buche de Noel *di *Vincent Patar*e*Stéphane Aubier *(Francia 2013)

Premio Franco La Polla: al saggio *Beast of the Southern Wild – Welcome into the Myth of the End of the World* di Laura Luppi

per la capacità di inquadrare l’oggetto della ricerca all’interno del contesto culturale americano e perché nell’utilizzare il mito per leggere il cinema, riporta a una delle metodologie più care a Franco La Polla.