Focus Profili "L'erotismo? È una situazione". Intervista a Paolo Eleuteri Serpieri

“L’erotismo? È una situazione”. Intervista a Paolo Eleuteri Serpieri

Ha disegnato uno splendido West: con guerrieri indiani e squaw dalle anatomie scultoree; con un generale Custer molto malinconico e un Wild Bill Hickok dallo sguardo enigmatico (praticamente due suoi autoritratti, perché lui ha la stessa chioma fluente e gli stessi baffoni). E poi ha disegnato il più bel sedere del fumetto – anche se c’è una corrente che sostiene che il fondoschiena più sexy dei fumetti sia quello, meno ipertrofico, della Valentina di Crepax -. I glutei in questione sono quelli di Druuna, eroina di un futuro post-apocalittico, che si muove tra rovine e amplessi multipli e senza confini umani od alieni. La saga di Druuna, iniziata nel 1985 con l’albo Morbus Gravis, si è sviluppata in otto volumi, è stata pubblicata in molti paesi e ha venduto uno sfracello di copie. Il suo autore è Paolo Eleuteri Serpieri che ora è tornato alla ribalta disegnando un magnifico Pulcinella per il manifesto di Cartoons on the Bay, il Festival internazionale dell’animazione televisiva e crossmediale che si è svolto di recente a Venezia. Un Pulcinella insolito, triste e pensoso, assiso su un trono monumentale e che assomiglia parecchio alla statua di Abramo Lincoln che sta a Washington.

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Il manifesto disegnato da Serpieri per l’ultima edizione di Cartoons On The Bay

È nato a Venezia ma vive, praticamente da sempre, a Roma, dove si è formato. E, come molti nostri grandi autori, ha fatto fortuna in Francia. «Sì, è vero – dice Paolo Eleuteri Serpieri – ho sempre lavorato più in Francia che in Italia. Ma anche lì, a causa di un contenzioso sui diritti d’autore con alcuni editori, non pubblico da un po’ di tempo: la saga di Druuna si è interrotta nei primi anni del Duemila. Comunque ho continuato a lavorare, ho fatto diverse illustrazioni e qualche portfolio; un racconto ambientato a Venezia, Les Enferns, su sceneggiatura di Jean Dufaux. Ma sono in arrivo novità anche per l’Italia. La prima – continua – s’intitola Anima, per l’editore Scarabeo, e la protagonista è una donna fisicamente “druunesca”, anche se stavolta è bionda. Non è un vero e proprio fumetto, e racconta una vicenda tra il surreale e il paradossale… con una sorpresa finale. La seconda novità è che ho finito la mia prima storia con Tex Willer…». Sergio Bonelli aveva chiesto da tempo a Eleuteri Serpieri di cimentarsi con il popolare ranger a fumetti, ma fino ad oggi non se ne era fatto nulla. Come mai? «Gli avevo proposto un Tex che usciva un po’ troppo dai soliti canoni – risponde l’autore veneziano – e così lui nicchiava… Poi, invece, la cosa si è sbloccata. Io ho scritto soggetto e sceneggiatura e ho fatto i disegni. Sarà una storia breve, a colori, di una quarantina di tavole».

Eleuteri Serpieri è un disegnatore potente, i suoi corpi e le sue anatomie dimostrano un’eccellente conoscenza delle tecniche del disegno. Non a caso nella sua formazione ci sono l’Accademia di Belle Arti, la facoltà di Architettura e un apprendistato con Renato Guttuso. A un certo punto, però, il passaggio all’illustrazione e al fumetto. «La pittura mi piaceva molto – dice – ma poi ho scelto il fumetto perché mi piace raccontare storie. Guttuso? Certo è stato un mio maestro in senso pittorico, ma più di lui lo è stato Renzo Vespignani. E poi mi ha molto influenzato Francis Bacon». Di sicuro le sue creature femminili, a cominciare da Druuna, con corpi e pose sfacciatamente esibite, sono molto distanti dai corpi deformi e dalle angosce di Bacon, ma in essi c’è forse un po’ della carnalità dei nudi di Guttuso. «No, io sono un illustratore – precisa Eleuteri Serpieri – faccio solo illustrazioni, l’arte è un’altra cosa. Ho insistito e scherzato molto su questa parte anatomica femminile… Sono belle? Perché quella parte del corpo femminile è molto bella».

Una tavola di Serpieri da 'Tutti i colori del West' (Edizioni Lo Scarabeo)
Una tavola di Serpieri da ‘Tutti i colori del West’ (Edizioni Lo Scarabeo)

Più che una questione di bellezza, si direbbe un vero e proprio oggetto del desiderio, un’ossessione (uno dei suoi albi più hard s’intitola, appunto, Ossessione e lo sguardo non si stacca un attimo da lì). Per questo e per gli amplessi espliciti che non nascondono nulla, Eleuteri Serpieri è stato criticato di sfruttare la pornografia. «La parola pornografia – commenta – viene dal greco e ha a che fare con i bordelli. I francesi, nel Settecento, ne hanno fatto un genere letterario… Vuol dire rappresentazione di atti sessuali, con lo scritto, i disegni, le immagini. L’erotismo? È una situazione, ma per me tutto ciò che rappresenta l’atto sessuale è pornografico. Purtroppo la parola ha valenza negativa ma io non la considero una parolaccia».

Paolo Eleuteri Serpieri è un narratore di storie avventurose e fantascientifiche, un autore di fumetto «classico» ma, come molti fumettisti non legge molti fumetti. «Sì- ci conferma – anche se in passato ne ho letti molti, anzi, più che altro guardati per la parte grafica; per le storie, di solito, mi annoio. Forse mi sento più vicino al cinema, a quello di fantascienza e al western: Ridley Scott e John Ford. Comunque sono un lettore accanito di tante cose: saggistica, politica, romanzi… e ancora fantascienza e western che sono due narrazioni che mi fanno venir voglia di metterle in immagini. Ad esempio, per quanto riguarda la fantascienza, non mi hai mai interessato quella tipo Star Wars, piuttosto quella più vicina al mistero, all’orrore. Per me l’esplorazione dello spazio vuol dire andare oltre la collina a vedere che cosa c’è… E lì – aggiunge Eleuteri Serpieri – ci ho trovato le rovine e i ruderi del dopobomba, i panorami dove è ambientato Morbus Gravis e dove si muove Druuna».

Una pin-up di Druuna
Una pin-up di Druuna

Ispirazioni e suggestioni assai lontane da quelle che animano oggi il graphic novel autobiografico, intimista… «Penso che ci sia spazio per tutti – ribatte – ma io preferisco non fare graphic novel. L’importante è che i contenuti siano validi e narrati con un equilibrio tra la dimensione letteraria, del racconto e quella pittorica, delle immagini, equilibrio nel quale una non vada a scapito dell’altra. Questo per me è il fumetto».

*Articolo apparso su l’Unità di mercoledì 9 aprile 2014, qui ripubblicato con aggiunte e integrazioni.

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