Bone è il decimo libro più ‘censurato’ dalle biblioteche statunitensi

Secondo i dati raccolti dall’American Library Association’s Office for Intellectual Freedom, Bone, la celebre saga fantasy creata da Jeff Smith, è alla posizione numero 10 nella classifica 2013 dei dieci libri di cui è stata maggiormente contestata la presenza – con conseguente rimozione, o particolare controllo nella somministrazione – nelle biblioteche americane.

Il dato piuttosto sconcertante è che Bone, considerato tra i fumetti per bambini più apprezzati e diffusi negli Stati Uniti (anche in numerosi contesti scolastici o educativi), fa parte di una lista di opere, letterarie e non, che comprende titoli dichiaratamente ‘erotici’ come Cinquanta sfumature di grigio. Inoltre, il libro più “contestato” del 2013 (come era già accaduto per il 2012) risulta essere stato un’altra celebre serie di libri illustrati per bambini: Capitan Mutanda, di Dav Pilkey.

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I motivi indicati nelle varie petizioni – promosse da singoli cittadini, associazioni di genitori, educatori, gruppi religiosi – per far rimuovere l’opera di Smith, sono stati soprattutto i seguenti: la presenza di un punto di vista politico, il razzismo e la violenza. In un commento alla notizia, l’autore ha dichiarato.

Non ho idea di quale libro leggano queste persone. Avendo osservato ormai da tempo queste e altre accuse, sto iniziando a pensare che tali insinuazioni oltraggiose (davvero: razzismo?) dicano di più sulle persone che le fanno che non sui libri stessi.

Il celebre fumetto di Jeff Smith, già oggetto in passato di varie petizioni, presta da tempo la propria immagine ad una una campagna di sensibilizzazione a favore della libertà e della pluralità di opinioni nelle biblioteche, promossa dall’associazione Comic Book Legal Defense Found (http://cbldf.org/banned-comic/). E proprio il direttore del CBLDF, Charles Brownstein, ha voluto sottolineare i preoccupanti precedenti di questi casi, affermando:

La lista di quest’anno sembra prendere di mira i libri che i bambini sono più propensi a leggere per proprio conto. Il che fa tornare alla mente le parole del fondatore di “Mad”, William Gaines, che parlando davanti alla Commissione del Senato degli Stati Uniti che indagò sul rapporto fra fumetti e delinquenza giovanile, esattamente 60 anni fa, disse: “Abbiamo quindi paura dei nostri figli? Dimentichiamo forse che sono cittadini anch’essi, ed hanno diritto a scegliere cosa leggere o fare?”