Lo scaffale di Daniele Caluri

Per la nostra rubrica Lo scaffale di…, questa settimana abbiamo chiesto a Daniele Caluri (co-creatore di Nirvana e Don Zauker, e disegnatore per serie Bonelli come Martin Mystère e Dylan Dog) di raccontarci le sue letture più recenti.

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Prosopopus, di Nicolas De Crécy (Dupuis)

128 pagine senza parole perché non ce n’è bisogno, se rimpiazzate dai disegni di quello che considero uno degli autori più evocativi in circolazione. Un noir che vira presto in una fiaba/incubo terribilmente reale, fatta di colpa e delirio. E il cui protagonista è una creatura terrificante come non se ne vedeva da tempo, proveniente direttamente dalle nostre miserie.

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Scalped, di Jason Aaron e R. M. Guéra (RW Lion)

Una serie retta sulle alchimie riuscite. Il cosa e il come uniti in simbiosi pressoché perfetta: le vicende di Bad Horse, a partire dal suo ritorno nella riserva in cui è nato, narrate con un’asciuttezza e un ritmo incredibilmente efficaci. La scrittura e il disegno, che corrono alla stessa velocità. Gli USA e l’eredità del loro Peccato Originale.

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Povere Nullità, di Pierre Pélot e Baru (Coconino)

Di Baru apprezzo prevalentemente lo sguardo che ha sul mondo, anche se alcune sue cose insistentemente amarcord mi hanno francamente annoiato. Dirlo di questo lavoro, complice la sceneggiatura di Pierre Pelot, è impossibile. Un’indagine lucida e impietosa, come pochi altri hanno saputo fare, su come il Male, quello vero, sia davvero nascosto fra le pieghe della normalità.

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Fury MAX, di Garth Ennis e Goran Parlov (Panini Comics)

Sì, mi piace ancora Ennis e rido forte di coloro che lo hanno amato alla follia ai suoi esordi, e ora si accodano a chi ne suppone il declino. È vero, molto spesso utilizza i soliti stereotipi, trovate molto simili e alcuni meccanismi narrativi che si ripetono, e anche questo caso non fa differenza. Ma Ennis è e resta uno dei migliori indagatori dell’animo umano: se si riesce a non fermarsi alla barriera di grottesco e di situazioni estreme, possiamo apprezzare una capacità di analisi multiforme e complessa. Spionaggio, guerra, amore, politica, tradimento, disillusione, accusa feroce a un sistema, quello americano e più in generale occidentale. E poi i disegni di Goran Parlov. C’è bisogno d’altro?

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Deix am sonntag, di Manfred Deix (Diogenes)

Un disegnatore satirico scoperto vent’anni fa grazie a un compagno di classe austriaco. Non so il tedesco, ma non ho mai rinunciato a procurarmi comunque sue raccolte. Mi sono fatto tradurre qualcosa, quanto basta a intuirne l’intenzione; il resto lo fanno illustrazioni spaventosamente belle, ferocissime e allucinate su una società che sembra essere comunque peggiore di quella dipinta da lui. In Italia Deix non è mai stato pubblicato, in quanto interessato alla società austriaca. Errore grossolano. Tolti i w ürstel, i costumi tirolesi e le salsicce affumicate, emerge un ritratto agghiacciante in cui potremmo specchiarci anche noi, così come i francesi, gli statunitensi e gli occidentali in genere. Qualcuno può rimediare al più presto, per favore?