Constantine, nella sua serie tv, non fumerà

Nella serie televisiva tratta dal fumetto di Hellblazer (Vertigo), che andrà in onda a fine anno, John Constantine sarà privato del suo marchio: non fumerà. Così vuole la politica aziendale del network NBC. Ma quanto, in questo modo, andrà perso del protagonista di Hellblazer?

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Ogni personaggio ha una sua caratteristica fondamentale e fondante. Nel senso: un personaggio che ha gli occhiali è un personaggio che non ci vede e che, per questo, avrà una determinata storia, background, approccio. E questo nei film come nei fumetti, come, pure, nelle serie tv.

Linus non è solamente un bambino con una coperta; la sua coperta – la sua ossessione per essa – lo definisce come personaggio. Senza, non sarebbe lo stesso. Semplicemente. E la stessa cosa si può dire di un Dr House senza antidolorifici, di un Iron Man senza alcolici. Le ossessioni e ancora di più le dipendenze definiscono il personaggio, dandogli più o meno bonus/malus; rendendolo più definito agli occhi di chi legge (o, nel caso delle serie tv e dei film, guarda). Donandogli uno spessore, buono o cattivo che sia, diverso.

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È per questo che il popolo di internet – e in particolare: i fan della Vertigo – sono insorti alla notizia che Constantine, nell’omonimo adattamento televisivo della NBC, non fumerà. Semplicemente “perché – questa è la motivazione ufficiale – va contro le politiche aziendali”. Neil Marshall, il regista, ha ammesso che: «questo è stato l’unico compromesso a cui siamo giunti con il network. La loro politica vieta l’uso di sigarette. Sappiamo che è uno degli aspetti principali del personaggio, ma ci stiamo lavorando. Proveremo a far scomparire del tutto questa sua caratteristica». Poi, non si capisce se incerto o semplicemente non contento, ha aggiunto un diplomaticissimo «vedremo» e fine della discussione.

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Se avete letto anche solo una storia di Hellblazer, avrete capito che vedere Constantine senza una sigaretta in bocca è una cosa pressoché impossibile. E come dicevamo prima, questo – in più di un senso – lo definisce. Dà un’idea chiara della sua ossessione e del suo stress, di quanto, oramai, gli sia difficile separarsi dalla nicotina; e del piacere – momentaneo, per carità – che ne ricava. Ciò, ovviamente, non significa che il fumo faccia bene, anzi. Ma un personaggio di un comics così “surreale”, privato del suo aspetto più umano, vale veramente la pena di essere seguito?