News Anteprime Uncanny, di Diggle e Campbell. Anteprima e sceneggiatura in italiano

Uncanny, di Diggle e Campbell. Anteprima e sceneggiatura in italiano

Uncanny è una miniserie in 6 parti scritta da Andy Diggle (The Losers, Daredevil, Hellblazer), disegnata da Aaron Campbell (Green Hornet, The Shadow) e pubblicata nei primi mesi del 2014 da Dynamite. Il fumetto è una crime story che racconta le vicissitudini di Weaver, uno spavaldo ladruncolo che passa le giornate a giocare d’azzardo e a truffare le persone. Tutto questo finché la sua vita non si complica quando cade in un raggiro da cui difficilmente riuscirà a uscire vivo.

Il volume che raccoglie la serie verrà pubblicato in Italia da Panini Comics il 21 agosto. Di seguito si possono leggere le prime sei pagine in anteprima, accompagnate dalla rispettiva sceneggiatura nella traduzione di Leonardo Rizzi. Fra i più importanti traduttori di fumetto in Italia, negli anni Rizzi ha lavorato alle opere di Alan Moore (V for Vendetta, La Lega degli Straordinari Gentlemen, La voce del fuoco, Promethea), Neil Gaiman (Sandman), Frank Miller (300, Batman: Anno Uno), Grant Morrison (Animal Man, WE3) e Scott McCloud (Capire il fumetto). Un’occasione preziosa per capire come lavora negli Stati Uniti uno sceneggiatore affermato. Buona lettura.

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PAGINA 1

NOTA: in questa sceneggiatura ci sono parecchi monologhi interiori e per questo motivo sto cercando di tenere basso il numero di vignette in ogni pagina, in modo da lasciare spazio al testo. Comunque sia, nei disegni cerca di lasciare parecchio spazio vuoto dove poter inserire le didascalie e le nuvolette. Grazie mille!

1) Campo di ambientazione dall’alto del centro di SINGAPORE di notte. I grattacieli superultramoderni del quartiere della finanza sfolgorano di luce, riflessi nelle acque piatte della marina.

DIDA: La chiamano la stagione degli spettri affamati.

DIDA: Quando le porte dell’inferno si spalancano e i morti si riversano nella città per spassarsela.

2) Stringiamo su un SANTUARIO buddista improvvisato in una sudicia viuzza di Singapore; un fuoco arde in un barile di petrolio arrugginito e crivellato di fori. Intorno al barile sono accatastati cumuli di offerte di riso, arance, candele, bastoncini di incenso e banconote false. Una pioggerella sottile cade sul vicolo.

DIDA: L’aria calda della notte si riempie dell’odore di incenso e di candele.

DIDA: Gli altari dei barili di petrolio bruciano agli angoli delle strade.

DIDA: La cartamoneta falsa raggrinzisce sotto la pioggia di singapore.

3) Allarghiamo a mostrare la strada. Un mercato economico all’aperto di cibo per strada. Gli ambulanti vendono spiedini di carne e scodelle di riso e di noodles in brodo. Una MOTO entra lentamente nell’angolo in basso della vignetta. Alla guida è una donna con il casco nero. La strada davanti alla donna è troppo affollata per permettere il passaggio.

DIDA: Gli abitanti lasciano queste offerte per togliersi gli spiriti di torno.

DIDA: Per avere un po’ di pace.

4) Dettaglio. Lo STIVALE della motociclista scende a calpestare il marciapiede bagnato. Stivali stretti Fly London in pelle nera con una zeppa di gomma molto spessa. Sexy ma pratici.

DIDA: Per ingannare i morti.

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PAGINA 2

1) La motociclista, MAGGIE, si toglie il casco. Ha poco più di trent’anni, americana di origine asiatica, l’espressione severa ma dai bei lineamenti. Un’ala di capelli neri copre per metà un occhio. Fisico agile, muscoli snelli come quelli di una ballerina o di una ginnasta. Un incrocio tra Gina Carano e Lucy Liu. Indossa jeans attillati neri e un chiodo da motociclista Belstaff o un altro capo simile.

DIDA: Per forza gli spettri hanno fame. È tutto finto.

DIDA: E quindi vanno sempre a caccia di un altro sballo. Di un altro bersaglio.

2) Inquadratura dal basso. Maggie cammina verso un edificio scintillante. Un’enorme insegna luminosa indica che si tratta del LEE CASINO.

DIDA: Di qualcosa che li faccia sentire vivi.

DIDA: Finché non è ora di tornare tra le ombre.

3) Una grande vignetta a svelare WEAVER, il nostro antieroe americano. L’uomo è seduto a un tavolo da poker per due giocatori all’interno del casinò e stringe le carte in mano. Un tipo alla Josh Holloway/Leonardo DiCaprio/Bradley Cooper. Ha una bellezza un po’ feroce. Occhi spietati. Un predatore urbano; un cacciatore sempre attento a che nessuno gli stia dando la caccia. Abito grigio, camicia bianca con il colletto aperto, niente cravatta. È circondato da asiatici ricchi ed eleganti, tra cui MIKO, una bellissima escort con un vestito elegante e lucente, in piedi accanto a lui.

DIDA: Quanto li capisco.

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PAGINA 3 

1) Stringiamo su Weaver, che guarda le sue carte con un’espressione corrucciata.

DIDA: La festa dei morti significa che ormai sono a Singapore da un anno. Tutto torna.

DIDA: Sono troppo a mio agio. Mi sto ammuffendo.

2) Inquadratura dell’uomo seduto di fronte a lui: LEE, un grasso uomo d’affari cinese con l’aria compiaciuta. Lee ci lancia un sorriso scortese.

DIDA: Ma una tigre asiatica permette a chi fa un lavoro come il mio di tirare su parecchio…

DIDA: E questo coglione arrogante sta per cascarci in pieno.

LEE: Spera che fissando le carte abbastanza a lungo spunti qualche asso?

(nuvoletta collegata)

Punti i suoi ultimi cinquantamila per vedere, signor Weaver. Oppure lasci.

3) Weaver posa le sue carte coperte. Spinge al centro del tavolo il suo ultimo mucchio di fiches rimasto.

DIDA: Prima di giocare gli ho dato una lettura. È uno che bluffa. ricco di soldi, povero di buonsenso.

DIDA: È tutta la sera che lo faccio sentire sicuro. gli faccio pensare che stia vincendo…

WEAVER: Vedo e rilancio.

4) Dettaglio stretto degli occhi di Weaver, socchiusi, che ci penetrano con uno sguardo spietato.

WEAVER: Duecentocinquantamila.

DIDA: … Prima di far scattare la trappola.

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PAGINA 4

1) Weaver si appoggia all’indietro sulla sua sedia con un sorriso gelido. Lui e Lee si guardano con spavalderia dai due lati del tavolo. Gli altri avventori assistono alla sfida, domandandosi come andrà a finire…

DIDA: È ora di vincere e passare al prossimo.

LEE: Non ha i fondi.

WEAVER: Non mi servono. Vedi o statti zitto.

2) Dettaglio. LEE posa le carte scoperte sul tavolo. UNA SCALA REALE!

LEE (dall’esterno della vignetta): Molto bene.

(nuvoletta collegata)

Scala reale.

3) Siamo su Weaver, rimasto muto per lo stupore. Cerca di non perdere il sangue freddo.

DIDA: Cazzo.

DIDA: Non stava bluffando.

DIDA: Cazzo.

4) Siamo su Lee. Una gelida minaccia. Lo fissa negli occhi.

LEE: Ora mi deve duecentocinquantamila dollari, americano.

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PAGINA 5

1) Weaver si alza sorridendo dalla sua sedia. Cerca di comportarsi con nonchalance, nonostante provi un moto di nausea. La sua escort MIKO si volge verso di lui, domandandosi come reagirà.

WEAVER: Complimenti, signor Lee. Ora capisco come ha vinto il casinò.

(nuvoletta collegata).

A questo punto vado a firmarle un assegno.

2) Ancora seduto, Lee fa un gesto all’enorme guardia del corpo che torreggia alle sue spalle, XIONG, ordinandogli di muoversi.

LEE: Xiong, il mio capo della sicurezza, la accompagnerà.

3) Weaver sorride voltandosi lievemente verso di noi, con voluta indifferenza…

WEAVER: Non c’è più fiducia in città, eh?

4) Il sorriso di Weaver svanisce mentre prende MIKO per l’avambraccio e la trascina attraverso la folla che circonda il tavolo da gioco. Tutti lo osservano. Ha appena perso una fortuna.

DIDA: I duecentomila dollari non ce li ho.

WEAVER: Cammina.

5) Weaver e Miko attraversano il salone del casinò procedendo verso di noi. Weaver stringe ancora la ragazza all’avambraccio. Xiong li segue, appena fuori dalla portata delle loro voci.

DIDA: Diamine, non ho neanche i cinquanta. Ho preso le fiches con una carta di credito rubata.

WEAVER: Ridi come se ti avessi appena fatto capire che non me ne frega niente.

MIKO: Ah ah!

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PAGINA 6

1) FLASHBACK. Prima della partita, Weaver e Lee sono in piedi ai due lati del tavolo e si stringono la mano con un sorriso amichevole.

DIDA: Come cazzo ho fatto a fraintendere Lee?

DIDA: Gli ho stretto la mano prima di giocare. L’ho letto benissimo.

2) FLASHBACK. Siamo su Lee. Il suo sorriso viene lievemente meno, la sua espressione si allenta, come se fosse drogato. Solo in questa vignetta, gli occhi di Lee sono diventati COMPLETAMENTE BIANCHI.

DIDA: Aveva la testa piena di strategie ed erano tutte bluff.

DIDA: L’ho visto. L’ho capito. Gli ho rivoltato tutto contro.

3) Campo lungo. Siamo tornati al presente. Weaver, Miko e Xiong stanno entrando in uno dei tanti ascensori in secondo piano. Miko si scrolla le spalle per allontanare il braccio di Weaver. L’uomo è troppo immerso nei suoi stessi pensieri per accorgersene o per dare importanza al gesto della ragazza. Una FIGURA IN SILHOUETTE è appoggiata contro una colonna in primissimo piano, a destra della vignetta, e li osserva…

DIDA: A meno che non sappia quello che so fare. che non fosse pronto…

4) Scopriamo la figura appostata. È MAGGIE.

… che il pollo non fossi io.

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