Maps, per imparare l’inglese giocando con le figure

di Elisabetta Cremaschi*

Maps, la nuova collana che Orecchio acerbo ha pensato per imparare l’inglese giocando, mi offre l’opportunità di riflettere almeno su due cose che mi stanno a cuore: sulla preparazione e l’impegno dell’editoria di progetto italiana di oggi e su quali e quanti libri pubblicati da questo tipo di editoria la scuola, o meglio, gli insegnanti potrebbero contare per sostenere, facilitare, rendere interessante l’apprendimento dei bambini e dei ragazzi, di tutti i bambini e ragazzi, delle loro classi tenendo conto della storia, della personalità e dei tempi e talenti di ciascuno.

La Stazione-The Train Station, illustrazioni di Elizabeth Skilton, Orecchio acerbo, collana MAPS, Roma,  2014 (uscita agosto/settembre)
‘La Stazione’ (‘The Train Station’), illustrazioni di Elizabeth Skilton, Orecchio acerbo, collana MAPS, Roma, 2014 (uscita agosto/settembre)

 

La Città-The City, illustrazioni di Elizabeth Skilton, Orecchio acerbo, collana MAPS, Roma,  2014
‘La Città’ – (‘The City’), illustrazioni di Elizabeth Skilton, Orecchio acerbo, collana MAPS, Roma, 2014

Ma torniamo alla collana che nasce da una scoperta, poi divenuta idea concreta, di Fausta Orecchio, preziosa e colta editrice. Tutto ha avuto inizio, così mi è stato raccontato, in un imprecisato luogo abitato da un antiquario, dove un giorno, proprio Fausta Orecchio, si è imbattuta nelle opere di Elizabeth Skilton.

Forse, sarebbe meglio dire, si è innamorata delle opere che Elizabeth Skilton, sconosciuta illustratrice di cui non si riesce a reperire alcuna informazione (solo che con molta probabilità è nata nel 1908 e deceduta nel 1962), disegnò per le scuole londinesi degli anni ’50 per facilitare l’apprendimento della lingua da parte dei bambini.

L’antiquario, come se la cosa non fosse già abbastanza interessante di per sé, ha poi aggiunto un tocco di fascino esotico al mistero di questo ritrovamento (che, in realtà, sono opere su carta telata come lo erano gli abbecedari e le carte geografiche delle nostre scuole fino alla metà degli anni ’70), dicendo a Fausta che al tempo furono usate dagli inglesi anche in Cina per insegnare la lingua dell’Impero ai bambini del luogo.

Questa foto e le date riferite a E. Skilton sono state prese dal blog di Cristina Marsi
Questa foto e le date riferite a E. Skilton sono state prese dal blog di Cristina Marsi

Una volta rientrata in casa editrice, Fausta Orecchio ha iniziato a pensare a come riuscire a riprodurre, almeno sessant’anni dopo e in un altro Paese, l’intento, il valore originario custoditi in quelle bellissime carte: quello della diffusione di una lingua, qui quella inglese, attraverso l’uso delle immagini, le uniche capaci di offrire ancora oggi una concreta e inesauribile opportunità di mediazione interculturale in classi multietniche ricche di vita ed esperienza, ma sovraffollate e bisognose di attenzione come sono le nostre.

È in questo contesto che Maps può rivelarsi uno strumento inusuale e prezioso a disposizione degli insegnanti, non meno dei genitori, per promuovere la conoscenza della lingua inglese usando i metodi e i materiali ritenuti ancora innovati in materia: quelli che prevedono il pieno coinvolgimento dei bambini, senza limitarsi a focalizzare l’attenzione solo sulla meccanicità della lettura e della scrittura, ma favorendo l’acquisizione linguistica attraverso la comprensione e la lingua parlata, esattamente come avviene nell’apprendimento della lingua madre.

La Città-The City, illustrazioni di Elizabeth Skilton, Orecchio acerbo, collana MAPS, Roma,  2014
La Città-The City, illustrazioni di Elizabeth Skilton, Orecchio acerbo, collana MAPS, Roma, 2014

Ogni libro Maps, di cui sono previste altre 6 uscite dopo La Stazione/The Train Station e La Città/The City, ha un formato di cm 22,3. x 31,7 ed è composto da 16 pagine che, una volta dispiegate, daranno vita a un poster di cm 65,4 x 94,2 su cui potranno essere attaccati i 45 sticker riposizionabili con le parole in lingua inglese che si trovano nella scheda allegata alla confezione.

illustrazioni di Elizabeth Skilton, Orecchio acerbo, collana MAPS, Roma (prossime uscite)
Illustrazioni di Elizabeth Skilton, Orecchio acerbo, collana MAPS, Roma (prossime uscite)

Quello che apparirà è quindi grande poster ricco di colori, dettagli, sorprese per immergersi nell’Inghilterra degli anni ‘50, un corposo vocabolario di immagini. Poi, un poster accanto all’altro, comporranno una galleria di frammenti di scenari di vita quotidiana entrando nei quali i bambini potranno imparare nuove parole: basterà cercare i particolari all’interno di ogni immagine e incollare sopra gli sticker con le parole corrispondenti. Una volta posizionati tutti gli sticker resterà una sorta di grande “mappa”, da appendere a casa o in classe per ricordare tutti i termini e ripassarli ogni volta che lo si desidera.

Nelle parole dell’editore:

«Maps è l’ideale per i piccoli che cominciano a imparare l’inglese e per quelli che amano inventarsi delle storie guardando le figure ed è perfetto per i grandi che insegnano le prime parole in inglese, a scuola o in famiglia, insegnano a leggere le figure vogliono condividere con i più piccoli un gioco che stimola curiosità e ingegno e amano il mondo dell’illustrazione, in particolare quella d’epoca.»

illustrazioni di Elizabeth Skilton, Orecchio acerbo, collana MAPS, Roma (prossime uscite)
Illustrazioni di Elizabeth Skilton, Orecchio acerbo, collana MAPS, Roma (prossime uscite)

La scuola è, dovrebbe essere, quel luogo dove attraverso la preparazione e l’atteggiamento degli insegnanti, vengono offerte e messe concretamente in campo condizioni atte a comprendere, alimentare e sostenere le attitudini e le passioni degli individui. Il tempo trascorso al suo interno deve essere il più possibile un momento in cui i bambini e i ragazzi sentono le prime vibranti consonanze tra ciò che imparano, ciò che amano e ciò che riescono a fare.

Nessuno di noi ha mai provato queste sensazioni fondative della conoscenza in uno stato di noia. Al contrario, avviene quando ci sentiamo partecipi di un processo di creazione, quando sentiamo di comprendere ciò che sta avvenendo davanti a nostri occhi, e difficilmente questo accade se non ci stiamo divertendo, se non siamo colpiti da qualcosa di inaspettato.

L’insegnamento delle lingue straniere, teniamo conto che oggi più che mai anche la lingua italiana nelle nostre scuole per moltissimi bambini e ragazzi è da considerarsi tale, può essere considerato la cartina di tornasole delle buone pratiche di insegnamento; se ci pensate, infatti, poche cose come la loro mancata comprensione e padronanza sono state capaci di buttarci in uno stato di profonda frustrazione con il risultato che, nel corso di ore di lezioni percepite sempre più come interminabili, siamo arrivati ad aspettarci sempre meno da noi stessi.

illustrazioni di Elizabeth Skilton, Orecchio acerbo, collana MAPS, Roma, (prossime uscite)
illustrazioni di Elizabeth Skilton, Orecchio acerbo, collana MAPS, Roma, (prossime uscite)

A volte mi viene da chiedermi se davvero milioni di alunni, in tanti anni di scuola italiana obbligatoria, erano ontologicamente così negati.

Guardando questi libri penso però che se avessero iniziato così, sapendo che avrebbero potuto anche giocarci per un po’ con una lingua straniera, assaporandola, stupendosi, guardandola, facendosela risuonare nelle orecchie, e non dalla impervia grammatica, avrebbero considerato da subito la lingua inglese un’amica e non una preziosa conoscente di cui conquistare la stima, goffamente giorno dopo giorno, per il resto della loro vita.

Benvenuta Maps!

*Questo articolo è stato originariamente pubblicato sul blog di Elisabetta Cremaschi, che dal 1992 si occupa di narrazione e studio dell’immaginario, dividendosi tra insegnamento (come libera docente di Pedagogia delle Narrazioni), scrittura e attività giornalistica. Da queste esperienze professionali ha preso vita il blog Gavroche, luogo di incontro delle parole e figure dell’infanzia condivise con editori, scrittori, illustratori, insegnanti, bibliotecari, lettori, genitori, bambini e ragazzi incontrati nel corso degli anni.