Rubriche Radar Radar. Le migliori novità della settimana selezionate per voi

Radar. Le migliori novità della settimana selezionate per voi

Orfani #12 – Rock ‘n Roll (Bonelli). Lo scontro finale fra Ringo e Jonas conclude la prima stagione di quello che è stato sicuramente uno degli eventi dell’annata fumettistica italiana. A occuparsene sono i due creatori della serie: Roberto Recchioni scrive, Emiliano Mammucari disegna.

orfani 12 cover

Adventure Time vol. 2: Sciabolette (Panini Comics). Checché ne dica (a ragione) Eric Stephenson, non proprio tutte le trasposizioni a fumetti di idee nate per altri media sono destinate a essere solo un pallido ricordo dell’originale. I fumetti di Adventure Time, per esempio, rappresentano un’ottima eccezione, grazie a un buon adattamento al diverso mezzo, una batteria di autori eccellenti, ospiti di qualità (Paul Pope, Michael DeForge, Jim Rugg) e un universo narrativo fra i più ricchi che si siano mai visti. Questo volume raccoglie il secondo ciclo delle storie originariamente presentate sulla serie regolare, con Jake e Finn alle prese con la macchina del tempo inventata dalla Principessa Gommarosa.

Hellblazer #38 (RW-Lion). All’interno di questo volume, presentata per la prima volta in Italia, c’è Shoot, la storia che Warren Ellis scrisse per la serie regolare di Hellblazer e che la Vertigo censurò, causando l’addio alle avventure di John Constantine da parte dello scrittore britannico.

Go West (RW-Lineachiara). Raccolto in un unico volume, Lineachiara propone un recupero d’annata con Go West, serie western (ma dai!)  scritta da Greg e disegnata da Derib – due fra gli autori di bande dessinée più importanti e prolifici – , inizialmente serializzata in dieci episodi sulla rivista Tintin fra il 1971 e il 1972.

Manifest Destiny vo.1 – Flora e fauna (saldaPress). Dopo Witch Doctor, Thief of Thieves, Clone e Ghosted, ecco arrivare in Italia per le edizioni Saldaress una nuova serie Skybound, l’etichetta editoriale di Robert Kirkman all’interno di Image Comics. È la storia del Capitano Meriwether Lewis e del Sottotenente William Clark e della spedizione che organizzarono nel 1804 per esplorare la misteriosa frontiera occidentale americana. Due personaggi storici, dunque. Tutto vero, allora? Solo in parte, perché Chris Dingess – creatore e scrittore delle storie – e Matthew Roberts – disegnatore – danno vita a un viaggio immaginario. Ad attendere i membri della spedizione non ci saranno solo nativi americani, alberi maestosi, spazi sterminati e animali selvaggi. Lewis & Clark e il loro equipaggio dovranno invece fare i conti con mostri e strane creature, costantemente in agguato. Il “destino manifesto”, cioè il compito assegnato dalla Storia ai nuovi coloni di imporre una nuova civiltà, migliore delle precedenti, si tramuterà in un incubo e in un’impresa molto peggiore del previsto. Qui potete dare un’occhiata alla nostra anteprima.

Dall’estero:

Sugar Skull (Pantheon Books). La terza e ultima parte della trilogia cominciata con X’ed Out (2010) e The Hive (2012), per cui Burns si è ispirato a Tintin. La serie ha come protagonista Doug, un ragazzo le cui vicende si intrecciano con visioni e sogni ricorrenti. «Sei anni fa, quando ho cominciato a lavorare su questo progetto, l’ho pensato in tre libri separati, anche se raccontano una storia completa» ha spiegato l’autore di Black Hole al New Yorker «Il formato dei tre libri è basato su quello dell’edizione franco-belga di Tintin. So che crescere leggendo Tintin è inusuale per un artista americano della mia generazione. Oggi puoi trovare questi fumetti in tutte le librerie, ma quando ero piccolo ne erano stati pubblicato solo sei e non erano facili da reperire.» Il libro, così come per i due precedenti capitoli, sarà prossimamente pubblicato in Italia da Rizzoli Lizard.

vince taylor nanni

Vince Taylor n’existe pas (Editions de l’olivier). Il nuovo libro di Giacomo Nanni, che insieme a Maxime Schmitt ricostruisce – a metà strada fra racconto immaginario e biografia reale – la storia del rocker britannico Vince Taylor, frontman dei Playboys, coi quali conobbe un largo successo soprattutto in Francia tra la fine degli anni ’50 e l’inizio dei ’60, per poi scomparire nell’anonimato per colpa dell’abuso di droghe e alcol.

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