Lo scaffale di Simone Lucciola

Abbiamo chiesto a Simone Lucciola di raccontarci le sue letture più recenti. Lucciola è un autore indipendente e musicista punk; ha pubblicato i libri Campana (GIUDA Edizioni) e Lo-Fi (Grrrzetic Editrice), ed è responsabile – insieme a Rocco Lombardi – dell’etichetta indipendente Lamette Comics.

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Alberico,di Rocco Lombardi

Lo so, è un po’ come giocare in casa, ma si tratta di un libro che ho visto nelle sue innumerevoli versioni primordiali – che molto probabilmente rimarranno un affare privato – e che porta con sé una carica visionaria che nei momenti migliori travolge e trascina via tutto. Il concept anarco-naturista molto forte alla base, e la stessa idea – coraggiosa e scriteriata insieme – di fare un silent book, un fumetto senza testo, non hanno ragione dello sgarzino che scava nell’acetato nero realizzando un trip visivo e mentale che in una manciata di pagine deflagra e ti annichilisce. La prima volta che l’ho sfogliato mi ha fatto male agli occhi.

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Corpicino, di Tuono Pettinato

Un giallo pupazzoso e agghiacciante sui toni del Pasticciaccio gaddiano ma ispirato dagli infanticidi di cronaca, e certamente anche dal caso Scazzi: Tuono è un autore colto e di buone letture – forse il più intrinsecamente intellettuale tra i suoi coevi – e se leggi questo fumetto (che io ho divorato in una notte buia ma che ha stazionato per lungo tempo sul mio comodino) prima ti perdi nei crocicchi antropologici della morte e relativa spettacolarizzazione e rimozione della stessa, e in seconda battuta ti convinci in modo inquietante dell’esistenza certa del delitto perfetto. Complice Ernesto De Martino.

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Sweet Salgari, di Paolo Bacilieri

Lo leggo e lo rileggo, lo sfoglio e lo risfoglio. Sono ossessionato dalla minuzia e dall’amore con cui il miniaturista Bacilieri ricostruisce la Torino di De Amicis, e in definitiva anche di Salgari, spirito avventuroso ridotto a povero artigiano della letteratura per ragazzi, che morì suicida e tabagista senza aver mai messo realmente piede nei paradisi esotici di cui narrò profusamente, denunciando con un’estrema (anche perché ultima) missiva la sua condizione di sfruttato e di deluso. Per come la vedo io, il Capitano Salgari è un eroe – o al limite un antieroe – dei suoi tempi, e chi si aspetta un Sandokan illustrato se la piglierà in quel posto.

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Cattive Abitudini, di Emidio Clementi e Gianluca Costantini

Appena terminato. Come i più preparati già sapranno, Emidio Clementi è il cantante-bassista dei Massimo Volume e Cattive Abitudini è il loro quinto album del 2010. Ma ora è anche una graphic novel. Un Costantini eclettico, pittorico, collagistico, multiforme e multicolore come sempre e come non mai, al lavoro direttamente sui testi di Clementi, in ordine di scaletta e molto probabilmente ad libitum. Quello che ne viene fuori è un libro che racconta frammenti di storie appuntate su bloc-notes sparsi, e che cammina sul confine labile tra il fumetto e la poesia visiva. Non fidarti dei fantasmi del ‘900, l’estate non tornerà più da queste parti. O no?

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Storie dello spazio profondo, di Bonvi e Francesco Guccini

Blast from the past! Un classicissimo della fine degli anni sessanta di cui ho cercato e trovato ad hoc la ristampa integrale con annessi e connessi. Lo spirito anarcoide, etilico e libertario del Bonvicini migliore coadiuvato da un insolito Guccini nelle vesti di sceneggiatore, con i rispettivi alter ego degli autori – l’avventuriero e il piccolo androide, partners in crime di cialtronerie spaziali – vagolanti in un futuro tecnologico, così come lo si immaginava quarantacinque anni fa. Premetto che io odio la fantascienza, ma come resistere agli italiani che anticiparono Guerre Stellari? Diceva Bonvi, più o meno a ragione, che Lucas avrebbe potuto offrirgli “come minimo un caffè”. Un must assoluto.