Gli anime più interessanti del 2014: una selezione

Idealmente, con l’inizio di una nuova stagione di anime in Giappone, il giornalista – così come il fan – potrebbe procedere con la visione di tutte le ennemila serie proposte. Magari in un certosino ordine alfabetico, selezionandone – ammesso di non essere né troppo difficili, né di bocca troppo buona – cinque o sei. Di queste, però, conosciamo già il destino: soltanto due o tre supereranno il giro di boa del sesto episodio, e subiranno comunque il confronto impietoso con la serie preferita della stagione precedente. “La vita è una sola”, penseranno giornalista e anime-fan, e scatterà la soluzione più pratica: limitarsi a provare i titoli più chiacchierati, quelli ben recensiti (magari dagli amici) o, semplicemente, che “ispirano”.

Seguendo quest’ultimo metodo – che è stato anche il mio – ammetto che l’upfront autunnale non mi ha certo impressionata. La tendenza più visibile è quella del fantasy: i termini “principessa”, “draghi”, “cavalieri”, “medioevo” ricorrono nelle trame della metà dei titoli dei nuovi anime. Questo può essere dovuto all’influenza del ritorno di Sword Art Online e all’esordio di Seven Deadly Sins, largamente atteso dal pubblico giapponese. Un altro fenomeno che non accenna a decrescere è quello del moe, in cui, nella maggior parte dei casi, una flebile trama è piegata al servizio della pura estetica, che può facilmente risultare irritante (se non disturbante) ai non-fan del genere. In questo senso, mi permetto di eleggere Denky-gai no Honya-san a mio personale massimo grado di sopportazione: mai più bimbe tonte che fanno cose buffe e “pucciose” per venti minuti, circondate da uomini adulti; mai più.

Malgrado, insomma, le premesse non fossero per me eccezionali, tra le serie che ho visionato sono riuscita a trovarne ben cinque interessanti, che mi sento di consigliare. Arrivati a metà della stagione autunnale, andiamo a vedere quali.

Consigliati

yourlieinapril

YOUR LIE IN APRIL (SHIGATSU WA KIMI USO)

Studio: A-1 Pictures

Trama: Arima Kosei era un piccolo prodigio del pianoforte, e a 12 anni si preparava ad entrare nel mondo delle competizioni internazionali, realizzando il sogno di sua madre di vederlo suonare in Europa. Con la morte della donna, però, Kosei sviluppa una sorta di blocco verso il pianoforte, tanto da non riuscire neanche più a sentirne il suono. Da due anni, ormai, conduce un’esistenza grigia e senza stimoli, almeno finché l’incontro con una vivace violinista non lo sveglierà dal suo torpore.

Perché guardarlo: Lo dico subito, senza esitare: Your lie in April è, a mani basse, la piccola, inaspettata perla di questa stagione. Si tratta, innanzitutto, di un prodotto tecnicamente inneccepibile. Il design, specie nelle sue figure longilinee, risulta rinfrescante rispetto a quella morbidezza moe che da qualche anno mi aspetto sempre di trovare, negli slice of life, e l’animazione, fluida e ben curata, rivela una potenza di fuoco notevole nelle scene di musica. Anche la regia è sapiente, non invasiva, ma attenta ad abbracciare i sottili cambi d’emozione dei giovani protagonisti. Potremmo dire che Your lie in April è un anime che aiuta a ricordare perché amiamo gli anime: per quella capacità, che poi è tutta giapponese, di cristallizzare il tempo, e fermare un unico, semplice gesto, nell’attimo in cui sembra eterno.

parasyte

PARASYTE (KISEIJUU)

Studio: Madhouse

Trama: Per sopravvivere, dei parassiti alieni invadono il corpo di ospiti umani, coi quali si cibano – possibilmente in modo orrendo – di altri esseri umani. Shin, un normale studente, è in lotta contro il parassita che si è impossessato della sua mano; la cosa più difficile, per lui, non sarà sopravvivere, ma non impazzire davanti al crescendo inarrestabile d’orrore.

Perché guardarlo: Ce ne è voluto di tempo, prima che il manga degli anni Novanta di Hitoshi Iwaaki vedesse la luce come serie televisiva. Ma considerando che il progetto è poi finito in mano alla Madhouse (che, per dire una, ha animato l’intera produzione di Satoshi Kon), si può dire che l’attesa sia valsa la pena. Grazie al rispetto dei tempi e delle atmosfere dell’horror, l’anime risulta spaventoso anche senza sforare nel gore, sebbene sia sufficientemente esplicito da essere sconsigliato a chiunque s’impressioni facilmente.  Uno shonen ad alta tensione, affascinante e ancora oggi insolito, nonostante sia stato pensato alla fine degli anni Ottanta.

Consigliati (con riserva)

sevendeadlysins

SEVEN DEADLY SINS (NANATSU NO TAIZAI)

Studio: A-1 Pictures

Trama: I Cavalieri più forti del regno di Britannia, detti Seven Deadly Sins, vennero esiliati in seguito al tentativo fallito di rovesciare la famiglia reale. Dieci anni dopo Elizabeth, l’erede al trono, fugge dalle prigioni dov’era stata rinchiusa dai Paladini – i protettori del regno – proprio per cercare i leggendari Cavalieri e chiedere il loro aiuto. Verrà soccorsa da un ragazzino che è molto di più di quello che sembra…

Perché guardarlo: La qualità dell’anime, bisogna dirlo subito, è altissima. Le animazioni sono un piacere per gli occhi, scorrono lisce anche durante le più caotiche scene d’azione, e la colonna sonora è di qualità inaspettata, il che favorisce a sottolineare ancora di più il ritmo dell’azione. L’unico motivo per cui la serie è “in riserva” è che tutto, dalla trama, alla struttura, al design del mondo e dei personaggi, risponde pedissequamente ai canoni dello shonen classico d’avventura (come Dragon Ball e One Piece), e se questo è un pregio per gli appassionati del genere, è anche un deterrente per chi invece non lo è. La scelta è facile, qui: se gli shonen vi piacciono, guardatelo; se non vi piacciono, non vi perderete niente.

shirobako

SHIROBAKO

Studio: P. A. Studio

Trama: La vita quotidiana di cinque ragazze che lavorano, ognuna in un campo diverso, nel mondo dell’animazione.

Perché guardarlo: Quando un media raggiunge la maturità, prima o poi è inevitabile che cominci anche a riflettere su se stesso. Shirobako, chiariamolo, è quanto di più lontano possibile dall’autoriflessione autoriale di lavori come Otaku no video, Lamù: Beautiful Dreamer o, per certi aspetti, Neon Genesis Evangelion, ma ha il merito di essere la prima serie animata che parla del mondo dell’animazione (i manga avevano già avuto, per fare due esempi, i notevoli Manga Bomber e Bakuman). La trama non offre molti spunti in sé, ed è più che altro una bacheca alla quale appuntare terminologia e ruoli del caso, il cui sfoggio è comunque funzionale alla buona riuscita degli episodi. Il risultato è un’occasione per conoscere qualcosa in più sul dietro le quinte del settore, sotto forma di un prodotto ben confezionato. Il limite evidente è che chi cerca di più, dovrà cercarlo altrove.

terraformars

TERRA FORMARS

Studio: Liden Films

Trama: Su una Terra sovrappopolata, l’umanità lancia un piano per colonizzare Marte usando muffe e scarafaggi. 500 anni dopo, una squadra speciale composta da soldati superpotenziati, dovrà fare i conti con il fatto che Marte, adesso, è popolato da scarafaggi giganti, umanoidi e assassini.

Perché guardarlo: Ammetto di non conoscere il manga di Tera Fomazu, ma per quel che riguarda la serie animata, Terra Formars subisce l’evidente influenza de L’Attacco dei Giganti. Dal punto di vista tecnico, è soprattutto l’animazione a mostrare la corda, con momenti in cui non è ben chiaro se la staticità delle scene sia da imputare ai problemi di censura (il manga è noto per essere parecchio splatter) o ai mezzi dello studio, inadeguati a reggere il carico di azione drammatica. Il risultato è comunque intrigante, e potrebbe risultare interessante a prescindere dallo sfoggio – qua e là compiaciuto – di ultraviolenza.