OpenBox, il foglio da disegno che diventa un quadro (da appendere)

OpenBox è un progetto creato dal designer Filippo Protasoni per esporre disegni originali. Si tratta di un foglio di carta pregiata e robusta – la Fedrigoni Old Mill da 300 grammi– formato 50×70, fustellato a tratteggio e cordonato per la piega. Il foglio, pronto per essere illustrato, è studiato e realizzato in modo da poter esser piegato e montato come una tela. La carta, terminato il disegno, si piega e diviene una scatola, pronta per essere appesa sulle pareti.

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Un OpenBox disegnato da Zerocalcare

Il progetto, che prevede una prima produzione di fogli OpenBox, è ora in corso di finanziamento attraverso un crowdfunding sul portale Indiegogo.
La campagna terminerà il 18 Novembre e, fra le ricompense previste per la contribuzione, offre una selezione di opere realizzate da fumettisti e illustratori su fogli OpenBox.

Abbiamo intervistato due dei progettisti di OpenBox, Filippo Protasoni e Ciro Trezzi.

Guarda la gallery con i disegni dei fumettisti su OpenBox

Come è nato il progetto?

FILIPPO: Pur nella sua semplicità, OpenBox ha impiegato diversi mesi per nascere.

Avevo studiato, per un cliente, un incastro per ottenere un packaging semplice che non avesse bisogno di colla: mentre lo sviluppavo, chiudevo, aprivo e richiudevo… Con questo gesto avvertivo potesse esserci qualcosa di affascinante in un oggetto bidimensionale che diventa tridimensionale.

Capita poi, a volte, che uno schizzo fatto d’istinto, senza pensarci, venga così bene che avremmo voglia di mostrarlo, condividerlo o addirittura appenderlo. Da questi due input l’idea di creare un album di fogli che potessero velocemente trasformarsi in un’opera condivisibile. Ne ho parlato coi ragazzi e ci siamo armati subito di matita e cutter…

OpenBox si inserisce in un mercato come quello del disegno – inclusi gli originali di fumettisti – in continua espansione. Qual è la vostra spiegazione di questa evoluzione e crescita?

CIRO: In generale, credo che la sovrabbondanza di immagini digitali stia un po’ riportando le persone a desiderare il calore di un gesto naturale e fisico, meglio se con qualche imperfezione o sbavatura. La manualità e l’attenzione ai processi di realizzazione stanno conoscendo un crescente interesse in molti campi, e quello del disegno non è esente: c’è ancora spazio per essere affascinati da un gesto artistico spontaneo, da un’abilità che lascia a bocca aperta: i fumettisti esprimono al meglio questa potenzialità!

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Qual è il pubblico cui volete rivolgervi?

ALESSANDRO: Un foglio bianco è, per definizione, un mondo da creare. Per questo consideriamo OpenBox come un prodotto estremamente versatile: è stato apprezzato da importanti artisti tanto quanto dai bambini, che si divertono un sacco a vedere il loro disegno trasformarsi in un quadro con pochi gesti. Tra questi due estremi c’è tutto uno scenario di utilizzatori, che va dagli appassionati ai professionisti, dalla camera da letto ai live painting durante eventi di vario genere. Ad esempio abbiamo in programma un evento con tanti poeti che scriveranno le loro opere come fossero quadri in galleria.

Quali sono gli aspetti tecnici (scelta della carta, piegature, produzione industriale…) che avete messo a punto?

FILIPPO: A livello di prodotto abbiamo lavorato immaginando due situazioni distanti ed opposte: nella fase di disegno, OpenBox doveva essere un foglio a tutti gli effetti: quindi mantenere la forma rettangolare, dare una sensazione tattile e qualitativa che garantisse un’esperienza di disegno impeccabile con una carta di grande qualità. Una volta richiuso invece, OpenBox doveva avere una geometria solida, una forma piena (anche sul retro) che garantisse una buona durata nel tempo, resistenza al trasporto ma soprattutto che sapesse trasmettere la preziosità che un disegno su carta può avere.

Ad esempio, la carta che utilizziamo è una Fedrigoni Old Mill da 300 grammi, che assicura un’ottima esperienza con tutte le tecniche rappresentative (dall’acquerello ai marker, dagli acrilici alla matita) senza sacrificare la robustezza del supporto. Abbiamo fatto molte prove prima di arrivare a questa scelta, e molti test li abbiamo condotti anche per trovare un buon bilanciamento per quanto riguarda lo strappo e la cordonatura. Ora OpenBox è pronto!

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Come intendete renderlo disponibile e distribuirlo?

ALESSANDRO: Stiamo valutando diverse ipotesi, ma sicuramente ci piacerebbe unire il mondo digitale a quello tangibile: vorremmo far conoscere il prodotto attraverso eventi e presenza sul territorio (workshop, mostre ma anche venderlo nei negozi di belle arti), ma renderlo anche disponibile a tutti da uno shop online che permetta, una volta conosciuto e utilizzato il prodotto, di poterlo avere in brevissimo tempo: anche in luoghi remoti che possano ispirare la creatività dei nostri artisti!

Nelle prime esperienze di utilizzo, cosa avete notato nell’uso da parte dei fumettisti rispetto a quello fatto da illustratori o street artists?

CIRO: illustratori e street artist hanno un approccio più ragionato, più a freddo mentre chi fa fumetti ha un approccio molto spontaneo e istintivo. All’interno della categoria, c’è poi chi guarda a OpenBox come un formato di pregio, su cui realizzare un’illustrazione finita, una commission e c’è chi lo usa come alternativa al foglio di carta su cui fare una dedica veloce. Ci piace questa diversa percezione del prodotto, è segno che possa imporsi come un nuovo standard per le fiere di settore e per gli eventi in cui realizzare fisicamente la propria opera ha ancora un senso e un valore.