Neil Gaiman sulla libertà d’espressione e l’attentato a Charlie Hebdo

Neil Gaiman è da sempre a favore della libertà d’espressione e contrario alla censura. Intervistato dal Comic Book Legal Defense Fund – associazione americana che si occupa di tutelare il rispetto del Primo Emendamento nei confronti di autori, editori e rivenditori di comics – riguardo l’attentato terroristico alla redazione di Charlie Hebdo, ha commentato:

«Quanto sono importanti la libertà d’espressione e di satira? Abbastanza importanti, tanto che le persone uccidono gli altri per zittire i discorsi che a loro non piacciono. È troppo facile pensare che la libertà di parola sia una cosa astratta. Ma la libertà di deridere, discutere e dissentire sono abbastanza importanti che chi è contrario farà tutto il possibile per annullarle, compreso l’omicidio.»

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Dopo i tragici fatti di Charlie Hebdo, in molti si sono chiesti perché gli autori del settimanale si siano presi il rischio di satirizzare sui fondamentalisti religiosi e gli estremisti islamici (soprattutto dopo aver ricevuto minacce in passato). Già nel 2008 Gaiman si interrogava sul perché bisognasse difendere i propri pensieri, le proprie idee e le proprie parole. La risposta si trova un suo saggio intitolato Why defend freedom of icky speech?, di cui riportiamo un breve passo:

La libertà di scrivere, di leggere, di possedere materiale che ritieni valga la pena di essere difeso comportano il fatto di doversi adoperare anche in difesa di materiale che non si ritiene vanga la pena di essere difeso, o perfino di cose che trovi disgustose; perché la legge è uno strumento spigoloso che non fa differenza tra ciò che ti piace e ciò che non ti piace, perché i pubblici ministeri sono esseri umani e portano anche loro rancore e si battono per la rielezione, perché ciò che per una persona è un’oscenità per un’altra può essere arte.