Pechino critica la satira francese di Fluide Glacial

Non è un buon momento per la satira francese. Mentre continuano le discussioni sul concetto di liceità della satira, dopo la fatwa agli autori di Charlie Hebdo per l’ultima copertina della rivista e l’arresto del comico antisemita Dieudonné M’bala M’bala, la satira francese sembra attirare nuove critiche su di sé.

Questa volta l’attacco proviene dal quotidiano cinese Global Times, che ha criticato apertamente la copertina del numero di febbraio della famosa rivista Fluide Glacial.

fluide glaical

In un editoriale dall’eloquente titolo La mania per la libertà d’espressione non può che intensificare gli scontri, il quotidiano – vicino al Partito Comunista – si scaglia contro la scelta di Fluide Glacial di ritrarre sotto una didascalia che recita “Pericolo Giallo? E se fosse già troppo tardi?” una Parigi ormai in mano ai turisti cinesi. Infatti, nella copertina del numero 464 della rivista si vede un francese nell’atto di trascinare un risciò su cui viaggia un turista cinese in compagnia di un’avvenente ragazza. Tutt’intorno una città tappezzata da indicazioni in cinese: persino un povero clochard mostra un cartello scritto in ideogrammi.

Per il Global Times, l’illustrazione risponderebbe alla stessa logica scandalistica di Charlie Hebdo: una logica che è incurante di produrre e sostenere situazioni conflittuali.

L’editoriale continua evidenziando la logica paradossale che sembrerebbe celarsi dietro la strenua difesa della libertà d’espressione, di cui Charlie Hebdo – il ragazzaccio della stampa francese – è diventato il più evidente simbolo:

«E’ più difficile per il musulmani rinunciare alla propria fede che per l’Europa regolamentare la propria idea di libertà d’espressione. Se i francesi ritengono vergognoso ritrattare tale idea, la loro ricerca della libertà può effettivamente essere vista come una religione.»

Pechino fa sentire la sua voce attraverso questo editoriale: per una nazione abituata alla censura preventiva e ad imbavagliare gli intellettuali più scomodi – si veda per esempio la difficile battaglia per il diritto alla libertà d’espressione di Ai Wei Wei – la libertà francese sembra essere pura tracotanza e spericolata gratuità nei confronti di una situazione che può degenerare pericolosamente verso il conflitto ideologico.