Angoulême 2015, spiegata in 5 punti

La 42° edizione del Festival International della Band Dessinée, tenutasi ad Angoulême dal 29 gennaio al 1 febbraio, è stata inevitabilmente segnata dall’attentato terroristico dello scorso 7 gennaio alla redazione di Charlie Hebdo. La città si è presentata al pubblico con i palazzi e le vetrine dei negozi con affissa la scritta ‘Je suis Charlie’, slogan diventato simbolo di vicinanza e solidarietà verso le vittime della strage.

anougleme charlie

Giovedì sera, durante la cerimonia di assegnazione del Gran Prix, vinto dal giapponese Katsuhiro Otomo, è stato istituito un nuovo premio alla libertà di espressione in onore ai disegnatori morti nell’attentato: Cabu, Wolinski, Charb, Tignous e Honoré.

Nella giornata di Domenica 1 febbraio, ultimo giorno di manifestazione, è stata inaugurata in centro città una piazza dedicata alla rivista satirica. La targa, con impressa la scritta «Per la difesa della libertà di espressione», è stata rivelata al pubblico da Xavier Bonnefont, sindaco di Angoulême, durante una breve cerimonia di inaugurazione.

piazza charlie hebdo angouleme

La sicurezza

A causa della fatwa emanata contro gli autori superstiti di Charlie Hebdo e per prevenire eventuali attentati, l’organizzazione del festival ha organizzato un servizio d’ordine intensificato. Per la prima volta nella storia della manifestazione, l’entrata di ogni padiglione è stata presidiata da uomini della sicurezza che hanno controllato le tasche e le borse dei visitatori. Questo processo ha portato inevitabilmente alla creazione di lunghe file davanti alle porte delle strutture che ospitavano gli stand, causando irritazione e disagio fra il pubblico. Inoltre, questo tipo di controllo è stato efficace solo i primi due giorni di fiera, quando l’affluenza è stata piuttosto blanda. Nel weekend, invece, quando le strade hanno cominciato ad affollarsi, i controlli sono divenuti sbrigativi e poco sensati. Impossibile ispezionare a dovere ogni persona in coda senza creare disagi.

Una fila di persone in attesa di superare i controlli all'entrata di un padiglione
Una fila di persone in attesa di superare i controlli all’entrata di un padiglione

Stati Generali

Questa edizione del festival si ricorderà inoltre per la protesta del mondo del fumetto francese verso la modifica del piano previdenziale, che prevede un aumento dei contributi per la pensione complementare obbligatoria. Venerdì 30 gennaio alle ore 10.00 si è tenuta la conferenza degli Stati Generali del Fumetto coordinati e presieduti dal fumettista Benoît Peeters, famoso per la bande dessinée Le città obscure. L’obiettivo è stato quello di fare il punto della situazione economica degli autori e dell’industria del fumetto. Sul palco, a rappresentare il movimento, erano presenti autori, editori, sindacati e il presidente del Centre National du Livre. Forse una situazione impensabile per il panorama italiano.

«Gli editori sono nostri alleati, non nemici. Anche se a volte i rapporti son complicati» – ha esordito Peeters, che ha continuato esponendo i problemi legati al settore: «Negli ultimi anni la percentuale di lettori non è aumentata. Morale: gli autori sono impoveriti, i lettori sono confusi, i librai vendono meno e così gli editori. Questo settore è ben lungi dall’essere sano così come i media tradizionalmente affermano. Artisticamente, sì, il fumetto sta facendo bene. Economicamente, no.»

È stato istituito un comitato scientifico che si occuperà di raccogliere dati e informazioni mirate sul mondo del fumetto francese per tracciare un quadro completo dei problemi e trovarne la soluzione. L’idea è di avere un «sapere oggettivato» del fumetto, che sarà costruito con scrupolose indagini fra autori, editori, librai, distributori e lettori. Lavorando a stretto contatto con i docenti universitari, gli Stati Generali garantiranno dati oggettivi, lontani dalla conoscenza tradizionale e incompleta del settore. Una volta terminata la ricerca, gli Stati Generali saranno annunciati sotto forma di seminario, che si terrà in tutte le principali città della Francia per esporre i risultati.

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La marcia degli autori

Il sabato, invece, verso le 14.30 si è tenuta una marcia contro la riforma del piano previdenziale che ha coinciso con uno sciopero delle dediche. Gli autori hanno protestato per rinegoziare la riforma che prevede un aumento del contributo pensionistico fino all’8%. «Equivale a un mese di stipendio» spiega Marc-Antoine Boidin del sindacato degli autori, lo Snac BD – «Tenendo conto che noi non usufruiamo della disoccupazione e della mutua. Vorremmo contribuire a una buona pensione, ma per ora stiamo solo cercando di sopravvivere.» La riforma è in realtà ancora in fase di studio e lo Snac BD vorrebbe abbassare la tassazione dell’8 al 4%.

Le mostre

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Jiro Taniguchi all’inaugurazione della mostra personale

La forza del festival è quella di bilanciare perfettamente la parte commerciale con quella culturale. Per fare un paragone con le kermesse italiane si immagini una via di mezzo fra BilbolBul e Lucca Comics & Games – senza cosplayer. Quest’anno le mostre principali sono state dedicate al creatore di Calvin & Hobbes, Bill Watterson – vincitore del Gran Prix dello scorso anno – ai Moomin di Tove Joanson e ai fumetti del giapponese Jiro Taniguchi. Fra le altre 13 mostre – senza tenere conto delle proposte off del festival – le più riuscite sono state quella di Kinky & Cosy del fumettista belga Nix (una bizzarra esperienza interattiva che comprendeva cartoni animati e videogiochi) e la retrospettiva su Charlie Hebdo, che ha documentato la storia della rivista dagli esordi di Hara-Kiri all’ultimo numero pubblicato dopo il tragico attentato terroristico del 7 gennaio scorso alla redazione parigina. Meno riuscita quella su Jack Kirby, la cui parte artistica non presentava disegni originali, ma solo fedeli riproduzioni.

Gli stand

La sorprendente proposta editoriale del fumetto franco belga – ma anche internazionale – trovava spazio, come consuetudine, in due padiglioni principali. Le Monde de Bulles, ha ospitato gli stand dei grossi editori, fra cui Soleil, Dargaud, Casterman e Delcourt i cui spazi erano delle vere e proprie librerie in cui diversi commessi seguivano da vicino i visitatori più curiosi.

A Le nouveau Mond, invece, erano presenti gli editori medi, i minori e le autoproduzioni, nonché diversi stranieri. Sicuramente il luogo più interessante del festival, con migliaia di prodotti nuovi e vecchi, bizzarri e, a volte, improponibili. Un bel termometro del fermento fumettistico francesce.

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La folla del sabato al Le Nouveau Mond

Due sono stati i padiglioni dedicati all’Asia, di cui uno sul fumetto Taiwanese e l’altro su quello Cinese. Tutto il resto – antiquariato, merchandising, tavole originali – è stato riunito in un unico tendone denominato Para-DB. Le chiese del paese hanno ospitato il – quantomeno curioso – 29° Festival Cristiano della Bande Dessinée, dove è stato possibile acquistare fumetti sulla religione e visionare mostre dedicate.

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Una delle chiese della città che ospitavano il Festival Cristiano della Bande Dessinée

Parallelamente al festival ufficiale ne è stato creato uno alternativo: il F.OFF, una sorta di evento autogestito ubicato in quello che sembrava essere una discoteca abbandonata. Al suo interno si potevano trovare le autoproduzioni più disparate. La sera il locale diventava bar e, di conseguenza, uno dei luoghi più affollati della città.

I premi

I fauve d’Angoulême sono stati assegnati nel tardo pomeriggio di domenica 1 febbraio e li potete trovare qui.

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