Adrian Tomine ricorda Yoshihiro Tatsumi

Yoshihiro Tastumi, il padre del Gekiga, è morto il 7 Marzo 2015 all’età di 79 anni. Sono diversi i fumettisti che devono molto alla sua opera e fra questi c’è Adrian Tomine. L’autore di Optic Nerve e delle raccolte Summer Blonde e Una lieve imperfezione, è stato curatore delle opere di Tatsumi tradotte in America da Drawn & Quarterly. Da sempre suo ammiratore, Tomine ha avuto il piacere di incontrare il maestro giapponese durante il suo tour negli Stati Uniti nel 2009 e di andarlo a trovare a Tokyo. Sul sito dell’editore ha voluto ricordare il sensei.

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Adrian Tomine e Yoshihiro Tatsumi

«Ci sono alcuni fumettisti il cui lavoro ha letteralmente cambiato la mia vita indirizzandomi sul percorso artistico che continuo tutt’oggi, e Yoshihiro Tatsumi è uno di loro. È stato un onore e un privilegio incredibile partecipare alla traduzione del suo lavoro, secondo solo all’improbabile esperienza onirica di passare del tempo con lui in città remote come come Tokyo, San Diego, Los Angeles, Toronto e New York.

Per la maggior parte del tempo, abbiamo parlato con l’aiuto di un interprete, ma questo ora sembra difficile da riconciliare con i vividi ricordi che ho delle nostre ampie e scorrevoli conversazioni. Non mi ci volle molto per scoprire che, nonostante le differenze di età, geografia, storia, ecc., il sensei Tatsumi mi ricordava molto tutti gli altri grandi fumettisti con cui ho avuto la fortuna di diventare amico. Poteva essere taciturno e talvolta imperscrutabile ma, nelle giuste circostanze, poteva mostrare umorismo, curiosità, e un entusiasmo instancabile sul come si fanno i fumetti.

Ho studiato e imparato dal suo lavoro sin da quando ero un adolescente, ma credo che l’umiltà, la generosità e la determinazione artistica di Tatsumi siano state un’ispirazione tanto quanto le sue storie. Ho avuto diverse occasioni – di solito quando uno di noi era li li per prendere un aereo – di inchinarmi e dire “grazie”, ma ho sempre avuto la sensazione di non essere stato abbastanza chiaro o enfatico, e che lui fosse troppo modesto per accettare pienamente tutto quello per cui lo stavo ringraziando.»

–Adrian Tomine