Focus Cosa è e cosa dobbiamo aspettarci dalla serie televisiva di Powers

Cosa è e cosa dobbiamo aspettarci dalla serie televisiva di Powers

La serie televisiva di Powers, il fumetto creato da Brian Michael Bendis e Michael Avon Oeming, esordisce oggi negli Stati Uniti. Che cos’è, com’è nato e cosa dobbiamo aspettarci.

powers tv playstation bendis

Nascita di un architetto

L’anno è il 2000. Brian Michael Bendis è ancora lontano dall’essere uno dei cosiddetti ‘architetti Marvel’, il ristretto gruppo di scrittori col potere di decidere le sorti dell’universo narrativo della Casa delle Idee. Prima di Ultimate Spider-Man, degli Avengers, di Devil, Alias, dei maxi cross-over, degli X-Men e dei Guardiani della Galassia, Bendis era principalmente conosciuto come autore di fumetti indie di genere noir-crime e i suoi lavori più noti erano A.K.A. Goldfish (Caliber Comics), Jinx (Image) e Torso (Image), oltre ad alcuni cicli di storie scritte per Sam & Twitch, serie spin-off di Spawn.

È con Powers che l’autore di Cleveland fa il suo primo ingresso nel mondo dei supereroi, sebbene non dall’entrata principale. La serie è infatti incentrata sulle indagini della coppia di poliziotti formata da Christian Walker e Deena Pilgrim, detective della sezione ‘Poteri’ della polizia, una divisione che si occupa dei crimini legati ai supereroi. A disegnarla è Michael Avon Oeming, artista proveniente – come Bendis – dal fumetto indipendente, ma ben lontano dall’essere un professionista a tempo pieno (il suo lavoro vero, ai tempi, era quello di guardia di sicurezza).

Una serie nomade

I primi tre numeri autoprodotti vendono discretamente, col primo albo che si attesta intorno alle 12.500 copie. Il potenziale della serie non sfugge a Jim Valentino, publisher di Image Comics, che dopo averla letta e apprezzata propone a Bendis e Oeming di pubblicare per loro. Image riedita i primi tre numeri, contribuendo in maniera determinante a far conoscere la serie. Ogni nuovo numero vede un incremento di lettori costante, stabilizzandosi infine fra le 25.000 e le 30.000 copie e proseguendo fino al numero #37.

Con la conclusione del primo ciclo di storie nel 2004, la serie cambia casa editrice, trasferendosi alla Icon, etichetta Marvel dedicata al materiale creator-owned dei propri artisti di punta, dove continua a essere pubblicata tuttora.

Anche in Italia la serie è stata un po’ sballottata da un editore all’altro, venendo inizialmente pubblicata da Magic Press per poi passare nelle fila di Panini Comics, che ha ristampato i volumi già pubblicati dalla Magic Press continuando contestualmente a proporre il materiale inedito.

powers

Un format vincente

Sebbene l’idea dei supereroi visti dagli occhi delle persone normali non sia proprio una novità – basti pensare a Marvels, tanto per citarne uno basato sullo stesso concetto – l’elemento noir-poliziesco e l’abilità di Bendis nell’impostare una narrazione character-driven hanno sancito la fortuna di Powers, aprendo la strada a uno stuolo di epigoni più o meno riusciti, fra cui Gotham Central di Greg Rucka e Ed Brubaker, la serie che ha fatto da blanda ispirazione per lo show televisivo Gotham.

Fondamentale per il successo della serie è stato anche Oeming, il cui tratto cartoonesco pesantemente influenzato da quello di Bruce Timm crea un riuscito cortocircuito con la cupezza delle trame.

I protagonisti

I due protagonisti principali sono Christian Walker e Deena Pilgrim. Il primo è un ex-supereroe un tempo conosciuto con il nome di Diamond, mentre la seconda è una poliziotta impulsiva dal passato poco chiaro. Come in ogni buona storia di poliziotti che si rispetti, i loro caratteri sono complementari, e l’assortimento di genere permette anche di oscillare fra le più classiche dinamiche da buddy cops a sottotesti romantici (molto leggeri).

Ad affiancarli c’è un vasto cast di comprimari, composto sia da civili – come il Capitano Cross, con cui spesso Deena finisce per scontrarsi – sia da supereroi – come i FG-3, gruppo di supereroi afroamericani ispirato ai Fugees, o Retro Girl, personaggio ispirato a Janis Joplin e protagonista con la sua morte della prima indagine.

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La lunga strada per la televisione

La strada che ha portato Powers dalle pagine di carta agli schermi televisivi è stata lunga e contorta. La serie fu opzionata nel 2001 da Sony, senza che per anni – a parte qualche sporadica voce – si sapesse qualcosa del progetto. A rompere il silenzio fu Bendis stesso nel 2009, annunciando di essere al lavoro sulla sceneggiatura dell’episodio pilota che sarebbe stato trasmesso dal canale satellitare FX. Le notizie successive risalgono al 2011, quando una co-produzione Sony-FX approva la produzione di un episodio pilota scritto da Charles H. Eglee e con Jason Patric e Lucy Punch nelle parti di Walker e Pilgrim.

Le riprese iniziano a luglio del 2011 e terminano il mese dopo, tuttavia a novembre dello stesso anno FX annuncia l’intenzione di apportare alcune modifiche alla puntata per poi girarla nuovamente. È ancora Bendis a fornire informazioni sull’avanzamento dei lavori, twittando la notizia che le nuove riprese sarebbero iniziate a gennaio 2012.

Il progetto tuttavia naufraga per cause sconosciute e bisogna aspettare marzo 2014 per avere nuovamente notizie della serie TV. Viene infatti annunciato che Powers sarebbe stata la prima serie originale di Playstation Network e sarebbe stata trasmessa in esclusiva sulle console prodotte da Sony. Nei mesi successivi è anche rivelato il cast: Sharlto Copley – l’attore sudafricano protagonista degli ultimi due film di Neil Blomkamp, District 9 ed Elysium – sarà il detective Walker, mentre Susan Heyward sarà Deena Pilgrim, che cambia quindi etnia rispetto alla sua controparte fumettistica.

A dirigere il pilot sarà David Slade, già regista di alcune puntate di Hannibal e di una di Breaking Bad, oltre ad aver girato video musicali per artisti del calibro di Aphex Twin, Muse, System of a Down e Killers. La sceneggiatura è invece affidata a Charlie Huston, romanziere pulp e autore di alcuni fumetti per la Marvel (Moon Knight, Wolverine), qui alla sua prima prova come scrittore per la televisione.

Cosa ci dobbiamo aspettare?

Una piccola rivoluzione questa serie l’ha già messa in atto, ancora prima di essere trasmessa: anticipando di un mese Daredevil di Netflix, Powers è la prima serie televisiva tratta da un fumetto a non passare per i canali televisivi canonici. Sarà disponibile gratuitamente per tutti i possessori di un account Playstation Plus e a pagamento per tutti gli altri. Contrariamente a quanto indicato inizialmente, non sarà necessario possedere una console Playstation per guardare lo show, ma basterà essere iscritti al Playstation Network.

La presenza forte e continua di Bendis e Oeming nel processo creativo della serie dovrebbe essere garanzia del fatto che le atmosfere cupe e introspettive della serie siano state mantenute. In un’intervista a Newsarama Bendis ha dichiarato:

«Penso che la gente sarà affascinata dal fatto che non sarà il classico episodio pilota, quanto piuttosto il primo di dieci capitoli. Non ci sono tutte quelle goffe esplosioni e tutto il resto della roba che serve per vendere la tua storia. Riesce a coinvolgerti da sola. […] Sembra più un romanzo crime tradizionale che un classico episodio pilota.»

Sharlto Copley, dalle poche scene viste nei due trailer diffusi, sembra già essere a suo agio nei panni di Walker, anche se la vera sorpresa potrebbe arrivare da Susan Heyward, al primo ruolo importante della sua carriera. Riguardo al suo personaggio, Copley ha detto in un’intervista:

«Desidera disperatamente di volare di nuovo così come faceva un tempo. È tormentato dai ricordi del suo passato e dagli errori che ha fatto. Può essere difficile osservare questo personaggio e chiedersi come un tempo potesse essere così carismatico. Era bravo a trattare coi media, era bravo a trattare con la stampa. Era bravo con la gente. C’è una parte di lui che è quasi rimasta indietro a quando era un bambino, a causa del fatto che è diventato famoso e potente da giovane. Quel tipo di bambino viziato che non riesce ad avere quello che vuole. E a un certo punto inizia a spuntare fuori un certo livello di immaturità emotiva all’interno delle relazioni.»

Riguardo al genere della serie, rispondendo a una domanda sulla saturazione di televisione e cinema da parte dei supereroi, sempre Bendis ha commentato:

«È una serie di poliziotti. Non è una serie di supereroi. Proprio come il fumetto. Il fumetto è un cop drama. Lo è sempre stato. È ambientato in un mondo abitato dai supereroi, quindi quello è un elemento importante, ma c’è una grossa differenza fra uno show di poliziotti con dentro dei supereroi e uno show di supereroi con dentro dei poliziotti. Noi siamo al livello del terreno.»

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