Jeff Kinney, il papà della Schiappa, apre una libreria: “Non devono scomparire”

In tutto il mondo non è certo un momento facile per le librerie indipendenti. Negli Usa, fortunatamente, stanno trovando l’aiuto di alcuni autori di bestseller. Già James Patterson, uno degli autori più venduti al mondo (pubblicato in Italia da Longanesi), nel 2014 ha donato ben 1 milione di dollari alle librerie indipendenti e, nel 2015, ha proposto la vendita in anteprima del suo ultimo romanzo Private Vegas al prezzo di 294.038 dollari a un solo fortunato (e ricco) lettore con a disposizione 24 ore di tempo per leggerlo prima dell’autodistruzione del libro.

kinney

Adesso è il turno di Jeff Kinney, autore del bestseller mondiale Diario di una Schiappa (pubblicato in Italia da Il Castoro), che si confessa al Boston Globe dicendosi «tanto arrabbiato» per la scomparsa delle librerie da decidere di aprirne una lui stesso:

«La ragione per cui abbiamo voluto creare una libreria nella nostra città, Plainville, è perché ci sentiamo arrabbiati per il fatto che tante librerie hanno chiuso. Le librerie sono sempre state una componente importante della vita mia e di mia moglie. Abbiamo voluto regalare ai nostri figli e alla nostra comunità un luogo dove poter essere esposti a nuove idee, eventi culturali, e dove incontrare altre persone che amano leggere».

Quello di Jeff Kinney e di sua moglie è un obiettivo ben preciso: offrire un servizio ai lettori, riportarli nelle librerie, tenendo conto del fatto che il mercato editoriale è cambiato e che le persone comprano sempre meno libri in negozi ad hoc:

«Penso che ci sia davvero bisogno delle librerie nelle piccole comunità; le abitudini di acquisto di tutti sono cambiate: la gente non va più nei piccoli negozi, vanno diretti a Costco (famosa catena di ipermercati,ndr)quindi le librerie hanno questa opportunità di intervenire».

Sottolinea lo scrittore: «Tante persone condividono la mia frustrazione… è difficile, ormai, trovare una vera libreria».

Kinney, tra l’altro, vuole «salvare» e diffondere, a partire dai bambini, la propria passione per i libri cartacei (va specificato che negli Usa gli e-book sono in una fase molto avanzata):

«Credo sia importante mettere un libro di carta nelle mani di un bambino. Un bambino, infatti, si connette alle idee e alle parole scritte in un libro quando può fisicamente stare a contatto con le pagine».

Allo stesso tempo specifica: «Sono a favore degli e-reader, sia chiaro, ma credo che non debbano sostituire i testi cartacei».


*Articolo originariamente pubblicato su Il Libraio.