Matteo Salvini, lo Yellow Kid della Madunina

Cosa hanno in comune Yellow Kid, il bambino protagonista dei fumetti creato da Richard F. Outcault 120 anni fa, e Matteo Salvini, europarlamentare e attuale segretario della Lega Nord? Non molto, se non il fatto che entrambi si esprimono attraverso le scritte sugli indumenti. Lo spiega la giornalista e conduttrice televisiva Lia Celi in un articolo pubblicato sul quotidiano online Lettera43.

Matteo Salvini, con la maglietta Padania is not Italy, insieme al presidente della provincia di Milano Guido Podestà
Matteo Salvini, con la maglietta ‘Padania is not Italy’, insieme al presidente della provincia di Milano Guido Podestà

In questo curioso parallelismo «il razzismo furbetto e caricaturale di Salvini» ricorda il celebre fumetto di Outcault:

Salvini si esprime attraverso ciò che è scritto sui suoi indumenti, le ormai celebri felpe («Basta euro» «Padania is not Italy» e la leggendaria collezione «Regioni d’Italia»), e soprattutto «è un personaggio che rappresenta le tensioni di classe e di etnia della nuova società urbana e consumista», come scrivono gli storici del fumetto a proposito di Yellow Kid.

Nelle cui strisce i neri venivano rappresentati come oranghi labbruti, per confermare le etnie bianche nel loro senso di loro superiorità, e gli irlandesi come ubriaconi e ignoranti, per strizzare l’occhio ai proletari bianchi e protestanti che rosicavano vedendo i vari O’Hara e O’Connor, sbarcati ieri dall’Isola di Smeraldo affamati e in stracci, far carriera e sistemarsi meglio di loro.
Il nostro Felpa Kid e i suoi compagni di partito fanno la stessa cosa: caricaturizzano e insultano neri, rom ed extracomunitari per rassicurare il nostro «white trash», gli italiani del Nord e del Sud che si sentono trascurati dallo Stato e minacciati nel loro status.

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