La nuova storia di PK: Gli argini del tempo. Intervista a Claudio Sciarrone

A quasi un anno dall’uscita nelle edicole di Potere e Potenza, la saga che lo ha riportato nelle edicole, ritorna Pikappa, la versione supereroistica di Paperinik. La nuova storia si intitolerà Gli argini del tempo ed è una delle novità più attese dell’edizione 2015 di Napoli Comicon.

Per l’occasione Topolino 3102 verrà stampato con due copertine componibili dedicate alla storia, in anteprima in fiera, e dal 6 maggio regolarmente in edicola e fumetteria in entrambe le versioni.

topolino pk argini del tempo
Le due copertine componibili di ‘Topolino’ 3102

Francesco Artibani e Lorenzo Pastrovicchio, autori di Potere e Potenza, hanno passato il testimone a Alessandro Sisti e Claudio Sciarrone, coppia di lunghissima esperienza con il papero mascherato: il primo è co-creatore della serie insieme a Ezio Sisto, mentre al secondo si devono i primi studi del Razziatore e i disegni del secondo numero in assoluto, lo 0/2. Ai colori troviamo ancora Max Monteduro, grafico e colorista ufficiale di PK dal 1996.

Di seguito il booktrailer della storia, condiviso dalla pagina Facebook ufficiale di PK:

The inevitable return of Lyla Lay. Prossimamente su Topolino Magazine 3102 e in anteprima al Comicon di Napoli

Posted by Pikappa Official on Lunedì 27 aprile 2015

Abbiamo approfittato dell’occasione per porre a Sciarrone qualche domanda su passato, presente e futuro di PK.

Leggi anche: L’autentica e originale nuova saga di PK. La testimonianza di Alessandro Sisti

Claudio Sciarrone
Claudio Sciarrone mentre realizza il murale a tema PK sul muro esterno di WOW Spazio Fumetto

Tu e Pastrovicchio siete gli autori che hanno disegnato il maggior numero di episodi di PK, e quindi i più legati alla serie e i più amati dai fan. Dopo la sua storia dell’anno scorso nessuno si è stupito che adesso toccasse a te. È stata davvero così naturale la scelta oppure ti sei in qualche modo proposto tu?

No, non mi sono proposto io, mi ha coinvolto la direttrice Valentina De Poli e solo dopo ho scoperto il motivo. Non ho saputo del coinvolgimento di Lyla nella nuova saga finché non mi è stata data la sceneggiatura: ne rimasto piacevolmente sorpreso ed è stato chiaro perché avessero pensato a me in redazione!

La storia è scritta da Alessandro Sisti, cocreatore della serie e sceneggiatore con il quale lavori spesso. Come si è formato il team creativo? Era un progetto condiviso oppure tu volevi disegnare PK e lui aveva una buona storia pronta e vi hanno incastrati in redazione?

C’è sempre stata alchimia tra me e Ale, ma quasi sempre quando mi è stata data una sua sceneggiatura è stata una scelta della redazione. Diciamo che ci amalgamiamo naturalmente.

Bozzetto per la doppia copertina di 'Topolino' 3102
Bozzetto di Sciarrone per la doppia copertina di ‘Topolino’ 3102

Se non ho fatto male i conti, la tua ultima storia di PK risale a 13 anni fa. Com’è stato tornare a disegnare il personaggio?

Impegnativo emotivamente. Affioravano un sacco di ricordi e tecnicamente ho avuto un’evoluzione che mi ha fatto diventare molto critico verso lo stile che avevo allora. Riguardo parecchie di quelle storie e non mi piacciono più. Con questa nuova volevo rimediare e voltare pagina e spingere al massimo con tutta la potenza tecnica e stilistica che ho acquisito.

L’anno scorso insieme a Pikappa sono tornati gli evroniani, il Razziatore, Odin Eidolon, Everett e Uno. In Gli argini del tempo avremo finalmente il ritorno di Lyla, la tua Lyla, quella di cui tutti i Pkers sono innamorati! Com’è cambiata la papera più amata dai fan in questi anni? Se è cambiata, ovviamente.

Come sopra, anatomicamente è più “matura”. Posso dire a parziale discolpa dello Sciarrone di vent’anni fa che il ritmo lavorativo di PKNA era allucinante: non avendo magazzino si lavorava quasi un mese per l’altro… non avevo il tempo di riguardare nulla, consegnavo e ricominciavo.

Particolare di una vignetta di Pk
Una vignetta a china di Sciarrone da ‘PK – Gli argini del tempo’

Una delle forze di PKNA era la libertà della gabbia e il formato grande. Ti sei sentito in qualche modo “compresso” a disegnare PK su Topolino?

No, perché disegnando al computer vedevo le vignette anche più grandi di prima, aprendole a tutto schermo ero “dentro” ogni inquadratura, zoomavo immediatamente e portavo le tavole in formato di stampa in tempo reale e mi rendevo subito conto di come sarebbero venute. Chi avrà la possibilità di osservare le tavole in digitale potrà zoomare e godere a pieno tutti i dettagli inseriti.

Come per Potere e potenza, i colori della storia sono di Max Monteduro, altra vecchia conoscenza dei Pkers. Com’è lavorare con lui?

Io e Max ci intendiamo al volo. Quello che gli mando è un file a livelli dove ci sono ombre, effetti come i raggi laser o le esplosioni, in alcune vignette qua e là inserisco il colore che meglio esprime la tal sequenza e poi mi affido alla sua esperienza: la magia è tutta nella reinterpretazione delle atmosfere. Noi due insieme esaltiamo al cubo il lavoro l’uno dell’altro, funziona ora così anche per le copertine di Pk Giant, funzionava allora su quelle di PKNA.

Una vingnetta parzialmente colorata di 'PK - Gli argini del tempo'
Una vingnetta parzialmente colorata di ‘PK – Gli argini del tempo’

Potere e potenza è stato un grande successo, che ai fan non ha fatto rimpiangere le prime due serie. Sai che i Pkers si aspettano grandi cose da te e Sisti. Avete sentito il peso di queste aspettative mentre lavoravate? 

Io personalmente sì. PK è una eredità che lasciammo allora da ragazzi e la ritroviamo ora uomini e autori più adulti. Ho assorbito molto in questi anni e il desiderio era di non far rimpiangere quello di un tempo.

Non avere più l’effetto “grande ritorno” dello scorso anno ma dover anzi tener fede all’attesa, unito al mio personale “peso dei ricordi” e a non voler deludere chi mi ha conosciuto e apprezzato in passato… sì, sono abbastanza in ansia…

Una cosa molto bella che ho notato l’anno scorso è che all’uscita di Potere e potenza tutti voi autori del PK Team vi siete stretti intorno a Artibani, Pastrovicchio e Monteduro e avete collaborato alla promozione della storia. La stessa cosa sta succedendo quest’anno per Gli argini del tempo. Che cos’ha di particolare PK che riesce a riunirvi come nessun altra storia o serie di Topolino?

È la nostra creatura! Con PK è come a Natale, tutta la famiglia si raduna per passarlo insieme. L’impegno profuso da ciascuno di noi autori serve anche per far sì che l’eredità non vada sprecata o disattesa e tutti insieme la si possa portare avanti. Ci crediamo davvero molto, ci ha dato tantissime soddisfazioni, e la mia ansia di cui sopra è anche per il rispetto che provo per tutti gli altri autori coinvolti

lyla
Disegno realizzato da Sciarrone per promuovere l’uscita di ‘PK – Potere e Potenza’

Facciamo un passo indietro, all’inizio di tutto. Tu sei stato dentro PK dall’inizio, il tuo esordio nella serie è del 1996 con PKNA #0/2 Il vento del tempo, secondo numero in assoluto. Come sei entrato nel progetto? 

Ormai è storia, nata da una tavola di prova con gabbia libera, disegnata da Corrado Mastantuono e dimenticata in una fotocopiatrice in redazione. L’ho portata da Ezio Sisto (allora caposervizio sceneggiature di Topolino, N.d.R.), lui ha chiamato Max Monteduro ci siamo chiusi nel suo ufficio e dopo un loro scambio di sguardi mi è stato proposto di “provare” a lavorare all’ideazione del Razziatore, oltre a dare una mia visione dei personaggi sin a quel momento elaborati da Alberto Lavoradori. Così di lì a poco, mentre Alberto lavorava al numero 0 Evroniani, mi fu affidato lo 0/2 dicendomi di non esagerare con la libertà nella regia e con i tagli particolari delle vignette: se il primo numero fosse stato un tonfo, il mio avrebbe potuto non veder la luce e la storia sarebbe finita sul Paperinik mensile come inedito di quel mese.

Tutti gli episodi di PKNA stanno venendo riproposti su PK Giant con copertine inedite. Guardando le copertine storiche e quelle nuove, cosa c’è di diverso rispetto a 15-20 anni fa nel tuo modo di disegnare?

A parte il fatto che oggi disegno in digitale, ho evoluto anche le mie capacità e ormai coloro copertine e storie da diverso tempo: riesco quindi a vedere già il possibile effetto finale riuscendo a valorizzare il bianco e nero e servendo a Max una scena che prevede, conoscendoli, una parte di possibili effetti di colorazione. Preferisco dargli un livello con le ombre piuttosto che riempirgli di tratteggi la scena.

Bozzetto di Sciarrone e copertina definitiva per PK Giant 5
Bozzetto di Sciarrone e copertina definitiva per ‘PK Giant’ 5

Sei uno dei pochi disegnatori ad aver lavorato su tutte e tre le serie di PK. A quale sei più affezionato e perché? So che è una domanda scomoda che divide i Pkers e che ti farà precipitare in un vortice di polemiche su Facebook…

Forse parlo dell’acqua calda: ci sono storie che disegno e storie che mi piacerebbe disegnare. Ma tutto ciò che ho disegnato l’ho sempre affrontato immedesimandomi e credendoci e non come se stessi muovendo dei pupazzi. L’unico limite è la data di consegna, nient’altro.

I lettori poi si affezionano a storie che hanno per loro un significato. Alcune di quelle (e non dirò neanche sotto tortura quali) anche tra le più amate, io le trovo veramente acerbe come disegno, e il fatto che vengano ora ristampate mi dà anche un po di disagio.

Chiudiamo con la stessa domanda che ho posto l’anno scorso ad Artibani. L’eredità di PK è visibile in molta produzione Disney attuale, DoubleDuck in primis. Cos’ha lasciato PK alla Disney? Come è cambiato per gli autori il modo di approcciare i personaggi tradizionali?

Non vorrei dirlo, ma basta osservare la mia evoluzione continua e costante. La lezione di PK, oggi come allora, è di non fermarsi mai, di esser sempre curiosi e onnivori, senza pregiudizi e con una buona dose di leggerezza, senza auto celebrarsi o credersi dei geni ma degli onesti artigiani.

Mi fu affidata la mia piccola parte di genesi di PK perché in redazione videro in me quella scintilla, anche se ero immaturo sotto tanti punti di vista: lavoravo da soli 4/5 anni per Disney, mi ero diplomato al liceo artistico e Topolino è stata la mia prima esperienza lavorativa, ero il più piccolo e acerbo di tutti.