Daredevil Recap S01 E09 – R.I.P. Miss Cardenas, non ci mancherai

Ok, mi rimangio tutto quello che avevo detto sullo show, don’t tell nel primo recap. Quanto tell e quanto poco show in questo nono episodio.

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Episodio 9, stagione 1 – Speak of the Devil (Spoiler)

Sembra che se Matt Murdock non ha una conversazione passivo-aggressiva col prete di Hell’s Kitchen prima di colazione, la sua giornata non possa partire col piede giusto. Ecco spiegata la noiosissima scena da oltre 6 minuti in cui Matt e il prete discutono sul bene e il male e il Diablo 666; purtroppo per noi, è una sorta di prefigurazione di quello che ci attenderà più o meno per tutta la puntata: gente che parla parla parla parla parla e parla. E parla.

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Dopo il prete, tocca infatti a Ben Urich, Karen Page e Foggy Nelson (e Matt), che si dilungano nello spiegare a favore di telecamere tutte le loro mosse per cercare di incastrare legalmente Wilson Fisk, il quale, per niente preoccupato dopo gli ottimi riscontri seguiti alla sua uscita pubblica da cittadino-che-ha-a-cuore-Hell’s-Kitchen, convince Nobu a prendersi carico del problema Daredevil.

Intanto Matt ha l’unica pensata saggia di tutto l’episodio, e decide, con la scusa di volersi comprare un quadro, di andare a tampinare l’unico vero punto debole di Wilson Fisk: Vanessa. I due flirtano in maniera vergognosa, perlomeno finché non arriva Fisk (“ero nei paraggi”= “ho una rete di uomini che ti sorveglia e mi avvisa ogni volta che parli con qualche uomo più bello di me, cioè ogni volta che parli con un uomo”), che al grido silenzioso di KEEP YOUR HANDS OFF MY GIRL finge indifferenza ma fa passare la voglia di arte a Murdock.

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E dopo tutto ciò, quale miglior modo per continuare la giornata se non andare di nuovo a vessare il prete di Hell’s Kitchen e regalarci un altro noiosissimo dialogo di 5 minuti sul bene e il male e il Diablo 666? Siamo a metà del nono episodio e Matt Murdock ha parlato più che in tutti gli 8 precedenti.

Quando Matt ritorna allo studio, proprio nel pieno di uno slancio di entusiasmo di Foggy “Abbiamo la legge dalla nostra parte, ce la faremo!”, gli sceneggiatori di Daredevil decidono di esaudire il mio desiderio: Miss Cardenas è morta, uccisa da un balordo in cerca di soldi. Karen, Matt e Foggy sono sconvolti e, dopo essere stati all’obitorio a riconoscere il cadavere, vanno da Josie’s ad affogare la tristezza nell’alcool. Sia Foggy che Matt si accusano della morte della signora, mentre però il primo non può che piagnucolare e sperare di strappare un po’ di pietà da Karen, il secondo decide che è ora di smetterla di cianciare e che i suoi tentennamenti morali sono già costati abbastanza vite.

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Finalmente entra in scena anche Daredevil. Dopo aver torturato il drogato-marionetta colpevole dell’omicidio di Miss Cardenas, riesce a farsi dire un luogo, il Molo 81, dove presumibilmente si trovano i veri mandanti dell’omicidio. Ad attenderlo laggiù c’è effettivamente Nobu, tutto bello agghindato nella sua tenuta da ninja. Ora il tempo delle ciance è finito e va in scena uno di quei combattimenti iper-crudi a cui la serie ci ha abituati (si conclude col corpo di Nobu in fiamme!).

Però, proprio quando sembra che Daredevil abbia portato a casa una piccola vittoria, si scopre la realtà: era tutto un piano di Kingpin per far sì che i suoi due nemici si facessero fuori da soli. Dopo essersi sfogato un po’ prendendo a pugni il povero Matt agonizzante e stremato, lascia a Wesley il compito di concludere il lavoro, ma con un guizzo Daredevil riesce a fuggire e in qualche modo a tornare nel suo attico.

Là viene raggiunto da Foggy, ancora tutto bello ingainato e bisognoso del suo amico Matt. Quello che però trova è l’Uomo Mascherato in fin di vita. Fa per chiamare la polizia, ma prima decide di smascherarlo: “MATT?”

Qualche osservazione sparsa:

– Nel recap mi sono lamentato di quanto parlino e di come ci fosse poco show e tanto tell. La cosa rimane vera per buona parte della puntata (Foggy deve per forza esplicitare di sentirsi in colpa? Matt deve per forza passare metà della puntata a filosofeggiare con il prete per farci vedere i suoi scrupoli morali?), però da un certo punto di vista funziona anche come un grosso show, don’t tell contenitore. La frustrazione e la fatica di un comportamento ‘legale’ (incastrare Wisk in tribunale) è la nostra frustrazione nel guardarlo accadere. Daredevil che ottiene informazioni picchiando un drogatello e poi si fa giustizia da solo pestando a sangue Nobu senza bisogno di tante ciance è catartico e liberatorio.

– Non sono mai stato un boss criminale alle prese con un uomo mascherato, quindi magari sto solo facendo come quelli che vanno dal medico e sanno già che malattia hanno e provano a convincerlo che in realtà è lui che si sbaglia, però: ma perché nessuno sente il bisogno di smascherare Daredevil dopo averlo messo KO? Questa volta è il turno di Kingpin, che a tutto ciò aggiunge anche un altro terribile errore: se vuoi le cose fatte bene, fattele da solo. Perché non ha sparato in testa lui a Daredevil?

– Il giudizio generale sullo show finora è sicuramente positivo, con un unico passaggio a vuoto nella sesta puntata, però presenta anche una grave pecca: i dialoghi sono molto poco brillanti, recitati quasi col deadpan e ben poco memorabili. Ora, non è che ogni volta che aprono bocca deve uscire una roba tipo I AM THE DANGER, una presentazione alla Lucky Strike di Don Draper o una battuta tipo ‘You are like Michael Jordan of being a son of a bitch’, però non possono neanche infilarsi tutto il tempo in noiosissimi dialoghi soporiferi sul bene e il male sussurrati in una chiesa.

– Ma a nessuno sembra strano che un cieco vada a comprarsi un quadro?

– Nel corso della puntata Nobu accenna al fatto di dover rispondere a ‘persone più importanti di lui’ e durante il combattimento è agghindato come un ninja della Mano. Che ne sia un componente?

– Per quanto ci provino, mettendoli continuamente in scena mentre ridono o soffrono insieme, proprio non scatta la scintilla, fra Matt, Karen e Foggy non c’è chimica. Produzione di Daredevil, per la seconda stagione portali in una di quelle gite in montagna per sviluppare il team-building.