Disney Quando Topolino era politicamente scorretto: Paperino e altri infami

Quando Topolino era politicamente scorretto: Paperino e altri infami

Una raccolta di immagini con battute razziste e sessiste, insegnamenti pedagogicamente discutibili, comportamenti alquanto bizzarri e improbabili doppi sensi, tratte dai vecchi fumetti Disney con protagonisti Paperino, Zio Paperone, Pippo e tutto il resto della compagnia. Un campionario delle vette politicamente scorrette che nel corso degli anni i fumetti pubblicati su Topolino hanno saputo raggiungere. Questo è Paperino e altri infami, pagina Facebook da oltre 60 mila fan capace di fare migliaia di like e centinaia di condivisioni coi propri post.

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il suo fondatore, Giuliano Santangeli, 25enne romano studente di Storia, per parlare del suo rapporto con Topolino, dell’evoluzione del linguaggio dei personaggi nel tempo e della reazione degli autori Disney alla sua pagina. Inoltre, gli abbiamo chiesto di selezionare dieci delle sue immagini preferite postate sulla pagina e di commentarcele.

Sei lettore da sempre di Topolino?

Di Topolino praticamente sì. Penso di avere letto tutti i Topolino usciti dal 1995, cioè da quando mia nonna mi ha fatto il primo abbonamento, fino al 2006, quando ha smesso di regalarmi l’abbonamento. Quindi sono 11 anni di letture di Topolino, in cui leggevo sia gli albi contemporanei, sia le varie raccolte di materiale più vecchio che si trovavano in edicola.

Penso che chiunque abbia fatto questa cosa si sia accorto di come siano cambiate queste storie, la cultura a cui si riferiscono.

Trovi che il linguaggio di Topolino sia cambiato nel corso degli anni, magari semplificandosi?

Ne sono convinto, è sotto gli occhi di tutti. Basta prendere un Topolino degli anni ’70 – ma anche uno degli anni ’80 – e uno di adesso. Non voglio dire che sia cambiato in meglio o in peggio, non sto facendo questo discorso, però è oggettivamente cambiato. A parte le parole usate, e al di là delle cose offensive o razziste, parlo proprio a livello di linguaggio. È un linguaggio molto più piano quello che c’è adesso, mentre prima, per sfruttarne l’effetto comico, si usavano parole vecchie e arzigogolate, che adesso non vengono più usate.

Ma la cosa che penso si noti più di tutto è il cambiamento del rapporto fra adulti e bambini, il tipo di educazione. Prima si minacciavano di botte, per esempio. Adesso a nessuno salterebbe in mente di scrivere una storia con Paperino che minaccia di botte i nipotini. Invece prima era normale, perché evidentemente l’educazione era diversa, quindi si faceva vedere Paperino che picchiava i nipotini e gli dava le sculacciate o cose del genere.

Dove trovi il materiale da postare?

Nel corso degli anni ho sempre raccolto le vignette più divertenti, creandomi una cartella con un piccolo archivio. Poi ci sono i contributi dei fan della pagina e alcune immagini provengono da un topic del forum del Papersera nato con un intento simile a quello della mia pagina.

Delle volte poi qualcuno dei fan protesta e mi scrive cose tipo «Eh ma qui quest’immagine è debole, quest’immagine perché l’hai messa, perché non hai messo quella che ho passato io». Io ho sempre messo il nome della persona che mi passa l’immagine, e questo da una parte penso abbia portato abbastanza fortuna, perché ha invogliato la gente a mandarle, ma d’altra parte ha anche lasciato spazio a come dire…

Dei mitomani?

Esatto, gente che mi scrive «ma perché non l’hai ancora postata, ti ho mandato quest’immagine una settimana fa!».

Coi commentatori il rapporto com’è?

Su alcune immagini, quelle dove si lascia un po’ più spazio all’interpretazione politica, ogni tanto c’è qualcuno che fa partire sotto all’immagine una fila di risposte e comincia a litigare. Un caso eclatante è stato quello della vignetta con le scie chimiche e i commenti sul Movimento 5 Stelle.

Ah, poi ci sono un paio di persone che mi hanno scritto in privato, lamentandosi del fatto che secondo loro c’erano troppi comunisti che rispondevano alle immagini. «Siete molto divertenti, ma è un peccato perché siete tutti una banda di comunisti». C’è gente che prende troppo sul serio i riferimenti all’olio di ricino e ai manganelli nelle vecchie storie e poi si dispiace.

Dalla Disney si è mai fatto sentire qualcuno?

No, in alcun modo.

Per quanto riguarda gli autori invece, hai ricevuto qualche feedback?

So che qualche autore ha espresso pareri negativi sulla pagina, ma principalmente perché ha un po’ travisato lo spirito della pagina e pensa che siamo un covo di nazi-fascisti.

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