La poesia nel quotidiano

Bastano una manciata di libri perché Laurent Moreau si affermi come uno dei più talentuosi autori-illustratori della sua generazione. Scoperto dal pubblico italiano nel 2012 con lo splendido albo A che pensi? (Orecchio Acerbo) in cui il lettore entra letteralmente nella testa dei personaggi, il giovane illustratore francese dà prova della sua creatività e delle sue capacità con Dopo  La mia famiglia selvaggia.

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Rispettivamente incentrate su un personaggio di un bambino e di una bambina, le storie hanno un punto di vista soggettivo. In Dopo, un bambino familiarizza con il concetto di “prima” e “dopo”, di causa e effetto, rivelando al lettore il prima e il dopo della natura e la sua semplicità disarmante (“dopo il fiore, c’è il frutto”), ma anche il prima e il dopo degli stati d’animo (“dopo la rabbia, c’è il silenzio”), il prima e il dopo dei giochi, delle esperienze (“dopo le capriole, mi gira la testa”), del corpo e della mente (“dopo la morte, mi spaventa l’idea di che non ci sia niente”); mentre ne La mia famiglia selvaggia, una bambina ci invita a incontrare i membri della sua famiglia, tutti con delle caratteristiche veramente sorprendenti – ognuno è in realtà un animale preciso, ma soprattutto selvaggio, che scopriamo pagina dopo pagina. Quello che colpisce e avvince al tempo stesso, è il modo molto singolare di Moreau di raccontare storie.

Moreau

La combinazione di una idea relativamente semplice, con contenuti molto poetici, porta delle profonde riflessioni, in particolare sulla nostra percezione del mondo (e sui nostri cari), le conoscenze, il passaggio del tempo, ciò che è sconosciuto, la morte. Insomma, riflessioni venate di filosofia a volte quasi metafisiche, da cui tutti – compresi i bambini – sono attraversati. Laurent Moreau ha non solo una tenera attenzione per l’infanzia come età della vita, ma anche una profonda fiducia per i bambini ai quali si rivolge. Senza pregiudizi o tabù.

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Anche se i libri di Moreau mettono in discussione la realtà e la sua stabilità, le relazioni, o meglio la forza delle relazioni, sono al centro della sua opera. Relazioni tra gli stessi personaggi del libro, tra testo e immagine, tra libro e lettore. Lungi dall’essere solo delle voci isolate, i personaggi appaiono circondati da parenti amorevoli, che insieme compongono un unico nucleo solido. La bambina de La mia famiglia selvaggia canta le lodi dei suoi cari in un modo estremamente divertente. “La mia famiglia è eccezionale”, dichiara in apertura dell’albo. Il grande formato del libro e le pagine al vivo evidenziano le illustrazioni colorate e piene di dettagli. La presenza di animali selvatici in contesti familiari (scuola, asilo, supermercato …) dà vita a una visione stravagante del quotidiano. Paesaggi metà familiari metà inusuali, mai asettici. La scelta delle parole, e in particolare degli aggettivi, sottolinea l’affetto della ragazza verso la sua famiglia (“Mia mamma, è la più grande ed elegante”; “Mio fratello, è molto forte e rispettato”; “Il mio innamorato veloce come un fulmine, batte tutti i record”).

Anche se pubblicato prima, Dopo sembra essere il fratellino de La mia famiglia selvaggia: più piccolo e più discreto, quasi timido. Laurent Moreau ha optato per una scelta più ristretta di colori e un minor numero di pagine doppie. Entrambi non sono bloccati da uno stile definito e definitivo, ma hanno la libertà di una partitura visiva che si esprime attraverso la combinazione di testo e immagine con toni fortemente poetici. Il risultato è un mix felice di suoni, forme e colori. Con sensibilità e emozione, Laurent Moreau riesce a toccare il bambino come l’adulto nel profondo del suo essere. Il lettore prende parte a sua insaputa – il che rende l’esperienza ancora più bella – all’arricchimento della lettura, del libro, con la sua visione del mondo, la sua sensibilità, la sua esperienza, la sua storia.

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Nonostante le due storie siano in apparenza senza filo lineare, l’arte di Laurent Moreau è proprio quella della narrazione. Dopo e La mia famiglia selvaggia hanno il fascino dei libri scritti e illustrati dello stesso autore. Penna e tratto vanno all’unisono, rendendo la lettura un’esperienza coerente ed estetica, ma anche efficace, in grado di trasmettere storie, che il lettore è invitato a prolungare.

Clémentine Cahn

L’articolo è stato tratto da HAMELIN 39 Annuario 2014 del 03/2015.