Nello studio di Alessandro Parodi

Questa settimana, per la rubrica #tavolidadisegno, abbiamo fatto visita ad Alessandro Parodi, illustratore del graphic novel Un fatto umano (Einaudi Stile Libero Extra) e direttore artistico per la sezione ilLustro del Goa Boa Festival di Genova.

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A cosa stai lavorando attualmente?

Diciamo che sono nella delicata fase fra un libro e l’altro. È quella sottile linea rossa che, se la spingo troppo oltre, mi rende una persona orribile per chiunque mi si trovi a passare accanto. Ho appena concluso Porci Con Le Ali per Bompiani, sempre in tandem con Fabrizio Longo e Manfredi Giffone. È un adattamento a fumetti del celebre best seller di Lidia Ravera e dovrebbe vedere la luce presumibilmente nel 2016. Nel frattempo occupo il tempo dedicandomi a commissions che ho dovuto accumulare e progetti solisti più illustrativi che prettamente fumettistici.

Due esempi di ciò sono Strange Fruits, un progetto sul Jazz e sui suoi massimi esponenti, e Il Santuario Delle Infestazioni, una serie di illustrazioni che mischiano sacro, profano, animali e vicoli di Genova.

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Quali sono gli strumenti e le tecniche che prediligi per disegnare?

Sono un feticista da cartoleria. prediligo le tecniche manuali alle digitali e, nello specifico, adoro lavorare in bianco e nero puro: brush pen, biro, pennarelli di tutti i tipi, parallel pen da calligrafia… tutto fa brodo. Se devo fare qualcosa a colore invece, mi butto con estrema decisione sugli acquerelli e sugli acrilici.

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Hai qualche rituale, qualche abitudine prima di metterti a disegnare?

Si. Pure troppi in verità. Diciamo tutte quelle cose che, riconsiderate a fine giornata, ti fanno alzare il tasso di improperi per aver perso troppo tempo oltre il livello di guardia. La musica è il vero fattore fondamentale: principalmente quando lavoro ascolto jazz o soul perché mi mettono nel mood giusto per rimanere concentrato e rilassato allo stesso tempo. L’unico rituale che ho, è controllare posta e siti preferiti PRIMA di cominciare a disegnare. Così facendo cerco di non interrompere il flusso una volta che ho preso, si spera, il ritmo.

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Quali sono gli autori di riferimento? Ci sono libri che devono essere a portata di mano quando disegni?

Mignola per me è imprescindibile. Non lo tengo a portata di mano perché vorrei evitare di esserne l’ennesima copia al mondo, però qualche sbirciatina ogni tanto….C’è una serie di autori che “uso” per apprendere più cose possibili (Risso, Munoz, Miller, Larcenet, Gipi, Pratt, Toth) e degli altri di cui ammiro la bellezza e il talento (Pedrosa, Guarnido, Bisley, Wendling, Gonzales) pur applicando apparentemente poco del loro lavoro nel mio.

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Entrando nel tuo studio ho notato questa foto che campeggia nella tua libreria. Vuoi raccontarci qualcosa a riguardo?

Si tratta del mio prozio Giovanni, mancato recentemente a novantotto anni. In sua memoria ho realizzato un’illustrazione ispirata a questa foto. Era uno dei pochissimi reduci della campagna di Russia, tornato in Italia a piedi e sopravvivendo mangiando bucce di patate. La sua è stata una vicenda pazzesca, sono stato ore e ore al suo fianco a farmi raccontare le sue storie e un giorno mi piacerebbe poterle trasformare in un fumetto.

Fotografie di Ilaria Laisi