Nello studio di Sio

Per la rubrica #tavolidadisegno, abbiamo intervistato Simone Albrigi, in arte Sio, youtuber, fumettista e autore di Scottecs Megazine. «Non ho uno studio: ho uno zaino», ci ha risposto Sio quando gli abbiamo chiesto se potevamo andarlo a trovare in studio per fotografarlo al lavoro. «Il mio studio è il mio zaino. Se volete, vi posso parlare del mio zaino. Rupert (per comodità chiameremo il mio zaino Rupert) contiene tutto quello di cui ho bisogno per lavorare: penne, quaderni bianchi e due computer portatili. Uno per disegnare e uno per fare tutto il resto. Rupert mi segue sempre».

Sio disegna in giro, ovunque si trovi. Per questo le foto che accompagnano l’intervista sono state scattare in diverse location: «a volte voglio lavorare a casa, altre volte in biblioteca o in treno (sto rispondendo a questa intervista su un treno diretto a Roma) e altre ancora in un caffè a caso (in Giappone lavoravo spessissimo da Starbucks). Il mio ufficio è il mondo. Lavoro praticamente sempre, e ovunque. Ok, ovunque, a parte il bagno».

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Foto: Nicola Bernardi

Quali sono i progetti a cui stai lavorando attualmente?

Sto scrivendo e disegnando Scottecs Megazine 4. Sto scrivendo la parte di fumetti del mio tribro crowdfundato sul mio viaggio in bici in Giappone insieme al mio amico Nicola Bernardi. Ho appena finito un video segretissimo per una cosa segretissima. Sto facendo un sacco di musica e rumorini e scrivendo la storia per il mio videogioco Super Cane Magic ZERO. E sto scrivendo una nuova storia per Topolino.

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Foto: Nicola Bernardi

Che strumenti e tecniche usi per disegnare?

Lavoro esclusivamente in digitale, quindi non ho penne o pennelli che preferisco (a parte le Pentel Sign Pen, utilissime alle fiere!). L’unico strumento che uso tutti i giorni e con cui realizzo tutta la mia produzione grafica è la mia fidata Cintiq Companion 2. L’ho presa solo recentemente, mentre per anni ho usato semplicemente una vecchia Wacom Bamboo. Per i fumetti uso esclusivamente Manga Studio 5, dall’inchiostrazione (Ah! Ah! Ah!) ai colori, e perfino per il lettering. Invece per quanto riguarda i video e i cartoni animati utilizzo Flash CS6, che odio con tutto il cuore. Tutto ciò che riguarda il disegno lo svolgo sulla Cintiq, invece tutto il resto (lettering, mail, roba social, eccetera) accade sul mio Macbook Air 11″.

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Foto: Nicola Bernardi

Hai delle abitudini da rispettare prima di metterti al lavoro?

Sì: ogni giorno prima di lavorare apro la mia agendina e scrivo due, massimo tre punti che vorrei completare per la fine della giornata. Questo mi aiuta a fare ordine mentale tra le mille cose che dovrei fare, ma il cui pensiero posso rimandare al giorno dopo quando metterò nell’ODG altre due o tre cose. E poi cerco ogni giorno di scrivere e disegnare una pagina di strisce (due o tre) da pubblicare sulla mia pagina facebook prima di fare qualsiasi altra cosa.

Non seguire il rituale dell’agenda porta invariabilmente a una disfatta lavorativa totale della giornata, con io che finisco per vagare nei meandri della rete a leggere solo un altra striscia di questo webcomic fichissimo che ho appena scoperto e solo un altro video divertentissimo su Youtube ma poi improvvisamente sono le due di notte vabbè il Megazine lo finisco domani anche se la consegna era l’altro ieri.

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Foto: Nicola Bernardi

Quali sono per te gli autori e le opere di riferimento?

Ci tengo a nominarne almeno quattro: Bill Watterson con Calvin e Hobbes, il fumetto più semplice e bello che esista. Leo Ortolani con Rat-Man, maestro di comicità e tenacia. Tito Faraci con il suo lavoro per Ridi Topolino che mi ha influenzato moltissimo in passato e ora mi sta spronando e insegnando moltissime cose per muovermi nel mondo Disney. Silvia Ziche, la mia autrice Disney preferita, che tengo sempre a mente perché sa far ridere con qualsiasi personaggio mantenendo un bellissimo equilibrio tra una scrittura e un segno molto riconoscibili e la natura di personaggi già esistenti.

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Foto: Nicola Bernardi

Ci parli dei quaderni bianchi che vediamo nelle foto?

A casa ho una risma di quaderni A4 vuoti. Niente quadretti o righe. Ho sempre uno o due quaderni bianchi con me , perché senza il quaderno bianco non posso lavorare. Senza poter segnare la carta con una penna non so scrivere nulla. Ho provato a disegnare direttamente al computer, ma non ci riesco: ho veramente bisogno di carta e penna. Il mio cervello è in una modalità totalmente diversa quando mi trovo con solo un quaderno e una penna: sono in modalità creativa, al contrario della modalità esecutiva di quando uso un computer per realizzare ciò che ho scritto. Il quaderno bianco mi serve anche per vomitare sul foglio tutte le idee, e poi in un secondo momento filtrare solo le migliori. I quaderni bianchi sono gli unici “originali” che ho.

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