L’anno d’oro del fumetto americano: grandi affari e grandi cambiamenti

di Donato Sambugaro

Il 2014 è stato un anno di crescita per il mercato del fumetto americano, che ha visto anche l’affermarsi di nuovi tipi di pubblico e di nuovi canali di vendita. Il quadro completo è stato tracciato da Milton Griepp durante il primo giorno del New York Comic Con, in un incontro in cui l’amministratore delegato di ICv2 (sito specializzato nel mercato legato alla pop culture), ha presentato il rapporto annuale del 2014 e le proiezioni per il 2015.

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Foto © City Weekly
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I dati più importanti riguardano i graphic novel: per questa categoria il 2014 è un anno record, con vendite stimate attorno ai 460 milioni di dollari tramite i canali tradizionali, le fumetterie o le librerie (285 milioni di dollari di vendite, altro record). Anche le vendite dei manga hanno avuto un rilancio dopo un periodo negativo (+7% rispetto al 2013), riflesso del crescente successo di opere come Attack on Titan – pubblicato da Kodansha – e dalla continua fortuna di classici come Naruto. In crescita la vendita dei manga in formato digitale, elemento di particolare importanza perché la contemporaneità fra l’uscita della versione stampata la rispettiva copia digitale ha permesso di limitare i danni causati della pirateria.

Nella seconda parte del suo intervento Griepp ha esposto alcune considerazioni sulla diversificazione del pubblico e dei canali di vendita del fumetto. I graphic novel destinati ai più giovani hanno segnato una crescita del 35% nelle vendite dall’inizio dell’anno. Proprio a questo proposito Griepp ha citato l’esempio di Reina Telgemeir, che con Smile (uscito nel 2010 per Graphix) «è diventata una superstar del calibro di Neil Gaiman o Marjane Satrapi, il cui nome da solo fa vendere libri». Anche il numero delle donne lettrici di fumetti continua a crescere: Comixology (che ha co-sponsorizzato l’evento) ha segnalato che il numero dei suoi clienti di sesso femminile è aumentato, passando dal 20% del 2013 al 30%.

D’altra parte sono aumentate le vendite digitali, che costituiscono una fetta di mercato stimata attorno ai 100 milioni di dollari per il 2014. Negli ultimi anni, poi, sono stati lanciati molti servizi di streaming che puntano a diventare i “Netflix del fumetto”: Scribd, Crunchyroll e, più di recente, Comic Blitz. Griepp ha però puntato l’attenzione sull’Unlimited Program della Marvel (lanciato nel 2007) che offre un’opzione all-you-can-real a 9,99 $ al mese, e ha messo in guardia il suo pubblico: «Sulla base dell’esperienza della Marvel, non ci si aspetterebbe che lo streaming sia una parte dominante del business», perché il servizio ha una larga base di utenti ma non dà conto del grande grande quantitativo delle vendite digitali della Marvel.

In conclusione Griepp ha affrontato il tema del rallentamento nelle vendite durante l’estate appena trascorsa, da lui attribuito a un indebolimento nel mercato dei periodici. Fattori determinanti sarebbero la cancellazione, da parte della DC Comics, della collana The New 52 e i continui problemi della Marvel nel consegnare i prodotti in tempo. La speranza è che a guidare le vendite autunnali siano i fumetti di Star Wars editi da Marvel e Dark Knight III da DC.