Focus 7 storie per conoscere meglio Jessica Jones

7 storie per conoscere meglio Jessica Jones

Il 20 novembre 2015 esordirà su Netflix Marvel’s Jessica Jones (QUI il trailer e QUI le prime recensioni americane), serial tv dedicato all’omonima eroina creata nel 2001 da Brian Michael Bendis e Michael Gaydos per la serie Alias. La testata fu pubblicata all’interno della linea Max della casa editrice, dedicata a proposte più “mature”, e chiuse dopo soli 28 numeri, nonostante il grande successo di critica. La vita editoriale di Jessica proseguì però su The Pulse – una collana più corale incentrata sulle vicende di un’omonima testata giornalistica e maggiormente integrata all’interno dell’Universo Marvel – e poi su varie collane dei Vendicatori, come personaggio di supporto del gruppo.

Grazie al suo essere diretta e sboccata, in apparenza tosta ma in realtà parecchio fragile, Jessica in questi anni si è ritagliata un proprio spazio all’interno dell’Universo Marvel. Nell’imminenza del suo esordio televisivo, abbiamo pensato di riepilogare le tappe principali della sua carriera fumettistica, a beneficio di chi la conoscesse poco.

Prima di iniziare, una piccola nota: tutte le storie che seguono sono state sceneggiate da Bendis, che ha sempre considerato Jessica Jones come una sorta di suo personaggio feticcio che non ha mai voluto cedere ad altri colleghi.

Leggi anche: 10 storie (più una) per conoscere meglio Devil

1. “Alias: Identità segrete”, su Alias #1-5, disegni di Michael Gaydos (in Italia su Alias Omnibus e Jessica Jones: Alias vol. 1, Panini Comics)

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Agli inizi del nuovo secolo, la Marvel di Bill Jemas e Joe Quesada tentò nuovi approcci ai supereroi, in particolare ingaggiando autori provenienti dal fumetto indipendente. Tra questi ci fu Brian Michael Bendis, che diede vita a Jessica Jones, una detective dall’aspetto piuttosto ordinario (ovvero: niente esagerazioni anatomiche da Bad Girl anni Novanta) con un passato da supereroina e una certa attitudine all’alcolismo e alle imprecazioni. Le sue indagini riguardavano sempre angoli oscuri dell’Universo Marvel, a volte operando anche operazioni di retcon (ovvero di modificazione della continuity classica tramite l’inserimento di elementi inediti).

Il fatto di essere inclusa all’interno di un’etichetta per lettori più maturi come Marvel Max, poi, portò la serie ad affrontare tematiche piuttosto dure (ben caratterizzate dal tratto incerto e ombroso di Michael Gaydos e dalle tonalità opache di Matt Hollingsworth) e a presentare scene di sesso piuttosto esplicite, a partire già dal primo albo, in cui Jessica finì a letto con Luke Cage, alias Power Man, personaggio che sarebbe poi diventato importante per la vita privata della protagonista.

2. “Alias: Le origini segrete di Jessica Jones”, su Alias #22-23, disegni di Michael Gaydos (in Italia su Alias Omnibus, Panini Comics)

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Poco prima della chiusura della serie, Bendis rivelò le origini del suo personaggio, che affondavano le proprie radici negli albori dell’Universo Marvel: Jessica era stata compagna di scuola di Peter Parker (alias l’Uomo Ragno), di cui si era innamorata, era scampata per un pelo all’investimento da parte del camion che avrebbe poi investito Matt Murdock (Devil) e si era masturbata sulle foto di Johnny Storm (la Torcia Umana). E, in perfetto stile anni Sessanta, i suoi poteri erano derivati dal contatto con misteriose sostanze radioattive durante un incidente stradale in cui aveva perso i genitori.

Diventata la supereroina Jewel, aveva persino collaborato con i Vendicatori, prima di abbandonare la vita da avventuriera a causa di un qualche traumatico evento poi raccontato nella storyline successiva.

3. “Alias: Porpora”, su Alias #24-28, disegni di Michael Gaydos, Mark Bagley e Rick Mays (in Italia su Alias Omnibus, Panini Comics)

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Proprio con l’ultimo ciclo di storie della testata Alias, Bendis regalò a Jessica anche una vera e propria nemesi con Zebediah Killgrave, l’Uomo Porpora, nemico di Devil dalla pelle violacea creato negli anni Sessanta da Stan Lee e Joe Orlando con il potere di far fare agli altri tutto quello che vuole semplicemente chiedendoglielo, grazie alla trasmissione vocale di speciali feromoni.

Con una mossa forse impossibile per un fumetto mainstream, Bendis rivelò che l’Uomo Porpora era stato  il responsabile della fine della carriera da eroina di Jessica, dopo averla schiavizzata e aver abusato di lei per un lungo periodo. Molti anni dopo, nel presente, la protagonista si trovò così a dover affrontare i traumi del proprio passato, incarnati da Killgrave, creando un punto di svolta per la propria vita che coincise anche con la rivelazione della gravidanza derivante dalla relazione con Luke Cage.

4. “The Pulse: Paura”, su The Pulse #11-13, disegni di Michael Gaydos (in Italia su L’Uomo Ragno nn. 448-450, Panini Comics)

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Jessica tornò in azione pochi mesi dopo su The Pulse, serie più mainstream ambientata all’interno della redazione del Daily Bugle, il quotidiano diretto da J. Jonah Jameson, nella quale lavorava come fotografo anche Peter Parker. Volendo sfruttare la popolarità dei supereroi, Jameson diede vita a un supplemento settimanale a loro dedicato, dallo stesso titolo della serie, e chiese a Jessica di fare da “consulente” esterna sull’argomento.

Pian piano la serie diventò sempre più incentrata sulle vicende personali di Jessica, e l’apice fu raggiunto con la saga in tre parti “Paura”, che mostrò l’evoluzione della sua relazione con Luke e la nascita della loro figlia (poi chiamata Danielle), dopo numerose tribolazioni in pieno stile Marvel.

Per l’occasione, Bendis si riunì inoltre al disegnatore di Alias, Michael Gaydos.

5. “The Pulse: Finale”, su The Pulse #14, disegni di Michael Gaydos (in Italia su L’Uomo Ragno n. 451, Panini Comics)

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In una storia ricca di dialoghi serrati e realistici “alla Bendis”, con un’alternanza di presente e passato e un taglio decisamente post-moderno, nell’ultimo episodio della serie (ormai quasi del tutto incentrata su di lei, nonostante le diverse premesse iniziali) Jessica raccontò alla sua neonata bambina un’ulteriore porzione del suo passato come supereroina (questa volta con il nome di Knightress) e di come aveva conosciuto suo padre Power Man.

La storia – forse la più interessante dell’intera collana, nella sua unicità – prendeva spunto dalla proposta di matrimonio fatta da Luke a Jessica e traghettava i due personaggi verso la successiva esperienza all’interno dei Vendicatori.

6. “I Nuovi Vendicatori: Lo chiamavano… l’Adattoide”, su New Avengers Annual #1, disegni di Oliver Coipel (in Italia su Thor & I Nuovi Vendicatori n. 97, Panini Comics)

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Dopo la nascita della figlia Danielle, Jessica accettò la proposta di matrimonio di Luke Cage e lo seguì nei (Nuovi) Vendicatori, anche se non come membro attivo.

La storia del loro matrimonio fu in classico stile Marvel: una lunga scazzottata con il nemico di turno, in questo caso una versione aggiornata dell’Adattoide, e poi spazio alla cerimonia, in cui Jessica non rinunciò a essere Jessica, interrompendo il celebrante – un sosia di Stan Lee – per imporre il proprio punto di vista cinico e disincantato (ma in fondo emozionato) alla situazione.

7. “I Nuovi Vendicatori: Appuntamento notturno”, su New Avengers (Vol. 2) #8, disegni di Daniel Acuña (in Italia su Thor & I Nuovi Vendicatori n. 151, Panini Comics)

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In una storia di taglio quotidiano, con Luke che portò a cena fuori Jessica per convincerla a tornare a essere una supereroina a tempo pieno con il nome di “Power Woman”, Bendis chiuse il percorso delle vicende del suo personaggio, riconducendola a un ruolo più iconico e in linea con il rilancio allora in corso intitolato “Età degli Eroi”, dopo anni di trame dai tratti più cinici e oscuri.

La storia era divertente, e Jessica compieva il passo finale di una crescita coerente e costante. Ma l’impressione era che il distacco dalla caratterizzazione originaria, ormai già fuori dal tempo, nonostante fossero passati solo pochi anni dall’esordio, avesse reso il personaggio un po’ troppo normale e incapace di spiccare tra tutti gli altri così com’era stato fino ad allora.

A giudicare dai primi trailer, però, nel serial tv potremmo ritrovare quella Jessica Jones che sembrava perduta per sempre, e chissà che questo non si rifletta prima o poi anche sull’All New, All Different Marvel Universe.

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