Le citazioni e i rimandi di Dylan Dog n. 2 – Jack lo squartatore

*Questo articolo fa parte dello speciale Verso #DylanDog30. Fonti e citazioni del DyD delle “origini”, che una volta al mese propone un’analisi delle fonti e delle citazioni dei primi 12 numeri di Dylan Dog, in attesa del trentesimo anniversario della serie che si festeggerà a settembre 2016.

Il titolo di questo secondo albo rimanda, naturalmente, al famoso assassino londinese che uccise almeno cinque prostitute nel quartiere di Whitechapel nel 1888 e la cui vera identità non è stata ancora definitivamente accertata, nonostante le molte ipotesi e speculazioni. La ricostruzione più nota, fra quelle a fumetti, è quella fatta da Alan Moore e Eddie Campbell in From Hell (1995).

Agatha Christie
Agatha Christie

Anche se si presenta come un horror, il secondo numero di Dylan Dog si rivelerà ben presto essere un giallo a là Agatha Christie (1890-1976), esplicitamente citata da Sclavi. Infatti, fra i partecipanti all’iniziale seduta spiritica possiamo trovare Margareth Christie, riferimento alla nota giallista britannica, Elizabeth Dewey, ricollegabile forse a Thomas B. Dewey (1915-1981), autore hard boiled statunitense e lord Dunsany Richard, versione dylaniana di Edward John Moreton Drax Plunkett (1878-1957), romanziere irlandese conosciuto con lo pseudonimo di Lord Dunsany. Inoltre il lavoro di giallista della Christie ispira anche la struttura narrativa di quest’albo. L’omicidio dissimulato attraverso una serie di altre uccisioni, allo scopo di confondere le acque e allontanare i sospetti, ricorda i famosi A.B.C. Murders della scrittrice, conosciuti in Italia con il titolo La serie infernale.

La sequenza dell’omicidio della medium Sarah Sarandon – come Susan Sarandon (1946), protagonista femminile del Rocky Horror Picture Show – potrebbe essere una citazione della sequenza finale de La Signora di Shanghai di Orson Welles (1915-1985) ambientata in una galleria degli specchi, successivamente ripresa anche da Woody Allen (1935) nel suo Misterioso omicidio a Manhattan.

signora shanghai
Fotogramma dal film ‘La signora Shanghai’

Nel museo delle cere – un classico dell’immaginario orrorifico-fantastico cinematografico almeno a partire dal film Il gabinetto delle figure di cera di Paul Leni (1885-1929) – troviamo diversi personaggi classici dell’immaginario orrorifico e non. La prima statua rappresenta è, con tutta probabilità, Lon Chaney (1883-1930) nella sua interpretazione de Il fantasma dell’opera nell’omonima trasposizione cinematografica del 1925 del romanzo di Gaston Leroux (1868-1927), per la regia di Rupert Julian (1879-1943). Successivamente ci vengono mostrati Napoleone Bonaparte, il mostro di Frankenstein e Adolf Hitler.

Il predicatore improvvisato che Dylan e Bloch incontrano al parco urla «Io vi dico che il diavolo è stato risvegliato! Jack lo squartatore è solo uno dei suoi nove miliardi di nomi. Il diavolo è tornato fra noi perché noi l’abbiamo chiamato con i nostri peccati». L’indagatore dell’incubo, quindi, chiede all’amico «Ma non è Dio che ha nove miliardi di nomi?». Il riferimento è a un seminale racconto di fantascienza di Arthur C. Clarke (1917-2008), I nove miliardi di nomi di Dio, incluso, fra le altre edizioni, nella famosa raccolta Einaudi, curata da Carlo Fruttero (1926-2012) e Sergio Solmi (1899-1981), Le meraviglie del possibile e riprodotto integralmente nel saggio Il Mattino dei maghi, considerato l’iniziatore del realismo fantastico.

La scena del film che Dylan e Jane guardano al cinema, senza esserne un’esplicita citazione, potrebbe essere un omaggio alla famosa sequenza dell’ascensore del film Vestito per uccidere.

La sequenza dell’uccisione di Lord Dunsany, che si apre e si chiude con due inquadrature contenti vignette quadruple, invece è un più che esplicito omaggio al fumetto L’appuntamento a Sevenoaks, di Floc’h e Rivière.

floc
Pagina 11 e 13 de L’appuntamento a Sevenoaks, di Floc’h e Rivière
dylan2
Pagine 69 e 74 da Dylan Dog n. 2