Focus Profili Eric Stephenson: «Image Comics vuole diventare la casa editrice numero uno»

Eric Stephenson: «Image Comics vuole diventare la casa editrice numero uno»

Il sito Comic Book Resource ha recentemente intervistato il publisher di Image Comics, Eric Stephenson, il quale per il futuro si è posto un obiettivo più che ambizioso: «Vogliamo diventare la casa editrice numero uno sul mercato del fumetto». Partendo dal fatto che Image ha ottenuto un leggero aumento delle vendite passando dal 10,41% al 10,7%, Stephenson ha dichiarato che «dove qualcuno può vedere una sorta di appiattimento io vedo una crescita. Siamo al sesto anno anno consecutivo di crescita, la Image è molto solida».

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Rispetto a quando Stephenson è arrivato alla guida della casa editrice americana le percentuali di vendita si sono notevolmente alzate, passando dal 4% all’oltre 10%, la cifra più alta toccata da Image durante questo nuovo millennio. E se la situazione viene comparata all’intero mercato fumettistico, Stephenson ha qualche motivo in più per sorridere. «Nel 2015 Marvel Comics ha ottenuto un gran risultato soprattutto grazie alle vendite dei fumetti di Star Wars, ma se consideriamo le altre case editrici di fumetto la situazione cambia. DC Comics ha perso il 5%, Dark Horse l’1%, mentre IDW ha avuto anche lei un leggero calo delle vendite».

Però, se diamo un’occhiata alla top 500 dei fumetti più venduti nel 2015, per avere traccia della Image dobbiamo scorrere fino al 124° posto con il primo numero di We Stand on Guard, una nuova mini di Brian K. Vaughan e Steve Skroce. Ma Stephenson è andato al di là di questi numeri, sottolineando che «metà della classifica è dominata dalla Marvel, e la metà dei titoli Marvel appartiene ai fumetti di Star Wars»Inoltre «se si guardano nel complesso i dati di vendita, andando anche oltre la nostra serie di maggior successo ovvero We Stand on Guard, notiamo che i fumetti Image interessano al pubblico».

Stephenson ha continuato muovendo una critica ai continui reboot (e qui sono chiamate in causa soprattutto Marvel e DC): «Il fatto di rilanciare continuamente vari titoli con dei numeri uno non crea nuovi lettori e non aiuta il mercato, anzi alla lunga toglie entusiasmo al pubblico che segue i fumetti. Far morire e rinascere ciclicamente supereroi non è una cosa positiva, e il fatto che DC abbia perso 5 punti di percentuale nel 2015 può essere un segnale importante in questo senso».

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Il mondo dei lettori di fumetti sta cambiando, e Stephenson vuole contribuire a portare il cambiamento: «Il mercato si deve spostare dai collezionisti ai lettori veri e propri – ha dichiarato – anche io da giovane ero un collezionista, ma adesso le cose sono diverse. Soprattutto i fumetti digitali stanno portando i lettori a diventare soprattutto LETTORI, persone interessate a leggere delle storie, qualcosa che va al di là del collezionismo».

Ciò che vuole creare il publisher Image per raggiungere grandi risultati è qualcosa d’importante anche a livello umano:«Non penso che le persone dentro la casa editrice lavorino “per” me, piuttosto lavorano “con” me. Da quando negli anni Novanta ho iniziato a fare l’editore ho imparato molto sull’importanza del lavoro di squadra. E devo dire che qui c’è gente molto umile, con la quale lavoro fianco a fianco, e stare così vicini ci fa sentire veramente una squadra».

Spostandoci sui titoli Image, Stephenson ha affermato che l’accoglienza e il lavoro fatto su Monstress di Marjorie Liu e Sana Takeda – il cui primo numero è stato ristampato ben tre volte – è stata entusiasmante. «Ovviamente sono stati grandiosi anche Mark Millar su Chrononauts e Hucke chiaramente Robert Kirkmann su Invincible, per il quale penso che la sua ‘storia reboot’ sia stata veramente toccante».

Ma l’andamento generale del 2015 fumettistico secondo Stephenson è stato piuttosto «noioso», anche perché «il rilancio di Star Wars non è qualcosa di nuovo e sorprendente. Il fatto che questo importante titolo del passato abbia rilanciato così tanto le vendite della Marvel fa riflettere sul fatto che le buone novità che vengono proposte sono oscurate dalle solite vecchie cose. La nostalgia può essere una droga e bloccare il rinnovamento».

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Perciò, con le altre case editrici in stallo tra reboot ed effetto nostalgia, quali saranno le sorprese dalla Image Comics per il 2016? Stephenson attende The One % di Kaare Andrews, che dopo il suo contributo alla Marvel sarà impegnato sulla sua prima serie creator-owned. AD, il graphic novel di Scott Snyder (che si prende così una pausa da Batman) disegnato da Jeff Lemire, in uscita in autunno. E poi ancora da segnalare la continuazione di Jupiter’s Legacy di Mark Millar e Frank Quitely.

Image, che si è sempre caratterizzata per letture più adulte, nel corso del tempo sta cercando di abbassare il suo target su alcuni titoli. Perciò cosa ci sarà da aspettarsi sul futuro della casa editrice sotto questo punto di vista? «Stiamo cercando di espanderci sul mercato – ha dichiarato l’editor – anche perché il fumetto in generale è in crescita. Anni fa nessuno alla Image avrebbe pensato a titoli come Saga of Rex o Hinges, che sono destinati ad un pubblico di tutte le età. Mentre Super Dinosaur di Kirkman è fatto per i più giovani. Non è una nostra priorità allargarci così tanto ad un pubblico più giovane, ma sicuramente ci piace sfidare i lettori dando loro titoli e fumetti che prima non si aspettavano da Image Comics».

Stephenson vuole fare diventare Image Comics la realtà numero uno del mercato del fumetto americano: «Dev’essere per forza il mio obiettivo, e lo sarà sempre finché lavorerò qui dentro. Vogliamo proporre nuove idee, nuovi contenuti, e arrivare a un nuovo pubblico. Non dobbiamo fare le cose che fanno tutti, dobbiamo seguire le nostre regole e il nostro percorso».

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