Il Dylan Dog di Accatino e Casalanguida, tra horror e cinefilia

di Alessandro Vicenzi

Scrivere un Dylan Dog “classico” deve essere – apparentemente – un’operazione non troppo complessa: ci sono un tot di canovacci classici a cui attingere (DyD va in un posto sperduto; cliente che ha perso qualcuno di caro ed è convinta ci sia qualcosa di sovrannaturale; cliente accusata di delitto; DyD incappa per caso in situazione surreale, ecc.) e che possono essere all’uso mescolati tra di loro; l’investigazione non deve essere una rigorosa deduction sherlockiana ma anzi alla soluzione si può arrivare per coincidenze, illuminazioni, suggestioni (o non arrivarci affatto); Dylan e Groucho sono personaggi molto codificati con dei tic riconoscibilissimi; si può giocare con la tensione erotica tra Dylan e la donna del mese; varie ed eventuali.

In realtà, la combinazione di questi elementi è complicatissima; altrimenti non staremmo qui a essere molto felici quando qualcuno riesce a tirare fuori un gioiellino di albo come questo Il generale inquisitore (episodio n.353) scritto da Fabrizio Accatino e disegnato da Luca Casalanguida.

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‘Dylan Dog’ n. 353, copertina di Angelo Stano
© Sergio Bonelli Editore

A memoria, è credo la prima volta in cui Dylan si occupa (anche se a distanza di tempo) di un fatto di cronaca: la morte, nel 1969, del regista inglese Michael Reeves, appena venticinquenne e con un pugno di film all’attivo. La figura di Reeves, autore in particolare di un horror che fece scalpore per la sua efferatezza (Witchfinder general, 1968, in italiano Il grande inquisitore) attirando l’attenzione di giornalisti scandalizzati così come la stima di diversi critici, si è conquistata un posto speciale nella storia del cinema britannico, sia per la sfrenata inventiva che per la tragica e precoce scomparsa. Dylan Dog indaga il ‘mistero’ di quella morte andando alla ricerca di un produttore ‘segreto’ di quel cult movie mentre, in parallelo, seguiamo un certo Mister Long perseguitare giovani donne sospettate di… stregoneria.

'Dylan Dog', pagina 33 Disegni di Luca Casalanguida © Sergio Bonelli Editore
‘Dylan Dog’ n. 353, pagina 33
Disegni di Luca Casalanguida
© Sergio Bonelli Editore

Quel che ne risulta è una storia che tiene insieme l’orrore (ci sono un paio di sequenze di tortura parecchio forti, per un albo “per tutti”) e quell’amore per il cinema non (solo) horror che caratterizzava il “vecchio” Dylan (qui, preparatissimo fan dell’attore Ian Ogilvy e della serie tv Il ritorno del Santo), con qualche tono un po’ assurdo (la sequenza dell’inseguimento finale, con la straordinaria – per la collocazione e per quello che dice su un certo modo di scrivere Dylan che spero non si ripresenti più – battuta sulle pecore). Il tutto raccontato attraverso i disegni, davvero buoni soprattutto per inquadrature e regia, di Luca Casalanguida (già visto su Lukas, Adam Wild e Orfani: Nuovo Mondo), che alterna bianco e nero e toni di grigio, con una piacevole incursione (una tavola a pagina 43) nello stile della xilografia seicentesca.

'Dylan Dog', pagina 43 Disegni di Luca Casalanguida © Sergio Bonelli Editore
‘Dylan Dog’ n. 353, pagina 43
Disegni di Luca Casalanguida
© Sergio Bonelli Editore

Si è detto tantissimo sul rilancio di Dylan Dog affidato alla cura editoriale di Roberto Recchioni. Forse addirittura troppo, caricando di aspettative eccessive una serie che deve comunque sopravvivere mediando tra i gusti del lettore casuale, del fan di vecchia di data, di quello che ha scoperto Dylan Dog da poco e chissà quante altre categorie in cui si potrebbe segmentare il pubblico della testata.

E se ci sono stati esperimenti coraggiosi (più o meno riusciti, come La mano sbagliata di Barbara Baraldi e Nicola Mari, e più o meno mancati, come In fondo al male di Ratigher e Alessandro Baggi), ci sono stati anche molti numeri che cercano semplicemente di scrivere delle “normali” storie di Dylan Dog. Se il livello di queste ultime, che non si appoggiano ad altro che al proprio valore di racconto (quindi niente “ospiti” illustri, niente momenti di svolta per il personaggio o cose del genere), resterà sempre quello visto in questo episodio, Recchioni avrà fatto davvero centro.

Dylan Dog n. 353 – Il generale inquisitore
di Fabrizio Accatino e Luca Casalanguida
Sergio Bonelli Editore, 2016
96 pagine, 3,20 €


* Questo articolo è stato pubblicato, in una versione precedente, sul blog di Alessandro Vicenzi Buoni presagi.