Secret Wars e 3 insospettabili spin-off da seguire

Il discorso tenuto da Eric Stephenson alle fumetterie statunitensi durante il Comics PRO 2o16 ha dato grande visibilità a un argomento che i lettori di Marvel e DC da tempo stanno affrontando sui forum o nelle pagine Facebook. Mentre la Marvel ha fatto seguire al suo ultimo megaevento, Secret Wars (ancora in corso in Italia), un ennesimo rilancio delle testate, e se anche DC a partire da giugno darà il via all’operazione Rebirth, molti lettori si chiedono quanto queste ripartenze possano essere veramente utili.

Intanto, però, sotto diversi aspetti, Secret Wars si è configurata come un’operazione interessante, in primis per l’intenzione di ridare spazio e vita a personaggi ed eventi sepolti tra le pagine dell’universo Marvel e che potrebbero dare nuova linfa alle storie della Casa delle Idee (come sottolineato anche QUI). Tra le nuove testate proposte, ce ne sono tre, in particolare, tra quelle pubblicate da Panini Comics in Italia in questi mesi, che meritano un’attenzione particolare: Vecchio Logan, I maestri del kung fu e Ghost Racers.

Vecchio Logan

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Tra il 2008 e il 2009, Mark Millar scrisse un ciclo di otto storie di Wolverine, accompagnato dal disegnatore Steve McNiven, che ambientò in un futuro alternativo, esattamente a cinquant’anni di distanza dalle storie del presente Universo Marvel. In questo universo alternativo Wolverine era anziano e in ‘pensione’, dopo essersi reso colpevole di aver ucciso tutti gli X-Men a causa di una manipolazione mentale operata da Mysterio. Quando però un clan di Hulk uccise la sua famiglia, Logan sfoderò di nuovo gli artigli e tornò a combattere attraverso una versione distopica degli Stati Uniti, governati da supercriminali. Massacrò Hulk e la sua famiglia, lasciandone in vita solo l’ultimogenito, che poi adottò.

Ora questo universo alternativo (Terra-807128, secondo la classificazione Marvel dei mondi paralleli) è tornato su Battleworld, il pianeta nato per opera del Dottor Destino e sul quale è ambientata Secret Wars. A firmare le nuove storie del “Vecchio Logan” è Brian Michael Bendis, mentre ai disegni troviamo l’italiano Andrea Sorrentino.

In questo nuovo ciclo, ritroviamo quegli Stati Uniti nei quali Millar aveva mostrato alcuni supereroi invecchiati dal tempo, come ad esempio Occhio di Falco, e nel quale Bendis inserisce nuovi elementi come il gruppo dei Punitori. Nei villaggi dispersi nel deserto ci sono piccoli gruppi criminali che indossano maschere e costumi degli eroi Marvel semplicemente per imitarne lo stile. I valori e le imprese dei supereroi sono andati perduti. Wolverine, in mezzo a questa degenerazione, svolge il ruolo di eroe solitario e violento, un buono non alla maniera di John Wayne, ma una sorta di Clint Eastwood.  Colui che ha il compito di mantenere pace ed equilibrio, e che per farlo, è pronto a spingersi anche al di là della barriera, attraversando il mondo del Vecchio Logan e spingendosi ai confini di Battleworld.

La storia inserisce Logan e un pezzo di mondo Marvel in un immaginario da western distopico. Le pagine nella quali il vecchio Wolverine cavalca attraverso il deserto dello Utah, con un aspetto a metà tra Clint Eastwood e il pistolero Roland di La Torre Nera di Stephen King, sono memorabili e talmente suggestive da desiderare che questa serie possa non essere solo uno spin-off di un megacrossover (e infatti nel post Secret Wars Vecchio Logan sarà ancora presente, grazie alle cure di Jeff Lemire e Andrea Sorrentino).

I testi di Bendis sono suggestivi e si esaltano in uno scenario da “morte degli eroi” nel quale i supereroi Marvel sono soltanto ruderi del passato sparsi in mezzo al deserto. I disegni di Sorrentino creano un’atmosfera rarefatta che si allinea perfettamente ai toni da leggenda di questo futuro parallelo e distopico.

I Maestri del Kung Fu

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Sulla testata italiana Devil & i Cavalieri Marvel, invece, sono in corso di pubblicazione altre due testate interessanti, a partire da I Maestri del Kung Fu di Haden Blackman e Dalibor Talajić.

Protagonista della serie è Shang-Chi, personaggio nato nel 1973 su Special Marvel Edition, sull’onda dell’interesse del pubblico dell’epoca verso i film di arti marziali e di Bruce Lee. L’idea iniziale della Marvel era quella di adattare la popolare serie tv Kung Fu, trasmessa dalla rete ABC tra il 1972 ed il 1975. La Warner Bros., che era proprietaria del serial (e della DC Comics), rifiutò l’offerta della Marvel, che si trovò a ripiegare su un personaggio dei romanzi pulp di inizio Novecento come Fu Manchu. Il figlio segreto di Fu Manchu era proprio Shang-Chi.

Shang-Chi è stato iniziato alle arti marziali proprio da suo padre (ora ribattezzato Zheng Zu perché la Marvel non detieni più i diritti del romanzo), sovrano di un potente impero criminale, ma si è presto ribellato a lui. La sua serie regolare fu inizialmente affidata a Steve Englehart e Jim Starlin, ma passò presto in mano a Doug Moench e Paul Gulacy che la trasformarono in una spy story alla James Bond, con influenze del Nick Fury di Jim Steranko.

In questo rilancio, sul pianeta Battleworld, Shang-Chi torna a K’un Lun, la sua città di origine, sulla quale il padre Zheng Zu continua a regnare, incutendo terrore. Shang-Chi è ricercato dopo aver ucciso il gran maestro Lord Tuan, e  il suo ritorno in città scatena la scuola dei Dieci Anelli di Zheng Zu, che fa partire una caccia spietata nei confronti del figlio. Ma Shang-Chi trova degli alleati in un gruppo di ribelli disposto a fare di tutto per portarlo al torneo delle Tredici Camere, nel quale il trono di Maestro del Kung Fu sarà rimesso in palio.

Al di là di titoli e nomi variopinti, I maestri del Kung Fu non è altro che una sorta di Star Wars in versione Bruce Lee. C’è il padre che ha abbracciato la causa del male, il figlio che non si rispecchia nella sua visione e lotta per portare il bene al trionfo. C’è l’imperatore con i suoi allievi, e persino degli ottimi cattivi in maschera e costume (Sai Rosso e Teschio Ridente).

Ghost Racers

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Sempre su Devil & i Cavalieri Marvel è in corso di serializzazione Ghost Racers, che – grazie agli autori Felipe Smith e Juan Gedeon – ripropone tutti i Ghost Rider del passato e del presente, a partire da Carter Slade, il cavaliere fantasma del vecchio West nato addirittura nel 1949 per opera di Ray Krank e Dick Ayers, che lo idearono per la casa editrice Magazine Enterprises. Slade fu poi usato negli anni Settanta come base per il Ghost Rider oggi più famoso, Johnny Blaze.

Su Battleworld, nella regione di Doomstadt, all’interno dell’arena Killiseum, si tengono giochi cruenti e scontri tra gladiatori. In questo contesto i Ghost Rider si ritrovano per affrontare le loro corse: ci sono Robbie Reyes, Alejandra Jones, Johnny Blaze, Danny Ketch e il loro capostipite, Carter Slade.

La storia è inserita in un contesto cyberpunk, che rievoca atmosfere dark, supertecnologiche e violente alla Blade Runner. Il canovaccio della storia ricalca quasi il film fantascientifico di Lucio Fulci I guerrieri dell’anno 2072, ambientato in un futuro distopico, nel quale violenza, televisione e gare cruente tra motociclisti la fanno da padrone.

La splash page che mette in fila tutti i grandi Ghost Rider della storia, da Johnny Blaze a Carter Slade, fino all’ultimo arrivato Robbie Reyes sembra un piccolo poster. La storia, invece, mette in risalto la superiorità e la freschezza del giovane Robbie Reyes sugli altri Rider e i pericoli che si nascondono dietro la purezza di una competizione sportiva, che in realtà cela interessi e speculazioni molto più grandi.

Non tutte queste serie sono abbastanza forti da potersi affermare anche in futuro e diventare dei capisaldi della Marvel, ma tra le operazioni portate avanti all’interno del contesto di Secret Wars, tra le ‘novità’ più interessanti c’è proprio il recupero di vecchi titoli e personaggi della Casa delle Idee (dopo che soprattutto i Guardiani della Galassia hanno fatto capire come ci sia tanto potenziale inespresso all’interno dei vecchi fumetti Marvel). E alcuni tra questi personaggi potrebbero avere un futuro, come dimostra anche Vecchio Logan, un titolo sul quale la Marvel sembra puntare.