Nello studio di Alex Caligaris

Siamo entrati nello studio di Alex Caligaris, fumettista e street artist torinese che ha all’attivo il volume Hoarders (Eris Edizioni) e sta per uscire ad aprile col nuovo libro Revolu-Show.

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A che progetti stai lavorando attualmente?

Al momento sto concludendo il mio secondo graphic novel per Eris, intitolato Revolu-Show, una sorta di “diretta TV” a fumetti, scritta con A.Falbo, giovane romanziere, nonché amico sin dai tempi dell’ Accademia; é una sorta di “libro gemello” di Hoarders la mia prima storia, ma completamente autonomo e molto diverso nella forma narrativa, quanto nella tecnica grafica utilizzata, speriamo di essere stati abbastanza impietosi verso i “fenomeni” reali che abbiamo traslato all’interno della storia, anche se la raltà ormai tende a superare qualunque assurdità venga inventata!

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Che strumenti e tecniche usi per disegnare?

Utilizzo tanto le tecniche tradizionali come chiaroscurazione a china ed acquarello (le mie due tecniche predilette), quanto il digitale (Photoshop), per assemblare in seguito ciò che ho creato manualmente e inserire particolari effetti se necessario.

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Hai delle abitudini da rispettare prima di metterti al lavoro?

Assolutamente si!Innazi tutto sveglia all’alba o quasi, poi giro x il quartiere con il mio cane per prepararmi e sgombrare la mente. Caffé, sigaretta… e giù a disegnare a volte per sessioni di 12-13 ore con un paio di pause per mangiare e un altro paio di rapidi giri con il mio fedele compagno a quattro zampe!

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Quali sono per te gli autori e le opere di riferimento?

Le influenze e i riferimenti sono ovviamente innumerevoli e posso farvene un bell’elenco, partendo dai maestri americani come Crumb, Walt Kelly e Will Eisner, passando per autori pi recenti come Miller, Ghiffen, McFarlane, Larsen, Ross, Quesada, Ramos, Madureira, Pearson, Campbell e Bachalo, arrivando fino alla Tank Girl della tripletta Hewelett, Martin,Milligan o a Blacksad di Guarnido, ma anche a nomi più “orientaleggianti” come Q Hayashida, Yuko Osada, Yasuhiro Nightow, Katsuya Terada , Boichi e il maestro Otomo. Tra i classici italiani adoro Toppi e Pazienza ma apprezzo molto anche lo stile di Frezzato, Ponticelli e Barbucci e l’impareggiabile humor di Ortolani.

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Sulla scrivania/nello studio tieni un oggetto a cui sei particolarmente affezionato?

Certo! La mia ex-tazza per il caffèlatte, Testa-Di-Kenny! Divenuta poi un porta-penne! Sono affezionatissimo alla tazza e alla serie South Park, per la sua comicità senza scrupoli; ad oggi sono ormai convinto che, in questo senso, abbia ampiamente superato Simpson e affini! Inoltre Kenny è un personaggio geniale che, come un “novello Gesù Cristo”, crepa quasi ad ogni puntata x poi risorgere nella seguente come nulla fosse! Testa-di-Kenny mi terrà compagnia ancora per mooooooolto tempo!