Le citazioni e i rimandi di Dylan Dog n. 7 – La zona del crepuscolo

*Questo articolo fa parte dello speciale Verso #DylanDog30. Fonti e citazioni del DyD delle “origini”, che una volta al mese propone un’analisi delle fonti e delle citazioni dei primi 12 numeri di Dylan Dog, in attesa del trentesimo anniversario della serie che si festeggerà a settembre 2016.

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Partiamo dal titolo. La zona del crepuscolo è la traduzione del titolo di una famosa e molto influente serie televisiva creata da Rod Serling nel 1959 e che ebbe fra gli sceneggiatori, oltre allo stesso Serling, famosi scrittori come Richard Matheson e Ray Bradbury. La prima serie, che si componeva di cinque stagioni, andò in onda dal 1959 al 1964 negli Stati Uniti. Il riferimento a questo prodotto non è immediatamente comprensibile per gli spettatori italiani perché nel nostro paese venne reintitolata come Ai confini della realtà.

I nomi dei capitoli rimandano a film e romanzi di genere. Gorgo fatale è il titolo di un giallo di Fredric Brown, che i più conoscono principalmente come uno scrittore di fantascienza, mentre I vivi e i morti è il titolo di un film di Roger Corman, tratto dal racconto La caduta della casa degli Usher di Edgar Allan Poe.

Passiamo ai nomi dei protagonisti di questo numero. Terence e Mabel Carpenter omaggiano, nel cognome, il regista statunitense John Carpenter, più volte citato nel corso della serie. Il traghettatore Charon, invece – nomen omen – si riferisce esplicitamente ad un altro ben più noto traghettatore, questa volta d’anime, il mitologico Caronte, ripreso anche, con gli occhi di bragia, da Dante Alighieri nella sua Commedia: «Caron dimonio, con occhi di bragia loro accennando, tutte le raccoglie; batte col remo qualunque s’adagia» (Inferno, terzo canto, 109-111).

Infine, Padre Flanagan rimanda, anche per via della somiglianza fisica, a padre Edward Joseph Flanagan, sacerdote irlandese fondatore della Città dei ragazzi, portato sullo schermo da Spencer Tracy (1900-1967) nel 1938.

 

Le fonti che ispirano questo numero di Dylan Dog sono molteplici. Fra quelle meno esplicite possiamo trovare il romanzo di fantascienza In una piccola città, di Frank Belknap Long, pubblicato in Italia nel 1981 all’interno della colla di fantascienza della Mondadori, Urania.

La bella copertina di Karel Thole sembra inoltre fungere da ulteriore ispirazione per la coppia di disegnatori Montanari e Grassani, specialmente per come viene ritratto Belknap, il bibliotecario, nella vignetta di apertura.

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Un altro libro di fantascienza presenta tematiche simili a quelle sviluppate in quest’albo, anche se parte da premesse differenti: si tratta di Tempo fuor di sesto, dello scrittore statunitense Philip K. Dick, pubblicato in Italia con vari titoli in diverse edizioni. Il libro che viene chiesto in prestito nella prima tavola, La storia dei duchi di Argyll, richiama i veri Signori di Argyll, per secoli una delle famiglie più potenti di Scozia. La famiglia, che torno all’onore delle cronache in età contemporanea in seguito a quello che fu definito lo scandalo della Duchessa di Argyll  o “scandalo delle polaroid senza testa“. Inveraray, capoluogo della regione scozzese dell’Argyl, e residenza dei duchi omonimi, diventa in La zona del crepuscolo, la cittadina di Inverary. Il dottor Hicks sembra inoltre avere qualche somiglianza con lo scrittore statunitense Mark Twain.

La prima soluzione trovata da Mabel, i marziani che si sostituiscono agli abitanti di Inverary per conquistare il mondo, rimanda ad un classico della fantascienza cinematografica, L’invasione degli Ultracorpi, di Don Siegel, tratto dall’omonimo romanzo di Jack Finney. La nebbia che invade Inverary all’arrivo di Dylan, invece, potrebbe essere un omaggio al film Fog, di John Carpenter, del 1980. Il Loch Fiyne, il braccio di mare a cui fa riferimento l’investigatore dell’incubo, esiste realmente ed situato, appunto, nell’area amministrativa di Argyll e Bute. La Hammer (Hammer Film Productions), tirata in ballo da Charon, è una casa di produzione cinematografica britannica, che ha svolto un ruolo fondamentale nella storia del cinema orrorifico e fantastico.

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Dylan, a pagina 39 cita lo scrittore argentino Jorge Luis Borges. La citazione, leggermente differente nell’originale – «Non esiste il caso, ciò che chiamiamo caso è la nostra ignoranza della complessa meccanica della causalità» – proviene da una conferenza sulla Commedia di Dante che lo scrittore tenne il primo giugno del 1974 al Teatro Coliseo di Buenos Aires.

Il mesmerismo, tirato in ballo dal dottor Hicks, era davvero una teoria pseudo scientifica in voga nel Settecento e corrisponde a verità la svolta che Franz Anton Mesmer operò dalla teoria del fluido a quella della suggestione. Così come è vero che Edgar Allan Poe scrisse i racconti Rivelazione mesmerica e La verità sul caso Valdemar, o Testimonianza sul caso del signor Valdemar.

Il dottor Vergerus (cioè portatore di verità), uno degli pseudonimi di Xabaras, è il cognome di molti personaggi dei film del regista svedese Ingmar Bergman, come Passione (Elis Vergérus), L’adultera (Anders Vergerus), L’uovo del serpente (Hans Vergérus), Fanny e Alexander (vari personaggi), Passione (Eva e Elis Vergerus) e, soprattutto, Il volto, in cui un altro personaggio, interpretato dall’attore-feticcio del regista, Max von Sydow, assomiglia molto al padre dell’indagatore dell’incubo.