Recensioni Novità Cambiare prospettiva: "Da quassù la Terra è bellissima" di Toni Bruno

Cambiare prospettiva: “Da quassù la Terra è bellissima” di Toni Bruno

Akim Smirnov è l’eroe nazionale russo che, in piena Guerra Fredda, si sta preparando per il lancio che lo porterà a orbitare intorno alla Terra. Ma qualcosa lo sta bloccando e una sorta di paura ancestrale ne inibisce professionalità e coraggio. Frank Jones è uno psicologo americano che soffre di nevrosi e frequenti crisi di panico, ma nel suo lavoro è particolarmente brillante, motivo per cui viene chiamato a dirigersi verso l’URSS con la missione di “curare” Smirnov.

Sono queste le premesse di Da quassù la Terra è bellissima, il nuovo graphic novel del catanese Toni Bruno pubblicato da Bao Publishing, già illustratore/autore di, fra gli altri, Non mi uccise la morte, Kurt Cobain – Quando ero un alieno e Lo psicotico domato.

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toni bruno da quassù la terra è bellissima fumetto graphic novel bao

Bruno decide di concentrarsi su due aspetti: l’ambientazione (in una duplice forma, politica e scenografica) e il rapporto fra i due protagonisti, che è il perno su cui il volume s’incentra. Se è vero che le aspirazioni di Da quassù la Terra è bellissima non possono essere considerate elevate e che un eccessivo buonismo permea l’intera storia, è altrettanto vero che l’opera di Bruno vanta almeno due caratteristiche che, spesso e volentieri, sono dimenticate nel fumetto contemporaneo o, quantomeno, non sempre riescono ad essere rese come si dovrebbe. Una riguarda la struttura e la compattezza narrativa, l’altra lo studio dei personaggi.

Lo sviluppo narrativo nell’ultimo lavoro di Bruno è preciso: non una sbavatura nella progressione della storia, un’attenzione spasmodica nel delineare passato e presente lasciando al lettore la capacità di immaginare i fatti pur offrendogli un’ancora solida che evita, nel corso delle duecento e più pagine, divagazioni inutili. La compattezza trasforma la lettura del fumetto in un coinvolgimento emozionale che tocca non solo l’occhio ma anche altri sensi. Le tavole di Bruno, magnificamente colorate e tendenti a un’ocra che sa di autunno, trasmettono vere e proprie sensazioni, questo è quello che succede quando un autore riesce nel difficilissimo intento di ricreare con cura e minuzie ambienti di cui possiamo trovare un riscontro nella nostra memoria visiva.

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L’altro aspetto cruciale di Da quassù la Terra è bellissima riguarda, come si diceva, i personaggi. La storia funziona proprio grazie alla cura con cui Bruno ha costruito i due protagonisti del volume. Smirnov e Jones sono presentati al lettore con rara credibilità. Entrambi hanno un retroterra culturale specifico, una vita passata, un presente opprimente e un futuro incerto. Entrambi sono i perfetti emblemi delle insicurezze che, anno dopo anno, capita di accumulare nella propria esistenza. Sono due persone che devono superare un passato ingombrante e oscuro. Ma la costruzione psicologica di Bruno lavora per sottrazione e qui, secondo me, sta il grande pregio di questo libro. Come sempre dovrebbe essere, Bruno ha costruito due vite con minuzia di particolari, lasciandoli però fuori dalle pagine, in sospeso, creando interrogativi che stimolano la lettura.

Da quassù la Terra è bellissima, quindi, è anche la fotografia di un dualismo politico che è stato protagonista indiscusso della seconda metà del ventesimo secolo, quello tra USA e URSS, rappresentanti di due modi opposti di concepire politicamente la vita. Smirnov e Jones, quindi, diventano icone inconsapevoli dei rispettivi schieramenti e il loro rapporto è anche un modo un po’ diverso per smussare quelle distanze ideologiche che spesso creano attriti internazionali e non. Sono uno il riflesso dell’altro, ma sono anche distanti per vedute e appartenenza.

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Da questo punto di vista il libro mi ha ricordato due opere che, in maniera diversa, trattano lo stesso argomento. Uno è un film animato intitolato Le ali di Honneamise (Ōritsu uchūgun – Oneamisu no tsubasa, 1985) gioiello prodotto da Gainax e diretto da Hiroyuki Yamaga, alle cui animazioni ha partecipato niente popò di meno che Hideaki Anno. L’altro è 2010 – L’anno del contatto (1984), sequel diretto da Peter Hyams del ben più noto 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick. In tutte e tre le opere lo spazio è un ambiente che permette all’uomo di vedere la Terra nella sua piccolezza in confronto all’universo. E i problemi, le guerre, i conflitti diventano privi di un reale significato da una prospettiva così diversa.

Da quassù la Terra è bellissima
di Toni Bruno
Bao Publishing, 2016
208 pagine a colori, € 20,00

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