Snotgirl di Bryan Lee O’Malley e quel personaggio difficile da amare

Tutti amiamo i personaggi un poco stronzi. Anzi, spesso e volentieri, più sono stronzi e più li amiamo. La dimostrazione migliore di questo assunto penso stia nelle cinque stagioni di Breaking Bad. All’inizio il povero ed onesto Walter White ci fa un po’ pena ma alla fine, quando la sua trasformazione in spietato magnate della metanfetamina è completa, pendiamo letteralmente dalle sue labbra. E potremmo andare avanti ore a elencare cattivi cinematografici infinitamente più incisivi della loro controparte positiva. Detta così sembrerebbe la ricetta perfetta per la buona riuscita di ogni narrazione: prendo tutti i cliché dell’eroe positivo, li ribalto e ottengo un sicuro successo di pubblico. Eppure le cose non sono così semplici.

snotgirl

In tutta la sua carriere Bryan Lee O’Malley ci ha sempre conquistato con i suoi personaggi fragili, presi da assurde nevrosi e idiosincrasie. Per quanto risultassero semplici e bidimensionali era difficile non riconoscercisi almeno in un minuscolo particolare. L’immaturità, la testardaggine, certe fissazioni. L’autore non aveva nemmeno mai provato a creare un personaggio odioso. Il suo è un mondo fatto così, composto in ugual misura da storie d’amore dal vago retrogusto adolescenziale, punk-rock, sogni e nostalgia. In Scott Pilgrim era impossibile trovare del marcio, neppure sforzandosi. E questo è stato uno dei motivi del suo successo planetario. Un punto di forza che ha convinto un sacco di gente a leggere un fumetto zuccheroso, in cui un bassista scapestrato deve conquistare una ragazza sconfiggendo i suoi ex in folli combattimenti. O appassionandosi alle vicende di una giovane cuoca intenzionata a imparare dai suoi errori modificando il passato e ingerendo funghi magici per guadagnarsi vite extra.

Peccato che con Snotgirl, la sua nuova serie Image Comics, abbia deciso di invertire la marcia regalandoci il suo primo protagonista in cui difficilmente il lettore vorrà rispecchiarsi. La fashion blogger Lottie non è adorabilmente egocentrica e insicura, tutt’altro: è irritante al limite del patologico. Bellissima e famosissima, i suoi problemi più grandi sono un naso perennemente gocciolante e il non riuscire a lasciarsi alle spalle la sua unica, grande storia d’amore. Oltre a sentirsi terribilmente sola in cima all’olimpo della popolarità 2.0. Un personaggio davvero difficile amare.

sotgirl o'malley image comics

Può darsi che il voler abbozzare uno spaccato del mondo delle webstar richieda una certa crudeltà e disincanto, ma non è detto che a pagare lo scotto di una simile scelta dobbiamo essere per forza noi lettori. Anche perché il filtro dell’autore è – volutamente o meno – invisibile, e il tutto non viene percepito come raffinata satira fortemente mimetica, ma come mera messa in scena.

O’Malley gestisce questo primo numero con mano incerta, non genera empatia e – nonostante il finale a sorpresa – non crea grandi aspettative per la prossima uscita. Il concept alla base di tutta la serie potrebbe rivelarsi grandioso, ovvio, ma per ora non ha fatto davvero nulla per sostenerlo. Persino il suo solito, delizioso, senso dell’umorismo pare sparito. Potrebbe dipendere dal fatto che per la prima volta nella sua carriera le matite sono affidate a un altro disegnatore, in questo caso l’acerba Leslie Hung, ponendo un ulteriore ostacolo tra la sua poetica più consolidata e la realizzazione di Snotgirl.

sotgirl o'malley image comics

Forse, se rafforzate con le sue trovate grafiche e le sue anatomie stilizzate, queste prime venti pagine avrebbero potuto essere qualcosa di più. Rese invece con uno stile che vuole essere solo grazioso e adorabile, come effettivamente vorrebbe vendersi il mondo dei fashion blogger, semplicemente non funzionano. E non lo fanno per lo stesso motivo per cui la protagonista è solo insopportabile e non “adorabilmente” insopportabile: manca quell’ingrediente segreto, noto solo ai grandissimi, in grado di rendere gli aspetti peggiori di un’opera i loro punti di forza.

O’Malley, seppur arricchendo il tutto con una strana svolta thriller che svilupperà certamente nei prossimi numeri, pare essersi avviato per un sentiero fin troppo insidioso per un romanticone come lui. Vedremo cosa ne esce.

Snotgirl #1
Bryan Lee O’Malley e Leslie Hung
Image Comics, 2016
32 pagine, 3,99 $