J. Michael Straczynski spiega perché si è ritirato dal mondo del fumetto

Una delle notizie più importanti comunicate al San Diego Comic-Con 2016 è stato l’annuncio del ritiro di J. Michael Straczynski. Lo scrittore è stato uno dei più camaleontici protagonisti dell’industria del fumetto e dell’intrattenimento americano degli ultimi 20 anni. Ha lavorato su molte serie personali e sulle più importanti testate Marvel: Thor, Silver Surfer, Amazing Spider-Man, Fantastici Quattro. É stato l’autore della serie tv Babyloon 5, ed ha sceneggiato serie cult come Ai Confini della Realtà e The Real Ghostbusters. Al termine di una carriera stellare (che gli ha regalato due premi Hugo e un Eisner) Straczynski qualche giorno fa ha voluto raccontare nel dettaglio i motivi per i quali ha deciso di abbandonare il mondo dei fumetti.

STRACZYNSKI

In una lettera aperta rilasciata al sito specializzato Newsarama ha riassunto tutti i momenti salienti della propria carriera, rivelando anche i dettagli sui problemi di salute che lo hanno allontanato per un po’ di tempo dalla scrittura.

«Ho fatto il reporter a San Diego per molti anni, collaborando con diversi giornali e magazine come il San Diego Reader e San Diego Magazine, ho lavorato anche in radio». Così comincia la lettera di Straczynski, le cui ambizioni giornalistiche iniziano ben presto ad aumentare.

Decise quindi di trasferirsi in una città che gli offrisse più possibilità e andò a Los Angeles. «Si trattava di un ambiente davvero molto più grande, in cui c’era un sacco di competizione, così sono ripartito da zero». Li lavorò per il Los Angeles Herald Examiner, il Los Angeles Times, Video Review Magazine e per il Los Angeles Reader, fino ad arrivare al TIME. Arrivato a quel punto decise di terminare la propria carriera di giornalista e di cercare una nuova sfida.

Iniziò a lavorare per il mondo dell’animazione, «una cosa che non avevo mai fatto prima di allora. Ed è stata un’esplosione. Ho lavorato su He-Man, Jayce il Cavaliere dello Spazio, e poi sono arrivato a The Real Ghostbusters, uno dei lavori di cui vado più orgoglioso, e che mi garantì anche una nomination agli Emmy. Ce l’avevo fatta ancora una volta». Da li alle serie tv il passo fu breve e Straczynski cominciò a scrivere episodi di Ai confini della Realtà e della Signora in Giallo, per poi passare all’ideare Babyloon 5 Crusade, e a sceneggiare Jeremiah.

Dopo aver scritto storie per la televisione decise che era l’ora di cambiare di nuovo e provare a fare fumetti: «da quel momento in poi creai Rising Stars Midnight Nation, e fui impegnato per ben sei anni a scrivere The Amazing-Spiderman (dal 471 al 545)». Ad un certo punto, però, Straczynski cominciò ad accusare problemi di salute. «Facevo fatica a salire le scale, ed una volta a Vancouver caddi slogandomi l’anulare della mano destra. Iniziai a cadere così spesso da zoppicare costantemente. Gli esami clinici però non riscontrarono alcun particolare problema. In quel periodo mi accorsi anche che i miei occhi si stancavano molto facilmente».

Da quel momento lo scrittore si trovò costretto a ridurre il ritmo lavorativo. In seguito, però, i problemi di salute peggiorarono ulteriormente. «Una sera stavo camminando sulla Ventura Boulevard di Sherman Oaks (un distretto della città di Los Angeles ndr), e mentre attraversavo il  sottopassaggio della tangenziale, non riuscendo bene ad orientarmi sul marciapiede, mi ritrovai per sbaglio nel bel mezzo della strada mentre un sedicenne stava guidando proprio nella mia direzione. Fortunatamente frenò in tempo, altrimenti sarei finito sotto la sua macchina».

Straczynski decise quindi di sottoporsi a una visita oculistica speciale e scoprì qual era il problema: «avevo un principio di cataratta, ma quello era il problema minore. La cosa più grave che scoprii fu che ero affetto da una rara malattia, ovvero la distrofia Corneale Endoteliale di Fuchs». Una malattia molto grave che porta alla morte di alcune cellule all’interno della cornea, e il fatto che non gli fosse stata diagnosticata prima aveva portato l’occhio a subire dei gravi danni. Il solo modo per curarla era un trapianto di cornea, ma la tecnologia dell’epoca non era ancora preparata per un’intervento del genere.

Più la vista peggiorava più il lavoro ne risentiva: se prima scriveva dodici ore al giorno, adesso riusciva a scrivere solo sei. «Chi seguiva il mio lavoro pensava che questo mio rallentamento fosse dovuto ad una sorta di svogliatezza o superficialità. In realtà era dovuto al fatto che non riuscivo a vedere bene lo schermo del computer. L’unico modo che avevo per poter scrivere era usare grandi caratteri bianchi su uno schermo completamente nero».

Straczynski raccontò i suoi problemi solo ad alcuni amici stretti e ai suoi editor: «quando ho detto questa cosa a Joe Quesada, nel 2005 o 2006, sono scoppiato a piangere al telefono, avevo paura. Per quanto riguardava il lavoro sui film e progetti televisivi si trattava di cose a lunga scadenza che potevo gestire, ma scrivere fumetti stava diventando una cosa impossibile».

«Così feci diverse visite in vari istituti specializzati in oculistica, arrivando ad incontrare uno dei maggiori chirurghi esperti del settore. Lui decise di fare l’intervento prima sull’occhio destro e poi sul sinistro». L’intervento andò bene e lui riprese a lavorare come prima, riuscendo a completare le sceneggiature sia di Rising Stars che di Midnight Nation.

A quel punto decise che era giunto il momento di terminare la sua avventura nel mondo del fumetto: «Questa cosa mi spezzò il cuore, non potevo accettarla. Però il fatto era che dovevo uscire dal campo in cui mi sentivo sicuro, dovevo provare qualcosa di rischioso. Magari avvicinandomi ai romanzi e alle pièce teatrali, capii insomma che la mia fase di sceneggiatore di fumetti era finita». Così Straczynski decise di non accettare nuovi lavori e di terminare Sidekick e Dream Police, le ultime serie che aveva lasciato in sospeso per Joe’s Comics.

La lettera dell’autore si chiude con l’augurio di riuscire a ripartire da zero, come ha già fatto tante volte in precedenza, pronto a intraprendere una nuova avventura dedicandosi allo scrivere romanzi e pièce teatrali.