Lo scaffale di Michele Monteleone

Per la rubrica “Lo scaffale di”, a commentarci le sue letture più recenti, questa settimana ospitiamo lo sceneggiatore Michele Monteleone. Classe 1987, Monteleone è tra i fondatori dell’etichetta Villain Comics, ha lavorato a Battaglia, Long Wei, John Doe, Nick Banana, Dylan Dog, Orfani, e a un recente adattamento a fumetti di Dracula.

Invincible, di Robert Kirkman e Cory Walker (SaldaPress)

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È nelle mie ultime letture da ormai dieci anni e ci resterà finché Kirkman non deciderà di fermarsi (spero mai). Invincible ha il grandissimo pregio di essere l’eroe della nostra generazione, lo puoi aver letto dall’inizio e puoi serenamente schivare tutti i vecchi nerd che: – Non sei degno di dirti un vero appassionato di fumetti se non hai letto quella storia di [inserire un nome a caso di un personaggio dei fumetti] – Non conta che, quando è uscita tu non fossi ancora nato e i tuoi ancora non si fossero ancora messi insieme, tu per essere vero, dovevi esserci in quel momento, ormai è troppo tardi. Oltre ad essere meravigliosamente contemporaneo, con il suo personaggio, Kirkman riesce in un’operazione complicata e coraggiosissima: costruisce il suo eroe e il mondo che lo circonda e, nelle ultime run, lo demolisce pezzo per pezzo, tanto da ritrovarsi con un protagonista che, non solo non è più una figura di riferimento per il suo universo, ma addirittura risulta codardo e meschino. Una delle operazioni più strane e innovative che abbia mai visto su un fumetto di supereroi, non vedo l’ora di vedere cosa succederà nella prossima storia… sensazione che mi porto avanti da 130 numeri.

Dolci tenebre, di Fabien Vehlmann e Kerascoët (Bao Publishing)

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Se lo sfogliate distrattamente, Dolci Tenebre, di Kerascoёt e Vehlmann, vi sembrerà un libro solare, un po’ naif addirittura. Il segno dolce, le linee aperte, la sintesi da libro per l’infanzia e i colori acquarellati, sono in realtà solo un velo, una copertura sottile che non fa altro che rendere ancora più spaventose le ombre che si allungano dietro di esso. Infatti, Dolci Tenebre è uno dei libri più cruenti e spietati che abbia mai letto, una favola marcia e malata, un’allegoria della dura lotta alla sopravvivenza, un monito su quel male pauroso che si cela, assopito, in ogni essere umano.

Kairos #1, di Ulysse Malassagne (Ankama)

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Non penso ci sia ancora una versione italiana di questo albo, mi chiedo davvero come sia possibile, ho letto che è piaciuto anche a uno dei miei predecessori su questa rubrica, French Carlomagno, e spero davvero che, qualche editore in ascolto, faccia questo investimento e compri uno dei fumetti più sorprendenti degli ultimi anni. Spesso, quando mi ritrovo a leggere fumetto francese, mi scontro con il fatto che adoro i disegni, ma trovo che il ritmo delle storie sia fortemente soporifero. Tutto il contrario è per Kairos. Il fumetto, scritto e disegnato da Ulysse Malassagne, clamoroso animatore (basta guardare il trailer del libro stesso
), vede come protagonista un ragazzo che insegue in un mondo fantastico la sua amata che è stata rapita. La trilogia, prosegue dritta e veloce come il lancio di una freccia, ma ha anche la grande proprietà di deviare bruscamente sul finale, lasciandoci senza fiato davanti a un grandissimo colpo di scena che ci lascia con l’amaro in bocca e una domanda che ci assilla: a quanti compromessi siamo disposti a scendere, per ottenere ciò che desideriamo?

Hollywood Jan, di Bastien Vivès e Michaël Sanlaville (Coconino Press)

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Bastein Vivès e Michaёl Sanville sono una coppia rodata sono compagni di studio e lavorano, insieme a Balak, su quella che considero una delle serie più belle mai scritte (per chi si è svegliato solo ora da un lungo coma, parlo di Lastman). Con Hollywood Jan, confezionano un piccolo capolavoro, una storia per ragazzi con un concept divertentissimo che mi colpisce al cuore per quanto lo senta vicino. Tutti abbiamo avuto degli amici immaginari (io almeno ne ho avuti) Jan, ragazzino magrolino e insicuro, ne ha tre e sono tre angeli custodi che farebbero dormire sonni tranquilli a chiunque. Sono gli eroi dell’action Russel Crowe, Stallone e Schwarznegger, tre maestri di vita sboccati e violenti che guidano Jan nei suoi primi approcci con le ragazze, nell’inserimento a scuola e che lo preparano alla dura vita di un’adolescente. Il problema si presenta solo quando uno di questi inizia a diventare geloso della nuova vita sociale di Jan e fa di tutto per non essere dimenticato…

Chanbara, di Roberto Recchioni e Andrea Accardi (Bao Publishing)

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Roberto Recchioni è un mio compagno di studio e, probabilmente, una delle figure più influenti nella mia vita professionale (praticamente mi ha insegnato lui a scrivere fumetti). Per questo ci ho pensato molto prima di fregarmene altamente di quello che potrebbe pensare la gente, e inserirlo nel mio scaffale. Il motivo è semplice, Chanbara, edito prima dalla Bonelli e poi raccolto in un volume di pregio della Bao, è probabilmente una delle storie più belle pubblicate in Italia da un sacco di anni. I disegni di Accardi e le parole di Roberto, hanno la capacità di innestare un curioso paradosso, essere legger
i come un chilo di piume. Infatti anche se, secondo la fisica, un chilo di piombo dovrebbe avere lo stesso peso di un chilo di piume, nella narrazione, dare la sensazione che la propria storia sia leggera come le piume, ma che colpisca il lettore con la stessa concretezza del piombo, equivale a conoscere il vero segreto alchemico della scrittura. E questi due autori italiani, sono a conoscenza di quel mistero e non hanno paura di servirsene nelle pagine della loro avventura giapponese.