Gipi reinterpreta i Guardiani del videogioco Destiny

Gipi, il cui nuovo graphic novel La terra dei figli è in uscita a fine ottobre, ha realizzato quattro disegni basati sull’universo di Destiny, il popolare videogioco sci-fi creato dallo studio di sviluppo Bungie e lanciato da Activision nel 2014.

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Dopo il successo di critica e pubblico della sua prima espansione, Destiny: Il Re dei Corrotti, uscita nel 2015, è ora disponibile l’ultimo capitolo della serie: Destiny: I Signori del Ferro. Una nuova avventura dal taglio cinematografico che catapulta i giocatori in un viaggio eroico dove potranno unire le proprie forze a quella di uno dei più grandi eroi di Destiny, Lord Saladin, per affrontare un vecchio e cattivo nemico del passato e guadagnare loro stessi il proprio posto nella storia come i Signori del Ferro.

L’autore dei graphic novel La mia vita disegnata male e Unastoria – peraltro appassionato videogiocatore – ha interpretato i Guardiani protagonisti della saga di Destiny, in quattro artwork che portano in vita il fascino del mondo e delle ambientazioni del gioco.

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«Per me, il bello di questo gioco è la possibilità di costruire un proprio avatar virtuale e in questo senso le possibilità date dalla customizzazione dei personaggi di Destiny fanno sì che ognuno possa realizzare un essere fantastico che lo rappresenta» ha detto Gipi in un comunicato stampa. «Mi sono divertito, ad esempio, a fare quello che è una specie di autoritratto in veste di Guardiano nel primo disegno, mentre nel secondo, un altro Guardiano più ammantato di mistero, nel terzo ho mantenuto l’atmosfera lugubre degli EXO e nel quarto, ho ricreato un eroico e potente Lord Saladin.»

Gipi ha accompagnato i suoi lavori con una riflessione più ampia sui videogame: «la grafica dei videogiochi, oggi, non ha soltanto raggiunto livelli tecnici altissimi ma sta diventando un inevitabile metro di paragone per chiunque lavori nel disegno, nell’illustrazione, nel fumetto. Spesso mi trovo a disegnare pensando al design di un personaggio o alla resa dei paesaggi nei giochi in 3D in prima persona. È come se la realtà, che da sempre è un termine di paragone, un’ispirazione e un confronto per chi lavora con le arti visive si fosse espansa al mondo della rappresentazione digitale. Nel disegnare un cielo stellato di fantasia è possibile ritrovarsi a pensare, con simili intensità, ad un reale cielo stellato visto durante una vacanza giovanile al mare come al cielo intorno ad una stazione orbitante attorno alla quale si è svolazzato in un gioco.»

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«Non so ancora se questo è un bene o un male per un disegnatore moderno, ma è quello che mi capita spesso e con il quale devo fare i conti», ha aggiunto. «Spesso questo accende nuove sfide che mi portano a cercare di migliorare le tecniche o provare nuove strade e in questo, sicuramente, c’è un lato estremamente positivo. Se fossi solo un poco più vecchio potrei affermare che in questo si verifica però un allontanamento dalla realtà, ma per adesso continuo a pensare che sia la realtà stessa ad essere oggi composta di piani diversi, da quello tangibile a quello digitale.»

Gli artwork entreranno a far parte della sezione permanente dedicata allo Spazio al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, dove Destiny è presente dal 2014, tra i contenuti multimediali.

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