Disney La magia del Natale (videoludico) = Walt Disney

La magia del Natale (videoludico) = Walt Disney

Evviva è Natale, la festa più ingorda e corrotta di tutte, siamo tutti pronti a vedere la dentiera incrostata di frutta secca di nostra zia mentre, ubriaca di moscato e populismo, straparla sputacchiando pandoro e canditi. Ecco, non vedo l’ora: sentitissimi auguri anche a voi.

Il Natale… aaah, che delizia… prima che diventasse sinonimo di alcool, ingordigia e maglioni di merda, quando ero ancora un bambino che di marcio aveva solo i denti (e non anche l’anima), era invece sinonimo di: VIDEOGIOCHI NUOVI BELLI e qualche vestito. Ancora oggi non capisco come si possa costringere un bambino ad aprire un pacco sapendo che dentro c’è un capo d’abbigliamento. Forse si gode a vedere quel tipo di delusione negli occhi dei fanciulli? Lui è lì che brama la Playstation, magari lo ha anche scritto sulla sua letterina per Babbo Natale (o Gesù Bambino, per i più sfortunati), e glielo leggi negli occhi che venderebbe tutti i presenti a Satana per una console. Invece si ritrova in mano una scatola che contiene un normalissimo pigiama verde con i rombi. AHAHAHA! Ecco! Questa è la vita, ingenuo marmocchio: un viaggio costellato di normalissimi pigiami verdi con i rombi, ma anche di azzurri con i quadratini. Preparati a patire, auguri!

Bene, a parte queste vere tragedie, c’erano e ci sono, fortunatamente, i parenti saggi, quelli che capiscono che tu di loro te ne freghi solo in relazione al tipo di regalo che ti fanno: sono quelli che poi da più grande ti daranno le buste coi $$$ a.k.a. “ti-ci-compri-quello-che-vuoi”.

Ecco io mi immagino quei parenti lì, nei primi anni ‘90, entrare dal giocattolaio e chiedere:

  • Un videogioco per un bambino di 8 anni. Sulla letterina ha scritto… aspetti che prendo gli occhiali… sfrush-frush-sfrush… ah, eccoli, allora… ci ha scritto… “Sonic 2”?

  • Sì, bene signora, purtroppo “Sonic 2” lo abbiamo terminato, ma posso consigliarle questo, che è altrettanto bello e a suo nipote piacerà sicuramente.

  • Ah, e di che cosa si tratterebbe più precisamente?

  • Di un gioco a marchio Disney qualsiasi!

E a chi non piacciono Topolino, Paperino e compagnia? A nessuno. E infatti le software house all’epoca ci andavano giù pesante con il brand Disney. Per fortuna, sempre con una certa qualità. Infatti SEGA e Nintendo, negli anni, hanno tirato fuori una mega serie di titoloni belli belli belli. Adesso vi racconto quelli che secondo me sono fondamentali (quasi tutti regalati da mia zia).

Innanzitutto tutta la saga ILLUSION starring: Mickey Mouse (SEGA, 1990-1995), una serie di quattro ottimi platform con Topolino protagonista, ma non solo. I capitoli sono: Castle, Land, World e Legend.

Castle of Illusion (SEGA, 1990, Mega Drive): nel primo capitolo della serie la Strega Mizrabel rapisce la povera Minnie e sta a noi (noi nel senso Topolino) raccogliere delle gemme magiche sconfiggendo dei cattivoni, per poi costruire un ponte magico di arcobaleno magico per andare a menare Mizrabel e riprenderci la nostra (nostra nel senso di Topolino) Minnie. Nel primo livello, quello nella “Enchanted Forest” con tutte le piante cattive ma simpatiche, c’è questa musichetta sensazionale che vi consiglio di ascoltare la mattina del 25 mentre vi lavate i denti. Poi, subito praticamente all’inizio, c’è un quadro poeticissimo fatto tutto di ragnatele con le gocce di rugiada bellissime; lì bisogna saltare sulle foglie che cadono leggiadre, stando attenti ad evitare i ragni mattacchioni.

Poi c’è un boss albero gigante che ci lancia la sua faccia beffarda a mo’ di tronco rotolante e ci fa cadere in testa delle castagne/nocciole/pigne, occhio. A un certo ci si tufferà in un’elegante tazza di tè, -pluf!-, lì dentro dovremo nuotare evitando le zollette di zucchero cattivo e però prendere i diamantini. Insomma avrete già capito che anche questo è un gioco veramente magico. Esiste anche un recente remake (2013), con la grafica rifatta totalmente in 3D, è sconvolgente ma fedele, bello.

Sempre consigliatissima anche la versione per Game Gear (e Master System), che nonostante il titolo uguale è un gioco mooolto diverso, più incentrato sulla meccanica raccogli-lancia, che sul saltare in testa ai nemici. La grafica è 8-bit, invece che i portentosi 16-bit della versione Mega Drive, ma è una perla del mio cuor che merita di essere giocata almeno fino al boss tavoletta-di-cioccolata-cattiva-gigante.

castle of illusion
Il momento poetico con le ragnatele con questa musica bellissima.

 

Un’immagine del remake del 2013 di Castle of Illusion
Un’immagine del remake del 2013 di Castle of Illusion

Land of Illusion (SEGA, 1992, Master System): questo capitolo è molto più simile (identico come meccaniche) alla versione per Game Gear, anche questo in 8bit, e inizia con Topolino sulla sua poltrona che si addormenta leggendo un Book of Fairy Tales.

Si risveglia in un villaggio tristissimo, dove una Paperina travestita da Cappuccetto Rosso lo informa che è per colpa di un fantasma malefico che sono diventati tutti tristi, prima dice che erano allegri… Topolino vai, salvaci. E così Topolino va, e sconfiggendo centinaia di nemici tirandogli addosso sassi quadrati e altre cose pesanti (o saltandogli in testa col sedere) salva Orazio, Pippo, Minnie travestita da principessa e Paperino vestito da re. C’è anche un livello finto-egizio con una musichetta finto-arabeggiante e ad un certo punto bisogna scalare un’altissima pianta di fagioli (proprio come qui). Bello ma…

World of Illusion (SEGA, 1992, Mega Drive) è sicuramente il miglior capitolo della saga. La grafica è pazzesca, sembra un cartone vero e poi si può giocare finalmente in 2, uno con Topolino e l’altro con Paperino ed è super divertente. Le animazioni dei personaggi sono curatissime e danno (relativamente ai limiti tecnici dell’epoca) l’impressione di un vero cartone animato. Non si salta più in testa ai nemici, e nemmeno gli si tirano blocchi di pietra, ma si stordiscono o trasformano con un mantello magico, sì, perché qui Topolino e Paolino Paperino sono due illusionisti, e quindi quel mantello è quel tipo di mantello che usano quel tipo di illusionisti. C’è un bellissimo livello dove si vola su un tappeto magico tra le nuvole e sembra proprio di stare tra delle meravigliose nuvole a 16-bit; e un altro dove siamo in una miniera oscura e uno subacqueo, dove si nuota in una grande bolla di ossigeno e ci sono dei pesci-tigre. Poi c’è il mondo dei dolci – classico della serie – dove dovremo sconfiggere anche Maga Magò e poi il Cappellaio Matto (e altri personaggi dei film Disney). C’è il quadro dove noi siamo piccoli e tutti gli oggetti sono grossi, che come cosa mi piace sempre, e addirittura (in tema con questa puntata) un livello tutto natalizio che ci vede arrampicarci su un agghindatissimo albero di Natale sconfiggendo giocattoli malintenzionati, trasformandoli con la magia del nostro mantello in farfalle graziose. Giocate questo se siete in 2 e avete bevuto troppo spumante. Ah, il boss finale è un Gambadilegno gigantesco e le musiche sono sempre ottime.

World of Illusion, starring Mickey Mouse and Donald Duck. Livello con le bolle natatorie.
World of Illusion, starring Mickey Mouse and Donald Duck. Livello con le bolle natatorie.

L’ultimo della saga, Legend of Illusion (SEGA, 1995, Game Gear), è nuovamente in 8-bit, le meccaniche sono le stesse del secondo episodio, però è ambientato in una specie di medioevo, Topolino ha un berretto alla Robin Hood con la piuma rossa e oltre ai soliti blocchi può lanciare quelli che sembrano essere sassolini.

Sulla sponda Nintendo mi sento di citare Magical Quest starring Mickey Mouse (Capcom, 1992, SNES), sempre un platform, non troppo differente dalla saga di poco fa, sia per meccaniche che per ambientazioni e in generale. Qui però il topastro ha l’abilità di cambiare costume – e poteri – come un vero e proprio trasformista (con tanto di cabina tendata), si può travestire da sultano magico (per lanciare le magie), da pompiere (per fare il pompiere) e da scalatore svizzero dell’Ottocento (che permette di usare il rampino).

Un’altro bellissimo con Topolino è Mickey Mania: The Timeless Adventures of Mickey Mouse (Traveller’s Tales, 1994): i livelli sono ambientati negli scenari dei cartoni animati più famosi del roditore in calzoncini, ognuno con il suo stile grafico particolare e ambientato in un particolare anno. Dal primo livello “Steamboat Wille, 1928” in bianco e nero, a “Topolino e lo scienziato pazzo, 1933” e poi “Topolino e i fantasmi, 1937”, “Topolino e il fagiolo magico, 1947” e “Il Principe e il Povero, 1990”. Come potete constatare si tratta di un’avventura veramente timeless. La versione più completa è quella per Playstation, del 1996 ha un mini-livello bonus in più, tratto da Fanfara, 1935.

Ora, visto che i videogames su licenza Disney sono tanti così, taglierò corto in maniera totalmente arbitraria tralasciando per forza delle cose, ok? Bene.

Altri platform belli che secondo me dovreste (ri-)giocare durante le festività:

Disney’s Hercules (Eurocom, 1997), ripercorre la storia del cartone, bello il livello di allenamento con Danny De Vito satiro, i bonus stage e la sfida con il centauro.

Stesso discorso per Il Re Leone (Westwood Studios – quelli di Command & Conquer -, 1994), anche se a me il facocero deficiente mi fa venire i nervi e pure il suricato e l’hakuna-matata, ma magari a voi piace pure il cartone, comunque il videogioco è bello veramente, e bella la versione per PC.

Anche Aladdin ha ovviamente una serie di videogiochi dedicata: i più belli sono Aladdin (Capcom, 1993, SNES), by sua maestà Shinji Mikami (il signor Resident Evil, per capirci), qui Aladdin tira le mele. Invece quello della Virgin Games (1993, Mega Drive) ha proprio la scimitarra (e anche le mele) e le animazioni sono mooolto più fluide, ho letto su Wikipedia che Shinji Mikami avrebbe scelto di comprare questo invece che quello fatto da lui… che persona meravigliosa.

Poi ce n’è pure un altro un classico platform in 3D dell’era della prima Playstation: Aladdin in Nasira’s Revenge (Argonaut Games, 2000) che forse è meno conosciuto ma sorprendentemente vario. Qui si usa Aladdin, sempre con scimitarra e mele, ma in dei pezzi di gioco pure Abu la scimmietta e la principessa Jasmine. Bella la slot-machine dei bonus fatta a forma di faccia di Genio.

Eccola
Eccola

Comunque a me Aladdin non è che mi facesse impazzire, ma per chi era (come me) in mega-fissa con i DuckTales non si sarà dimenticato il videogioco pazzesco, appunto: DuckTales (Capcom, 1990, NES). Qui nei ricchi panni di Zio Paperone esploreremo il mondo alla ricerca di tesori salterellando sul suo micidiale bastone a mo’ di pogo-stick. Ora faccio una piccola parentesi non Disney, e la sposto un po’ più a destra:

La meccanica del pogo-stick (ma con una pala) è stata recentemente ripresa da un bellissimo gioco (non Disney) che si chiama Shovel Knight (Yacht Club Games, 2014) e che vi consiglio a trecento all’ora, lo trovate su tutte le piattaforme a prezzi decenti e ne vale veramente la pena, io l’ho preso per Nintendo WiiU, con anche l’amiibo (che permette di fare delle figate in più), perché sono innamorato di questo gioco, e perché questo gioco è un piccolo capolavoro fatto proprio per chi ama i vecchi giochi belli.

Ma torniamo a Zio Paperone e all’avidissima esplorazione di misteriose rovine nella giungla amazzonica, un castello della Transylvania con degli scheletri papero col becco, le miniere africane, l’Himalaya e una base sulla Luna, con gli alieni. Lo scontro finale con Cuordipietra Famedoro portato in volo da Amelia trasformata in una specie di corvo è molto emozionante. Nel 2013 è uscito un remake fatto molto bene (tutto in 3D ovviamente). Non me ne vogliano i cultisti se consiglio di giocare questo nuovo piuttosto che l’originale, c’è pure un livello iniziale bellissimo con la Banda Bassotti che assedia il deposito.

Il livello in Transylvania con i paperi scheletro col becco e le zampe non scheletriche, sullo sfondo grandi lapidi monolitiche di ossidiana.
Il livello in Transylvania con i paperi scheletro col becco e le zampe non scheletriche,
sullo sfondo grandi lapidi monolitiche di ossidiana.

A proposito di Mikami, parlando proprio oggi con senpai Vincenzo Filosa, mi fa:

  • Eh, che fai non ce lo metti Goof Troop?

  • Eeh… dici?

  • Ma Goof Troop è troppo fondamentale!

  • Eeh, mi sa che hai ragione senpai, devo mettercelo per forza, solo che ho paura che venga troppo lungo.

  • Ma che lungo?! Shinji Mikami! Il rampino! È fondamentale!

Goof Troop (Capcom, 1993, SNES) è il primo gioco tutto creato dall’incommensurabile genio di Shinji Mikami, prima che si dedicasse al genere survival-horror, canonizzandolo creando saghe che sono entrate nel cuore di tutti noi, terrorizzandolo: Resident Evil, Dino Crisis, Onimusha, roba che solo a nominarla le Playstation si accendono. Goof Troop è tratto dalla serie animata che qui si chiama “Ecco Pippo!”: non è un platform, ma una specie di puzzle-game con visuale dall’alto, per 1 o 2 giocatori: Pippo e il figlio Max. A colpi di rampino e tirando casse, pietre e barili dobbiamo liberare il nostro vicino di casa Pietro (Gambadilegno) e suo figlio P.J. dalle grinfie dei pirati che li hanno rapiti (in buona fede), scambiando Pietro per il loro capitano, e ci credo, sono uguali. A parte la trama basata sugli equivoci il gioco è bello, in diverse occasioni il rampino è fondamentale per oltrepassare i burroni dell’isola dei pirati, c’è un boss che sputa fuoco, due scheletri cornuti, due millepiedi enormi e alla fine il capitano vero (il sosia di Pietro) che non si fa problemi a sparare su un padre goffo e sul suo figlio tredicenne. Quando il gioco finisce c’è una specie di filmatino che ti svela i nomi di tutti i tipi di pirata.

Pippo e Max mentre schivano una cannonata, ma goffamente. Sullo sfondo Pietro Gambadilegno si gode i privilegi di essere stato scambiato per il capitano dei pirati.
Pippo e Max mentre schivano una cannonata, ma goffamente. Sullo sfondo Pietro Gambadilegno si gode i privilegi di essere stato scambiato per il capitano dei pirati.

 

Un livello di Goof Troop con tre pirati “Rob”.
Un livello di Goof Troop con tre pirati “Rob”.

E Paperino? Allora, per me ci sono tre giochi fondamentali con Paperino protagonista:

The Lucky Dime Caper starring Donald Duck (SEGA, 1991, SMS), ennesimo platform 2D a scorrimento. Amelia ha mandato 3 corvi (uno polare, uno hawaiano e uno egizio) a rubare le monete portafortuna che Zio Paperone ha regalato a Qui, Quo e Qua, Paperino la piglia male e parte in aereo per sistemare la faccenda, si porta dietro solo un enorme martello ligneo. Questo a 9 anni lo finivo bendato senza mani, adesso muoio al primo boss (un orso con un alveare per cappello), che amarezza. Il seguito di questo è Deep Duck Trouble, del 1993, che nonostante la totale mancanza di martello (qui Paperino dà dei calci fortissimi) è ancora più bello.

Se vi piace Paperino e vi piace anche Indiana Jones allora dovete mollare lo schiaccianoci e correre a provare QuackShot (SEGA, 1991, Mega Drive) che è la perfetta fusione dei due personaggi. Qui Paperino ha con sé una pistola speciale che spara ventose tipo sturacessi, con funzioni e poteri diversi a seconda del colore, ad esempio quelle rosse rimangono appiccicate per qualche secondo alle pareti e ci permettono di raggiungere punti del quadro altrimenti inaccessibile, ma la pistola può sparare anche pop-corn a mo’ di shotgun o bubble-gum (purtroppo niente fruste). Ma invece ci sono un sacco di ambientazioni avventurosissime, dai ghiacciai deserti con l’aereo che sorvola la mappa come nei film di Indy. Nel gioco sono sparsi dei peperoncini, quando il contatore di piccantezza raggiunge il livello 5 Paperino comincia a correre all’impazzata travolgendo tutto e tutti invulnerabilmente.

Ah, il boss finale è un cavaliere medievale papero vecchissimo.

Pure il titolo sulla copertina ha lo stesso font di Indiana Jones.
Pure il titolo sulla copertina ha lo stesso font di Indiana Jones.

Se invece vi piace Paperino e la roba strana, ecco Maui Mallard (SEGA, 1995). Qui il protagonista non è propriamente Paperino, ma appunto Maui Mallard, un personaggio che Paperino interpreta? Un alter-ego? Boh, non ho mai capito, vabbè comunque questo Maui è un detective in missione su una misteriosa isola vulcanica. Della trama non si capisce niente ma ad un certo punto acquisiamo il potere di trasformarci in una specie di eroe ninja bendato armato di bastone ninja e mosse ninja velocissime. Il gioco è questo, non so spiegarvi perché ma è bello (e strano).

Questa è la cartuccia per SNES tenuta così-così.
Questa è la cartuccia per SNES tenuta così-così.

Ultimo gioco del marinaretto pennuto è Paperino: Operazione Papero (Ubisoft, 2000), realizzato come omaggio a Carl Barks (morto lo stesso anno, qui un bellissimo documentario, e anche qui). Ve lo racconto in due parole: Crash Bandicoot con Paperino al posto di Crash e delle stelline al posto dei frutti wumpa (quelle che tutti hanno sempre chiamato mele). Bello, se preferite i paperi ai bandicoot. Vi consiglio la versione per PS2.

Daisy è Paperina.
Daisy è Paperina.

Se siete pazzi e siete fan di quei bastardi di Cip & Ciop dovete vedere i due capitoli tratti dalla serie animata Cip & Ciop Agenti Speciali per NES, vi lascio il link per provare QUI il primo e QUI il secondo (che graficamente è fichissimo). Ah, se si gioca in due ci si può lanciare a vicenda.

Sempre con i due odiosi roditori c’è un videogioco di kart racing (stile Mario Kart) Walt Disney World Quest: Magical Racing Tour (Crystal Dynamics, 2000). Se il vostro sogno è sempre stato sfrecciare in go-kart tra le attrazioni del Walt Disney World Resort in Florida, Lake Buena Vista, Florida, U.S.A. Questo gioco è perfetto, con musiche originali delle attrazioni e tutto il resto… purtroppo il motore grafico potrebbe compromettere un pochino la magia. Si può correre sia con Cip che con Ciop e sbloccare il Grillo Parlante di Pinocchio e altri personaggi mai sentiti nominare, tipo una specie di Robopap che però non è lui.

Sull’orrore di Toontown Online, il progetto/incubo MMO di Disney Interactive vorrei sorvolare, comunque ha chiuso nel 2013, dopo dieci anni, se siete interessati andate a vedere > qui.

Lo so che a questo punto dovrei parlare almeno di Epic Mickey 1 e 2 (se li trovate a poco prendeteveli eh) e di tutti i Kingdom Hearts, ma ci vogliono cento milioni di parole, viene troppo lungo e vi rompete. Magari il prossimo Natale, se vi piace l’idea. E poi oh, ma di Kingdom Hearts magari vi parlerò un’altra volta, magari quando esce il 3 (speriamo presto).

Intanto auguri eh, mangiate i datteri e salutate la zia, vado a comprare dei pigiami normali da regalare ai figli dei miei amici.

cattaneo natale
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E adesso i regali veri:

Castle of Illusion starring Mickey Mouse (Mega Drive) e quello per Game Gear.

Land of Illusion starring Mickey Mouse (Sega Master System),

World of Illusion starring Mickey Mouse & Donald Duck (Mega Drive),

Legend of Illusion starring Mickey Mouse (Game Gear),

Magical Quest starring Mickey Mouse (SNES),

Disney’s Hercules non lo trovo, ma cercandolo ho trovato questo falso, voi sapete mica che gioco è? Mi ha subito appassionato.

Il Re Leone (Mega Drive),

Aladdin della Virgin, con la scimitarra (Mega Drive) e della Capcom, senza spada (SNES), decidete voi qual è il migliore, poi ditemelo.

Duck Tales, quello originale (NES),

Goof Troop (SNES).

Quelli con Paperino: Lucky Dime Caper starring Donald Duck (SMS), il suo seguito Deep Duck Trouble (SMS), QuackShot (Mega Drive), Maui Mallard (SNES) e Paperino: Operazione Papero (PS1) questo a me scatta, magari a voi col computerino appena regalato vi va liscio-liscio.

Walt Disney World Quest: Magical Racing Tour, ma per Game Boy Color, in una versione totalmente diversa da quella di cui vi ho parlato.

Mickey Mania: The Timeless Adventures of Mickey Mouse (versione Mega Drive): QUI

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