Sunday Page: AkaB

Ogni settimana su Sunday Page un autore o un critico ci spiega una tavola a cui è particolarmente legato o che lo ha colpito per motivi tecnici, artistici o emotivi. Le coversazioni possono divagare nelle acque aperte del fumetto, ma parte tutto dalla stessa domanda: «Se ora ti chiedessi di indicare una pagina che ami di un fumetto, quale sceglieresti e perché?».

Questa domenica tocca ad AkaB, al secolo Gabriele Di Benedetto, uno dei fondatori dello Shok Studio, artista e autore di Pop! Vite ascensionali, Le 5 Fasi, Monarch, Defragment e La città danzante, fumetto che gioca con le architetture decostruttiviste di Frank Gehry. La sua opera più recente, in coppia con Squaz, è La soffitta (Passenger Press).

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Accecato dalla neve è una delle storie partorite durante il mese dell’assistente editor. Come mai l’hai scelta?

John Byrne, in ritardo con le consegne, se ne esce con una idea punk che potrebbe benissimo essere una storia di Maicol & Mirco. Tipo quella di Gino la crepa. Per il resto i freak degli Alpha Flight sono stati il mio gruppo di supereroi preferito.

Perché?

Gli Alpha erano la serie b. La retroguardia. Un gruppo così poco importante da potergli fare di tutto. C’è il gay fighetto, la sorella ninfomane e schizofrenica, il bigfoot cornuto, la submariner mostro e psicopatica, il leader che muore nei primi numeri e lascia tutto in mano alla moglie sfigata, il nano dignitoso con l’orecchio a cavolfiore, la frigida principessa di Frozen, lo sciamano con la sacca che se ci guardi dentro ci rimani sotto a vita e persino un Iron Man tronco umano e ginger di nome Box.

Qualcuno l’ha presa come una sperimentazione seria paragonandolo ai bianchi di Malevich.

Mi piace vederla come una magnifica cialtronata. In quei anni il canadese era dappertutto come un dio visibile, sono certo ne abbia approfittato per riposarsi il settimo giorno.

Tra le varie pagine bianche hai preso questa per un motivo?

Tra quelle bianche è quella più vuota. Anche la gabbia non ha nessun movimento. Oltre a questo, il 13 è il numero degli apostoli più Cristo.

Altro?

Non è che c’è molto da dire. È un bianco accecante, un lampo di genio. Quindi più che spendere altre parole mi è venuto questo sgangherato omaggio.

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