I 5 migliori fumetti pubblicati a dicembre 2016

Il 2016 è volto al termine e, nonostante le cartucce migliori fossero già state sparate nei mesi precedenti, di fatto a dicembre gli editori italiani hanno distribuito in fumetteria e libreria ancora altri volumi presentati in anteprima durante la scorsa edizione di Lucca Comics and Games (ebbene sì, ce n’erano ancora diversi altri dopo quelli usciti in novembre).

Dopo la massiccia proposta di uscite del mese precedente, dicembre è stato sì un mese tranquillo – adatto a rimettersi in pari con le letture arretrate grazie ai tanti giorni di festa e ai numerosi ponti – ma nel quale si è visto diverso materiale interessante, tra il quale abbiamo scelto un classico francese immortale, una piacevole sorpresa americana, due conferme giapponesi che ci entusiasmano da tempo e un autore disneyano ormai all’altezza dei più grandi della scuola italiana.

Lucky Luke – La Terra Promessadi Jul e Achdé (Nona Arte)

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Il settimo albo di Lucky Luke “d’après Morris”, ovvero realizzato dopo la scomparsa del suo autore, racconta il viaggio del cowboy per scortare una famiglia di ebrei appena arrivata negli Stati Uniti fino alla loro “terra promessa”, una cittadina del far west. È la prima volta che compaiono degli ebrei nelle avventure di Lucky Luke, e lo sceneggiatore Jul ne approfitta per costruire una storia che parla di integrazione tra culture diverse in odore di umorismo yiddish.
La vicenda riprende la struttura di alcune delle migliori sceneggiature di Goscinny, così come i disegni di Achdé sono molto fedeli al tratto di Morris. È l’ulteriore dimostrazione della vitalità del personaggio anche dopo la scomparsa dei suoi autori più illustri: in mano ad autori che lo rispettano e che hanno qualcosa da dire è ancora in grado di raccontare ottime storie.

QUI la nostra recensione.

Topolino e l’elettromistero di Natalimburgo, di Casty (su Topolino n. 3187, Panini Comics)

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Ormai ogni nuova storia di Casty pubblicata su Topolino rappresenta un piccolo evento, sia per gli appassionati del settimanale che per quelli che lo acquistano saltuariamente. In questo caso, bisogna innanzitutto non farsi respingere dal tema natalizio (cosa non facile). Certo, il classico finale allegro e festoso c’è, ma ci sono anche tutti gli elementi che hanno reso imperdibili le avventure dell’autore.

Una strana città (nel gelido nord di Topolinia), un mistero misterioso, un vero cattivone, un po’ di fantascienza e un’ampia dose di fantastico, per una delle storie di Topolino (in compagnia di Eta Beta, come da tradizione scarpiana) più avvincenti e divertenti lette nel corso del 2016.

Soil n. 11, di Atsushi Kaneko (Panini Comics)

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L’atteso volume finale di una delle migliori serie giapponesi pubblicate in Italia negli ultimi anni (tanto da essere stata citata da noi tra le migliori serie dell’anno sia nel 2014 che nel 2015). Tutti gli enigmi vengono sciolti, non pensate neanche lontanamente a un epilogo alla Lost! Mentre i ragazzi della cittadina misteriosa ricreano quello che successe la notte del black out, quando tutto è cominciato, un lungo flashback ci porta indietro di parecchi anni e la professoressa Kosaka si rivela un tassello fondamentale del puzzle. Nel frattempo, il sergente Yokoi comunica con Onoda da un’altra dimensione.

Il sensei Kaneko – QUI da noi intervistato in occasione dello scorso Napoli Comicon – non delude e mantiene altissimi i livelli di ritmo e tensione.

Anamorphosis, di Shintaro Kago (Hikari)

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Anamorphosis segna una evoluzione nella ricerca stilistica e narrativa di Shintaro Kago. Dopo le le esperienze di Fraction e di vari altri racconti, nei quali l’autore giapponese puntava le sue attenzioni sulla sperimentazione metanarrativa, in Anamorphosis la ricerca si coniuga a una più efficace espressività e articolazione della trama.

Kago ama la satira spinta del mondo contemporaneo e fa una allegoria del mondo dell’intrattenimento e dei reality, inserita in una trama tinta di giallo e mistico. Disegni asciutti ed espliciti contribuiscono a rendere il suo lavoro una lettura fluida e intensa, frutto di uno degli autori più ispirati e controcorrente del panorama nipponico.

Harrow County vol. 2, di Cullen Bunn e Tyler Crook (ReNoir)

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Nel suo modo di svolgersi, Harrow County è un horror decisamente classico, ma in grado di nascondere qualcosa di più complesso, che già nel secondo volume comincia a esplicarsi. La serie è una sorta di romanzo di formazione di una piccola strega, mostrato in un’ottica lontana dalla dialettica tra paganesimo e cristianesimo, ma lontana da altre esperienze del genere, come il film The Witch.

Dopo che nel primo volume era stata raccontata la storia della singolare popolazione di Harrow County e della giovane Emmy, i poteri della ragazza iniziano a manifestarsi aprendo prospettive agli sviluppi del racconto, sempre segnato da tinte soft horror. Scritto da Cullen Bunn (The Sixth Gun), Harrow County si avvale dei disegni pittorici di Tyler Crook (B.P.R.D.).