Rubriche #tavolidadisegno Nello studio di Roberto Ricci

Nello studio di Roberto Ricci

Siamo entrati nello studio del fumettista Roberto Ricci, di recente premiato all’International Manga Award 2016 insieme a Laura Iorio, e Marco Cosimo D’amico per il loro Le Coeur du l’ombre (di prossima pubblicazione anche in Italia per Tunuè).

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A che progetti stai lavorando attualmente?

In questo momento lavoro ai colori delle ultime pagine di Urban volume 4, una serie scritta da Luc Brunschwig e pubblicata in Francia dalle edizioni Futuropolis. Dovrei consegnare l’intero libro a Marzo prossimo, perciò sono in pieno “bouclage” come direbbero i francesi (che tradotto sarebbe “Addio mondo, ci si rivede dopo la consegna… se sarò ancora vivo !”)

Fumetto a parte, da qualche mese collaboro con un’associazione culturale che ha sede nella città in cui vivo attualmente. L’associazione si chiama “Acme-Grosseto” e si occuperà di realizzare workshop ed eventi ludici. Io, insieme ad altri amici appassionati d’arte, gestirò la parte dedicata ai workshop invitando fumettisti e illustratori sia italiani che stranieri. Il primo evento si terrà a fine gennaio e ne abbiamo altri 4 in previsione. Per i più curiosi c’è un sito dedicato.

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Quali sono gli strumenti che usi per disegnare?

Mi piace sperimentare, quindi ho usato e uso, strumenti sempre diversi. Per la mia prima serie a fumetti ho preferito una tecnica tradizionale al 100% , disegno a matita (su fogli Scheller lisci), inchiostrazione a pennello (Winsor e Newton) con china (Ferrario) e colorazione ad Ecoline. Per la seconda serie, invece, ho voluto sperimentare una tecnica completamente pittorica eliminando l’inchiostrazione e usando la gouache. Sulla mia serie attuale ho cambiato ancora, (a partire dalla carta, dai fogli Arches sono passato ai Canson) disegno a matita, inchiostrazione e mezza tinta ad inchiostro di china e colori in digitale. So già che per il prossimo fumetto cambierò di nuovo tecnica.

Quando lavoro ad illustrazioni su commissione, pezzi per gallerie o esposizioni, mi piace portare avanti per lo più le tecniche pittoriche. Fino ad ora le ho sperimentate tutte, fatta eccezione per l’olio che comunque è il prossimo nella lista.

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Hai qualche abitudine prima di metterti a disegnare?

Da qualche tempo io e la mia compagna usciamo a far colazione fuori. Abbiamo cominciato a farlo qualche mese dopo l’ultimo trasloco. Uscivamo soprattutto le mattine d’estate, facevamo una bella passeggiata nel parco vicino casa e poi colazione. E’ un momento di relax, parliamo, ridiamo e ci carichiamo per affrontare al meglio una luuuuuunga giornata di lavoro. A volte è l’unico momento che abbiamo per socializzare e vedere altre persone. Questa breve parentesi di quiete mattutina è molto rigenerante, ma anche parecchio calorica!

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Ci sono libri o fumetti che devono essere a portata di mano mentre disegni?

Prima di mettermi a lavoro (su una pagina a fumetti) è importantissimo per me « respirare » il fumetto dai disegnatori che ammiro.

Nella fase dello storyboard Boucq mi ispira tantissimo, soprattutto quando devo realizzare scene particolarmente complesse e ricche di elementi prospettici. Se invece devo concentrarmi in particolare sulla narrazione, autori come McCloud e Mazzucchelli sono fondamentali, mi ricordano quanto può essere potente il linguaggio del fumetto e quanto è importante cercare di seguirne i codici in modo pieno e giusto. Quando comincio a definire il disegno, invece, i libri di nudo mi sono sempre di grande aiuto.

Infine per il colore, testi (sacri) come quelli di Gurney e i vari artbook dei lungomentraggi Pixar o Dreamwork , sono assolutamente indispensabili. Osservare e rielaborare sono due concetti importantissimi per quel che mi riguarda.

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Nello studio tieni un oggetto a cui sei particolarmente affezionato?

Appesa alla parete dietro il monitor del mio compurter c’è una stampa (autografata) tratta dal Frankenstein di Bernie Wrightson. Mi ha seguito nei vari traslochi e avrà sempre un posto di rilievo nel mio studio. Wrightson è stato uno degli artisti che per primi (insieme a Moebius) ha forgiato il mio immaginario e per questo avrà sempre un posto speciale nel mio personale Olimpo degli Dei del fumetto e dell’illustrazione.

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