Le migliori storie di “Ridi Topolino” scelte da Sio e Faraci

A marzo Disney pubblicherà un numero speciale che raccoglierà le migliori storie apparse sulla collana Ridi Topolino selezionate da Sio con la partecipazione di Tito Faraci. L’autore di Scottecs Megazine, dal 2015 al lavoro anche sui personaggi Disney, ha da sempre espresso il proprio entusiasmo per questa collana dalla breve vita editoriale, che proprio quest’anno compie 20 anni. In un’intervista a Fumettologica raccontava:

«Ridi Topolino, la migliore rivista Disney mai esistita. Solo rubriche superdemenziali e umorismo nonsense che mi ha cambiato la vita. Ho voluto rendere omaggio a Ridi Topolino per quanto riguarda l’anima delle varie rubriche di Scottecs Megazine. Se non l’avete mai letta, procuratevene almeno un numero».

ridi topolino
La copertina del primo numero di “Ridi Topolino”

In questo numero speciale, intitolato semplicemente Ridi Topolino, saranno comprese anche alcune storie originali mai ripubblicate scritte da Tito Faraci e disegnate da Giuseppe Ferrario per Ridi Topolino, tra cui la parodia di Pikappa Nevroniani, Manetta contro l’uomo lupo e L’orrenda invasione.

Ridi Topolino venne pubblicata dal 1997 al 1999 per un totale di 13 numeri. Era curata da Tito Faraci e Massimo Marconi e presentava rubriche e fumetti particolarmente ironici e per lo più brevi, proponendo, a fianco di alcuni inediti e ristampe italiane, diverse storie di produzione statunitense e sudamericana.

In un’intervista a Papersera Faraci ricordava così la testata:

«Ridi Topolino è stata un’ottima testata, che forse non aveva un suo spazio editoriale, scritta quasi interamente da me e da Massimo Marconi, riusciva a prendere in giro tutti gli stilemi classici delle storie Disney. Credo che oggi ci sarebbe l’opportuno spazio editoriale per tentare di rilanciarla, tra l’altro mi si dice che la collezione completa non è di facile reperibilità, specialmente per i numeri con le parodie Disney. C’era la possibilità di modificare l’andamento delle storie con la possibilità di far esplorare ai personaggi delle “zone d’ombra” delle loro personalità ancora poco conosciute».