Recensioni Top 5 I 5 migliori fumetti pubblicati a febbraio 2017

I 5 migliori fumetti pubblicati a febbraio 2017

Dopo l’abbuffata natalizia e di conseguenza un gennaio non proprio scoppiettante di novità, a febbraio le case editrici hanno cominciato a rimpolpare il volume delle uscite. Tra le varie proposte, quindi, non è di certo mancata la qualità. Nella nostra selezione dei migliori fumetti pubblicati lo scorso mese sono infatti finiti alcuni volumi che siamo certi se la batteranno per entrare nelle classifiche di fine anno.

Le nostre scelte sono abbastanza variegate e comprendono un fumetto francese, con il ritorno della saga di uno dei più apprezzati autori sulla piazza, il primo volume di una nuova serie di uno dei maestri contemporanei del manga, un fumetto indie americano, un classico del fumetto di supereroi che mancava da troppi anni sugli scaffali delle librerie e una raccolta di racconti del padre del gekiga. Insomma, stavolta ce n’è davvero per tutti i gusti.

Gus vol. 4, di Christophe Blain (Bao Publishing)

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Torna l’epopea western di Christophe Blain, a 8 anni dal terzo volume. Per fortuna però qui in Italia abbiamo potuto leggerla per intero nel giro di poco tempo, dato che Bao Publishing ha pubblicato tutti i volumi in un paio d’anni, facendo uscire quest’ultimo quasi in contemporanea con l’edizione francese. Come da sottotitolo, questo quarto capitolo è quasi interamente dedicato a Clem, inguaribile svaligiatore di banche che si divide tra casa e lavoro. Vestito da “bel bandito” – cioè con tuba, mascherina nera e mantello –, si guadagna da vivere scassinando le casseforti di tutte le banche che riesce ad assaltare.

Con un ritmo frenetico, questo nuovo capitolo della saga si presenta, diversamente dai precedenti, come una lunga storia unica in cui gli avvenimenti si susseguono a rotta di collo. I toni, seppure giocosi e pieni della surreale comicità a cui Blain ci ha abituato, si fanno un po’ più cupi. Così anche i disegni, per i quali l’autore adotta uno stile sempre caricaturale ma meno estremo, in cui abbondano ombre, silhouette e colori scuri. A tratti claustrofobica, a volte ariosa, la narrazione è un vortice di eventi che mostra il talento di Blain, con uno storytelling che lavora spesso per sottrazione, tendendo a suggerire senza dire invece che a scendere nei particolari. Un’altra grande prova per un autore ormai di culto.

Le lacrime della bestia, di Yoshihiro Tatsumi (Coconino Press)

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Con Le lacrime della bestia, Coconino Press continua a pubblicare i racconti che hanno creato il mito di Yoshihiro Tatsumi, tra i padri del gekiga. Il volume raccoglie sette storie pubblicate tra i primi anni Settanta e gli anni Novanta, che mostrano l’evoluzione dello stile di Tatsumi e la sua strenue fedeltà ai valori di realismo del gekiga.

Tatsumi ritrae vite offese, uomini ignavi e in preda a ossessioni, sondando così la debolezza umana. Una poetica della marginalità la sua, nonché un lucido osservatorio della società giapponese dal Dopoguerra sino all’esplosione economica degli anni Ottanta. In questo volume sono raccolte alcune delle esperienze più efficaci del lavoro dell’autore scomparso nel 2015, su tutti il crudo e tragico racconto Goodbye.

Dead Dead Demon’s Dededededestruction n. 1, di Inio Asano (Panini Comics)

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Chi ci segue da tempo, sa che nutriamo una grande stima per l’opera di Inio Asano e in particolare per Buonanotte Punpun, da noi inserita anche tra le migliori serie pubblicate in Italia nel 2014. Negli ultimi mesi, dunque, abbiamo aspettato con trepidazione l’arrivo in Italia anche di questo nuovo suo manga dal nome particolarmente ostico e dalle premesse tipicamente alla Asano. La serie infatti racconta le vicende quotidiane di due ragazzine in una Tokyo sovrastata da una nave spaziale aliena.

E il primo volume non ci ha deluso, tra i disegni stratosferici di Asano, la sua meticolosità nel tratteggiare figure piacevolmente banali e un pizzico di fantascienza a creare un forte contrasto con le vicende raccontate. Senza rinunciare a ben congegnati inserti post-moderni che amalgamino il tutto. Le premesse per un manga all’altezza di Solanin What a Wonderful World! ci sono tutte.

E così conoscerai l’universo e gli dei, di Jesse Jacobs (Eris Edizioni)

Il secondo libro arrivato in Italia del canadese Jesse Jacobs è in realtà il primo da lui realizzato. Si tratta di un viaggio nello spazio che mostra una interpretazione del mito della genesi. Tra colori sgargianti e geometrie in continuo movimento e in costante rivoluzione, l’interpretazione di Jacobs della creazione dell’Universo vede un pantheon divino di buffi esseri esercitarsi nella manipolazione di elementi chimici per puro divertimento, generando pianeti, piante e creature.

Con lo spirito già mostrato in Safari Honeymoon, Jacobs è abile nell’affrontare tematiche complesse con spirito divertito e metafore leggere. Il rapporto dell’umanità con la natura, e dell’uomo con la donna, sono centrali nella ricerca dell’autore. Il suo gusto pop e ricercato è tra i più influenti nel panorama dell’attuale fumetto indie nordamericano e lo pone al fianco di autori come Michael DeForge.

QUI un’anteprima del libro e QUI una intervista nel suo studio.

Animal Man vol. 1, di Grant Morrison, Chas Truog e Tom Grummett (RW Lion)

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A fine anni Ottanta, la Vertigo ancora non esisteva, ma c’era un gruppo di testate supereroiche affidate a sceneggiatori inglesi che già presentavano tematiche più adulte rispetto alle classiche storie avventurose di Batman, Superman e compagni. Nel 1987 si concluse il ciclo di Alan Moore su Swamp Thing, per esempio, mentre nel 1989 esordì il Sandman di Neil Gaiman. Nel mezzo, nel 1988, DC Comics affidò a un giovane Grant Morrison un personaggio minore del proprio pantheon, Animal Man, in un gioco a zero rischi: se lo sceneggiatore scozzese avesse fallito, nessuno lo avrebbe notato; se avesse fatto un ottimo lavoro, invece, tanto di guadagnato.

Per il piacere di tutti, l’esito fu positivo. Morrison introdusse nella serie tematiche ambientalistiche – il personaggio ha il superpotere di mimare le capacità naturali degli animali – trattate con toni quasi surreali, fino ad accentuate derive metafumettistiche (con l’inserimento dello stesso autore nelle storie). Animal Man divenne così una serie fondamentale, che lanciò in modo definitivo la carriera di Morrison, ma che mancava in Italia da molto tempo (per l’esattezza dall’edizione in volumi di Magic Press del 2002-2003).

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