Recensioni Novità La nuova serie a fumetti di Iron Fist

La nuova serie a fumetti di Iron Fist

Tutti i mercoledì negli Stati Uniti vengono pubblicate decine di albi a fumetti. Ogni Maledetta Settimana è la rubrica che tutti i venerdì, come un osservatorio permanente, racconta uno (o più) di questi comic book.

iron fist

In contemporanea all’arrivo della sua serie su Netflix, la Marvel ha lanciato la nuova testata di Iron Fist, a firma di Ed Brisson e Mike Perkins con i colori di Andy Troy. Il primo è un letterista passato alla sceneggiatura, ora piuttosto lanciato alla Casa delle Idee dopo una gavetta su storie crude e realistiche come quelle del fumetto di Sons of Anarchy e di Sheltered per Image. Il secondo è invece un disegnatore dal tratto molto realistico, noto per l’adattamento de L’ombra dello scorpione di Stephen King, che si appoggia spesso a riferimenti fotografici e finisce così per generare fumetti dove le figure sono magari anche plastiche, ma come fotografate in un gesto e pertanto un po’ inerti.

Perkins inoltre non dà del suo meglio negli sfondi, dove negli ultimi tempi si è affidato sempre di più al digitale, come dimostrano anche le prime pagine della nuova serie. D’altra parte il realismo con cui il disegnatore sa immortalare uno scontro tra corpi, un arto fratturato da una presa o un sbilanciato da un colpo, sembra appropriato alla serie – ammesso che, essendo piuttosto lento, riesca a tenere il ritmo.

iron fist

Brisson riprende le recenti vicende a solo del personaggio, ignorando quindi Power Man & Iron Fist dove Danny Rand è quasi una spalla comica di Luke Cage ed è snaturato rispetto alle sue più recenti incarnazioni. Iron Fist segue Iron Fist – The Living Weapon di Kaare Andrews, in cui K’un L’un era andata distrutta, e ci presenta un Danny Rand (per ora senza costume come su Netflix) incapace di riattivare il proprio mistico pugno. Cosa che in realtà è piuttosto in contraddizione con la serie di Andrews, dove la conclusione era invece positiva e non c’era traccia di effetti del genere.

iron fist 1 2017

Per Brisson la perdita del potere di Iron Fist è l’assunto necessario a gettare il personaggio in una cupa ricerca di se stesso, che passa per combattimenti di strada in cerca di avversari degni di lui. Gli sarebbe bastato telefonare per esempio a Shang-Chi o a Daredevil, ma Danny si vergogna della propria condizione e vuole uscirne da solo, tanto che mancano pure altri tradizionali comprimari. L’occasione di dimostrare quello che vale davvero arriva nel sud-est asiatico, dove viene avvicinato dal misterioso Choshin, che gli offre di accompagnarlo sull’isola di Liu Shi, in cui troverà altri maestri suoi pari contro cui confrontarsi in un torneo. Pur rimanendo sospettoso, Danny Rand accetta, del resto non è il suo primo torneo: fu per esempio memorabile quello delle 7 capitali del paradiso in The Immortal Iron Fist di Brubaker, Fraction e Aja, sia perché introduceva le altre armi immortali sia perché era ricco di intrighi. Se Brisson e Perkins sapranno rendere questo torneo qualcosa più di un’imitazione di Mortal Kombat rimane però tutto da vedere.

iron fist 1 2017

Danny Rand e i personaggi introdotti in Iron Fist – The The Living Weapon torneranno più avanti nel 2017 nella serie Iron Fists, al plurale perché la piccola Pei aveva manifestato nella conclusione di quella storia il potere del pugno d’acciaio. La serie sarà sceneggiata da Andrews, che però è impegnatissimo con Renato Jones, e dunque i disegni saranno di Afu Chan, artista proveniente dalla scena dei webcomic al suo primo incarico stabile in Marvel.

iron fists

Ancora non è chiaro se qualcuno prima o poi si degnerà di riprendere i grandi assenti del mondo di Iron Fist, ossia le altre armi immortali, che nonostante il lancio in una serie apprezzatissima si sono poi viste molto poco, quasi come se ogni autore che arriva su Iron Fist voglia fare tabula rasa e ripartire a modo suo.

BONUS: È ripartita dal numero uno X-O Manowar, con il protagonista Aric che ora si trova su un mondo alieno, deciso e non usare la propria armatura nonostante finisca forzatamente arruolato in una guerra barbara e brutale.

x-o manowar

Alla sceneggiatura Matt Kindt trova la giusta secchezza per il silenzioso personaggio e la violenza della storia, ma a rubare la scena sono le matite di Tomás Giorello, che aggiorna il suo gusto vicino a Buscema alla spettacolarità sci-fi di Opeña. Il risultato è impressionante e del tutto allineato al tono del racconto, sarà ben difficile per i disegnatori che lo seguiranno non farlo rimpiangere…

x-o manowar

BONUS 2: Si è concluso con il quinto numero il primo arco narrativo di Violent Love, la serie gangster della Image per i testi di Frank J. Barbiere e soprattutto per i disegni di Victor Santos, l’autore del webcomic Polar (in Italia Panini ne ha pubblicato il primo volume, gli altri chissà…).

violent love

Qui è meno scatenato, obbligato dal numero di pagine fisso a una gabbia più tradizionale, che ogni tanto comunque fa esplodere in notevoli sequenze e in immagini che fondono presente e ricordi con grande talento. Sebbene sia di certo lui la star della serie, Santos delude sul fronte del colore, che non ha l’antinaturalismo spinto ed eccessivo di Polar. Anche il suo tratto, un po’ alla Darwyn Cooke, sembra tirato via, come se il disegnatore non stesse davvero dando tutto sé stesso.

violent love

Barbiere da parte sua gli fornisce materiale adeguato, con la storia di una ragazza che assiste all’orribile morte del padre e lascia il college per il mondo della criminalità nell’America degli anni Settanta in cerca di vendetta. Il tutto è inserito in una cornice più vicina ai giorni nostri, che in questo finale scopriamo essere però ben più di una cornice…

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