Recensioni Novità Un pianeggiante percorso di montagna. "Misdirection" di Lucia Biagi

Un pianeggiante percorso di montagna. “Misdirection” di Lucia Biagi

Siamo nell’epoca del post. Un po’ nel senso spicciolo dei post sui social network, un po’ nel senso profondo del superamento di categorie antiquate: siamo post-moderni, post-coloniali, post-umani. L’ultimo concetto archiviato è quello di verità: nel nostro mondo iperconnesso e inondato di informazioni, persino il concetto di “verità” sembra in crisi. La post-verità, fallibile e provvisoria, sarebbe la nuova condizione delle nostre vite online? In un mondo del genere sembra sempre più facile perdersi.

Misdirection Lucia Biagi

Il titolo della nuova opera di Lucia Biagi, Misdirection, sembra riferirsi proprio a questo. L’autrice, già nota per Punto di fuga e per una bella guida (a fumetti) del Giappone, concentra l’attenzione sull’impatto che le nuove tecnologie possono avere su un problema antico: la condizione femminile e il rapporto tra libertà di scelta e conseguenze sociali. Ambientato in una località turistica di montagna, il graphic novel segue la breve vicenda di due amiche in vacanza, Federica e Noemi. La protagonista è Federica, una tredicenne timida e premurosa, in vacanza coi nonni e sempre un po’ restia a farsi trascinare dalla ben più vispa e trasgressiva Noemi. Dopo una sera in discoteca, però, Noemi scompare dopo aver lasciato il telefonino in albergo. La sua amica trascorre dunque la giornata a cercarla, scoprendo i retroscena di un paesino di montagna in cui Noemi era universalmente considerata la tipica ragazza facile e alla disperata ricerca di attenzioni.

Il seguito della storia lo lasciamo ai lettori interessati. D’altra parte non è la storia il vero punto centrale di Misdirection: durante una conversazione, un amico di Federica le parla di una tecnica usata da Alfred Hitchcock, che consiste nel far credere allo spettatore che un elemento sia importante per poi fargli scoprire che serviva solo a distrarlo dal vero oggetto del film. Nel fumetto di Biagi succede qualcosa di simile: abbiamo l’impressione di avere di fronte un thriller, una storia a tinte piuttosto fosche sul tema dei rapimenti e della violenza sui minori, ma ci ritroviamo alla fine con una sorta di placido viaggio tra i pregiudizi e le piccole meschinità del mondo. Anche la resa grafica dell’opera, con tavole giocate tutte su toni freddi e un tratto tondo e piuttosto regolare, esprime un senso di staticità che contribuisce a creare un’atmosfera quasi sospesa nel vuoto. Una scelta perfetta, se si considera che l’opera si fonda interamente sul contrasto tra l’atmosfera di montagna e la totale mancanza di picchi nell’evoluzione della storia.

misdirection lucia biagi

 

Senza rivelare troppo, il vero punto focale del graphic novel è lo scontro tra due visioni della vita completamente diverse, quella equilibrata e già piuttosto adulta di Federica, e quella avventurosa e leggermente scapestrata di Noemi, che al tempo stesso rivendica il diritto di esercitare una libertà di costumi malvista non solo dagli adulti del paese, ma anche e soprattutto dai suoi stessi coetanei.

A questo punto, dare un giudizio sulla storia di Lucia Biagi è piuttosto difficile. Non si tratta di un fumetto di piatto intrattenimento, né di uno sguardo disinteressato sul mondo dei giovani, ma di una storia in cui lo sguardo morale dell’autrice è evidente dalla prima all’ultima pagina. Proprio per questo mi pare ci siano due opzioni fondamentali nell’accogliere la storia, e che forse sceglierne una sarebbe non renderebbe giustizia all’equilibrio complessivo.

Da un lato Misdirection riesce bene a veicolare un messaggio: le ragazze sbagliano sempre. Nella sua semplicità, la storia vuole essere l’esempio di come la nostra società continui a far ricadere sul lato femminile il peso di tante scelte di coppia. La denuncia delle logiche di branco e del maschilismo imperante tra giovani e adulti, l’esibizione dei pericoli che i social network aprono per l’immagine personale e la rivendicazione del diritto delle ragazze di vivere libere dalla costante minaccia dello stigma sociale, si accompagnano alla figura della protagonista. Noemi al tempo stesso fa da veicolo di questi messaggi ed esprime una più generale (o generica) saggezza pratica, un comportamento al tempo stesso critico nei confronti dei problemi della società ma consapevole che con quei problemi bisogna in qualche modo fare i conti.

misdirection lucia biagi

L’alternativa a questa lettura è meno conciliante. Se quanto detto sembra essere l’obiettivo dell’autrice, non sempre si riesce a evitare l’impressione di avere davanti un discorso moralista. Una rappresentazione semplificata delle dinamiche sociali in cui la condizione femminile viene rappresentata sostanzialmente sulla base di due stereotipi. La contrapposizione tra la ragazza timida e “brava” e la ragazza disinibita e “cattiva” appare a tratti facile, soprattutto quando è amplificata da alcuni cliché: Federica è di buona famiglia, è gentile, ama l’arte, è premurosa, obbedisce ai genitori; Noemi è di bassa estrazione sociale, tratta male la madre, non si cura delle attenzioni dell’amica. Anche per questo, forse, alla fine l’impressione è che si dia una scelta tra i due comportamenti, il secondo dei quali assume per certi versi dei tratti quasi caricaturali. La sintesi del narratore sceglie certo dei simboli ‘emblematici’, ma qui non arriva a fonderli in un mix originale.

Nonostante questa fragilità Misdirection non cade nel bozzettismo e riesce a fare riflettere. La tonalità emotiva di Lucia Biagi è nitida e il contenuto è presentato con eleganza. In linea con la placidità della storia, anche la parabola morale che essa contiene risuona tiepida. Non so se questo fosse l’obiettivo dell’autrice, ma il risultato è senz’altro singolare.

Misdirection
di Lucia Biagi

Eris Edizioni, 2017
212 pagine, € 17,00

Seguici sui social

50,467FansMi piace
1,588FollowerSegui
2,645FollowerSegui
18,055FollowerSegui

Ultimi articoli

coconino Logo

Coconino ricorda il co-fondatore Carlo Barbieri a 10 anni dalla scomparsa

La sera del 23 luglio 2009, a Bologna, moriva all’improvviso a 64 anni Carlo Barbieri, editore e co-fondatore della Coconino Press. A...
marvel john byrne x-men

Chris Claremont ospite a Lucca Comics 2019

Lo scrittore e fumettista britannico Chris Claremont sarà ospite di Lucca Comics & Games 2019 in collaborazione con Panini Comics.
chrononauts futureshock millar netflix

Il primo fumetto di Netflix in binge-reading

"Chrononauts: Futureshock", scritto da Mark Millar e disegnato da Eric Canete, sarà il primo fumetto di Netflix proposto in "binge-reading".