Macanudo, l’universo lunare e bizzarro di Liniers

Liniers (all’anagrafe Ricardo Liners Siri) si è imposto da anni all’attenzione della critica mondiale come uno dei più originali esponenti del fumetto sudamericano. Il suo umorismo lunare, bizzarro eppure innocente gli ha fatto conseguire negli ultimi anni prestigiosi riconoscimenti, dalle partecipazioni ad Angoulême alle copertine disegnate per il New Yorker.

La casa editrice La nuova frontiera, dopo aver pubblicato Il sabato è come un palloncino rossoUna pioggia di idee (ne parlammo QUI), propone ora una nuova antologia di strisce con protagonista la serie Macanudo, pubblicate a puntate dal 2002 in Argentina sul quotidiano La NacìonL’universo è misterioso o il mistero universale?.

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Si parla spesso, non a torto, di meta-umorismo riguardo alle strisce di Liniers. L’autore esprime una distinta personalità autoriale, nonostante gli evidenti, dichiarati debiti nei confronti dei maestri del genere: la paradossale riflessione filosofica, fin dal titolo, del grande padre Schulz; l’innocenza come chiave interpretativa che decostruisce spontaneamente le sovrastrutture sociali come in Mafalda del suo grande conterraneo Quino; la sintesi tra riflessione filosofica e attenzione allo sguardo bambino sul mondo come sviluppata da Patrick McDonnell; il chiaro riferimento grafico a Hergé e George Herriman.

Liniers mescola fiabe e miti, cronaca e proverbi, in un vortice giocoso di parodie lievi dai toni crepuscolari. L’impressione è quella di assistere a un circo sobrio e garbato allestito nella mente dell’autore, in cui la dimensione del sogno si confonde senza traumi con l’osservazione poetica della vita quotidiana (del resto, uno dei personaggi si chiama Fellini).

L’assurdità dell’esistenza e dello stesso atto creativo è resa con ironia graziosa, ad esempio nella scelta (certo non inedita) di inserire l’autore stesso tra i personaggi, nella lotta costante con l’obbligo quotidiano di sfornare nuove strisce.

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Il senso del mistero dichiarato dal titolo pervade il libro senza angosce metafisiche, bensì come un filo rosso discreto che guida il lettore nell’indagine surreale dei paradossi del linguaggio e delle mille contraddizioni del pensiero.

Uno dei tratti più adorabili del libro è l’assoluta estemporaneità di scenette disarmanti per puro non-sense, che potrebbero essere uscite da un film di Bruno Bozzetto come da una tragedia in due battute di Achille Campanile.

Non possiamo che ritenere pertinenti le celebri parole di Umberto Eco sui Peanuts di Schulz, tra i cardini fondativi della critica fumettistica: «Se “poesia” vuole dire capacità di portare tenerezza, pietà, cattiveria a momenti di estrema trasparenza, come se vi passasse attraverso una luce e non si sapesse più di che pasta sian fatte le cose (…) Se poesia è individuare caratteri tipici in circostanze tipiche, (…) è far scaturire da eventi di ogni giorno, che siamo abituati a identificare con la superficie delle cose, una rivelazione che delle cose ci faccia toccare il fondo, allora, una volta ogni tanto…» potremmo definire Liniers un poeta.

Macanudo – L’universo è misterioso o il mistero universale?
di Liniers
Traduzione di Maria Nicola
La nuova frontiera, 2017
96 pagine a colori, € 16,50