Recensioni Novità "Maestros", il fantasy splatter di Steve Skroce

“Maestros”, il fantasy splatter di Steve Skroce

Dopo la lunga collaborazione con “the Wachowskis”, prima sulla serie Doc Frankenstein e poi come storyboard artist, e dopo Sentinelle d’inverno con Brian K. Vaughan, Steve Skroce si lancia in una propria serie Image che per la prima volta sceneggia anche di suo pugno.

Maestros steve skroce

Si tratta di Maestros, un fantasy dove può scatenare il suo talento e la sua fantasia su scenari magici e meravigliosi senza però smarrire il gusto per lo splatter, come mettono subito in chiaro le prime tavole.

Infatti la vicenda si apre con un massacro operato dal mostruoso mago Mardok ai danni della corte di uno stregone apparentemente onnipotente. Tanto che sarebbe stato egli stesso a creare il nostro mondo privo di magia, come un divertente diversivo dopo eoni di sword & sorcery. Sulla nostra Terra ha anche preso una delle sue molte e multiformi mogli e da lei ha avuto un figlio, poi bandito dal suo regno celeste, ragion per cui è il solo a essersi salvato dal massacro.

maestros steve skroce image comics

Mentre il protagonista si arrabatta sulla Terra, ingrandendo il pene di uomini facoltosi (e Skroce non si tira indietro di fronte a un paio di vignette del tutto esplicite), si ritrova braccato da orrende creature che lo maciullano, ma poco male, la magia è così potente tra i personaggi di questa storia che basta poco a sua madre per rigenerarlo e fare carneficina dei loro nemici. La devastazione del suo corpo e poi la sua riparazione sono per altro scene di notevole dettaglio gore, ma Skroce ci dà dentro anche con i flashback che narrano, tra scenari cosmici e incantati, un’intera cosmogonia.

La vicenda, almeno in questo primo arco, si dipanerà su due tempi, il presente in cui Mardok è una minaccia incombente e il passato dell’addestramento del protagonista, il terrestre Zainon passato da bambino obeso a mago semi-onnipotente poi esiliato sulla Terra. Nel mentre si farà sicuramente la conoscenza di altri coloriti personaggi, per ora tra i più bizzarri ci sono un consigliere di corte dall’aspetto di uomo-fiore e una spada volante e parlante dal nome-ossimoro Loyal Backstabber.

maestros steve skroce image comics

Oltre al gusto di provocare con sesso e violenza, di stupire con le dettagliate scene di morte e meraviglia e di divertire con una sana ironia, non sappiamo ancora se ci sarà altro in questa serie, ma può pure bastare così, anche solo in virtù del tratto di Skroce. L’autore prosegue sulla scia darrowiana, senza però essere ossessionato dal sovraccaricare di particolari ogni vignetta, in un equilibrio molto efficace che alterna tavole da incorniciare e ammirare ad altre in cui la narrazione scorre più fluida. I colori di Dave Stewart infine fanno come sempre la loro parte e rendono vivida tanto la magia quanto la violenza più viscerale.

Bonus: All-New Guardians of the Galaxy #12

guardians of the galaxy 12

Arrivata al dodicesimo numero, la nuova serie dei Guardiani della Galassia si conferma tra le migliori della Marvel attuale, a partire dal comparto grafico dove al “regular” Aaron Kuder si sono alternati realizzando numeri più o meno autoconclusivi altri artisti: Frazer Irving, Chris Samnee, Greg Smallwood, Marcus To, Mike Hawthorne, Roland Boschi e Rod Reis.

Potrebbe sembrare un pasticcio, ma la struttura narrativa della serie in realtà è costruita per questo tipo di alternanza, infatti Kuder si occupa della vicenda presente, mentre gli altri raccontano flashback su Gamora, Drax, Star Lord, Rocket Raccoon e Groot, oppure parentesi dedicate ad altri personaggi come Nova o ancora ambientazioni particolari, come la Terra. L’unico alla fine a prendere in modo poco giustificato il posto di Kuder è stato To, che comunque ha un episodio interamente dedicato allo scontro tra Star Lord e i Raptors, dunque a sua volta quasi una parentesi.

all new guardians of the galaxy 12

La sceneggiatura di Gerry Duggan, oltre a divertire con il battibecco continuo tra i personaggi, ha dato a ognuno di loro i propri misteri e obiettivi, costruendo in 12 numeri una grande ricchezza di sottotrame e pedine sulla scacchiera. Inoltre la serie è nata fin dall’inizio per incastrarsi nel progetto narrativo di Marvel Legacy, infatti la ricerca delle Infinity Stone qui tiene banco più o meno da subito, precedendo l’albo del rilancio Marvel di alcuni mesi.

Un netto passo avanti rispetto alla decompressa e poco incisiva gestione di Bendis, dove a far storcere un po’ il naso è però proprio questo dodicesimo episodio, con l’inclusione nella squadra di un personaggio terrestre. Un espediente già più volte praticato da Bendis per rendere i Guardiani più legati alla continuity generale Marvel, ma in fondo non molto efficace e spesso poco felice. In questo caso comunque si tratta di un personaggio le cui avventure hanno avuto negli ultimi un tono simile a quello della squadra di ladri, truffatori e assassini spaziali, quindi l’innesto dovrebbe funzionare meglio.

Bonus 2: The Mighty Thor #700

thor 700

Entra nell’era Marvel Legacy riprendendo la sua numerazione totale il potente Thor, che sfoggia in questo numero 700 una gran quantità linee narrative realizzate da diversi artisti. La parte del leone alle matite la fanno Russel Daunterman, Daniel Acuña e James Harren, ognuno impegnato a raccontare di un diverso Thor: il primo sul figlio di Odino che cerca di salvare le norne dalle armate di Malekith, il secondo con lo scontro sulla Terra tra la possente Thor e la nuova Hulk (ex She-Hulk), e il terzo con il Thor della guerra, dotato dello Mjolnir dell’universo Ultimate, che finisce per trovarsi di fronte a Mangog, la cui venuta era stata annunciata alcuni numeri fa.

Oltre a queste tre vicende principali, Aaron trova il modo di parlare anche del giovane Thor ai tempi dei vichinghi, della rana-Thor nel presente, delle tre figlie di Thor nel futuro e persino degli effetti cosmici della necro-spada di Gorr, il macellaio degli Dei. Fonde così una parte celebrativa, con tanto di divertissement, al prosieguo della sua epica gestione, dove la guerra dei dieci regni incalza sempre più e il destino di Jane Foster sembra prossimo a una svolta.

THOR2017700

La serie, superata la parentesi cosmica tra gli Shi’Ar e la Fenice, ha ritrovato vera drammaticità nel ritorno del figlio di Odino e nell’arrivo della tragica figura del Thor della guerra, confermandosi insieme a Ms. Marvel la più lunga e riuscita tra le saghe Marvel degli ultimi anni.

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