Un libro visivo sul Tiziano Sclavi narratore

Il prossimo 26 ottobre, Sergio Bonelli Editore pubblicherà Tiziano Sclavi – Il narratore dell’incubo, un libro ricco di illustrazioni a colori dedicato a Tiziano Sclavi, il creatore di Dylan Dog.

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La copertina del libro

Curato da Franco Busatta, redattore di Dylan Dog, e dall’illustratore e art director Federico Maggioni (storiche le sue collaborazioni con il Corriere dei ragazzi e il Corriere dei Piccoli), il libro offre un ritratto dell’autore grazie ad interviste, ricordi e aneddoti dello stesso Sclavi e di coloro che hanno lavorato con lui. Un volume visivo, che si presenta come una sorta di “raccolta-collage”, un puzzle narrativo sin dalla copertina, come potete vedere nelle immagini di anteprima raccolte nella gallery.

Abbiamo quindi chiesto agli autori del volume di anticipare qualcosa sui contenuti. In un breve dialogo, Busatta e Maggioni ci hanno svelato meglio lo spirito e alcune scelte editoriali, inclusa la presenza di un fumetto firmato da Sclavi per i disegni di Grazia Nidasio, prima e unica collaborazione tra i due grandi autori, poco nota e mai ristampata da oltre 40 anni.

Franco Busatta: Come hai impostato il progetto di grafico?

Federico Maggioni: L’ho impostato a partire dall’enorme bagaglio visivo che caratterizza Tiziano, di tutti gli scrittori che conosco il più attento al mondo dell’immagine. Uno dei pochi scrittori di narrativa e di fumetti che ama Norman Rockwell, Francis Bacon, Hugo Pratt e Mafalda. Va ricordato che Tiziano deve molto, in particolare, alla Pop Art americana sia come sentimento che come approccio.

F. B.: Che serio.

F. M.: Beh, fammi ride te.

F. B. :Facciamo il gioco della torre. Tra i tanti artisti che hai inserito nel libro chi butteresti tra… vediamo… tra Pablo Picasso e Alfredo Castelli?

F. M.: No, non va bene messa così. Non sono figure omologhe. Potresti chiedermi chi getterei tra Dario Argento e Francesco Guccini. E butterei Argento. Tu, tra Lucio Battisti e Lucio Dalla?

F. B.: Ma nel libro non hai messo né Battisti né Dalla.

F. M.: Sono due importanti punti di riferimenti di Tiziano, però.

F. B.: Beh, tra i due mi butterei giù io se non mi fossi già buttato giù fin troppo nella vita. Oppure potrei buttare giù la Rettore. Tra Milton Caniff e Hugo Pratt?

F. M.: Pratt. E tu, tra Mafalda e Charlie Brown?

F. B.: Non ho il minimo dubbio: butterei Mafalda.

F. M.: Con buona pace della Signora Grazia Nidasio che la ama moltissimo.

F. B.: Ah, già, certo! Non ci avevo mai riflettuto, ma in effetti nella Stefi l’influenza di Mafalda si sente un sacco. Tra L’alba dei morti viventi e L’invasione degli ultracorpi?

F. M.: La notte dei morti viventi, ça va sans dire (“Klaatu, Barada, Nikto!”)

F. B.: Nel nostro libro c’è anche una sorta di inserto fantasma…

F. M.: Sì, un inserto chiuso (come si diceva un tempo) che si chiama “La casa”. In proposito, posso soltanto dire che l’apporto dei protagonisti della Casa, ovvero Tiziano e Cristina, è stato fondamentale.

F. B.: Infine, importantissimo: va segnalato, in appendice al nostro volume, il fumetto – quasi inedito – Rabelas sceneggiato da Tiziano Sclavi e illustrato da Grazia Nidasio, di soltanto sei tavole, ma magnifiche. L’ho ripescato da un portofolio pubblicato attorno alla metà degli anni Settanta da Alfredo Castelli che si chiamava Tam Tam, contenente lavori di gente come Milo Manara, Massimo Mattioli, Dino Battaglia, Bonvi e Giorgio Cavazzano. Rabelais è l’unica fatica fumettistica congiunta di due grandi talenti e di due grandi amici. Oltretutto, gli interventi della Nidasio su Tiziano, nel libro, sono veramente tra i più spassosi.