Blue Fighter, il manga esistenziale sul pugilato di Taniguchi

Oggi Jiro Taniguchi viene ricordato dai più per la sua straordinaria sensibilità nel tratteggiare frammenti di vita quotidiana, eppure nella sua lunga carriera il celebrato mangaka ha saputo esplorare ogni genere narrativo.

Pensiamo alla fantascienza di Ikaru – per i testi di Moebius – o al western sui generis di Sky Hawks. O ai noir Trouble is My Business Tokyo Killers, realizzati tra la fine degli anni Settanta e la metà degli anni Ottanta, in collaborazione con Natsuo Sekikawa. O ancora alle successive storie dai temi sportivi su sceneggiatura di Caribu Marley, alias Garon Tsuchiya, noto per essere l’autore del manga Old Boy. Tra queste c’è Blue Fighter, pubblicato originariamente nel 1982 e ora tradotto per la prima volta in Italia da J-Pop.

Blue Fighter taniguchi j-pop manga

Protagonista della vicenda è il misterioso pugile Reggae, dotato di una forza prodigiosa ma piagato da una media di vittorie disastrosa. Il protagonista sembra strappato di peso da qualche romanzo hard-boiled: parla poco, si presenta agli incontri ubriaco e il suo passato diventa di pagina in pagina sempre più assurdo e inestricabile. Ma l’incontro con il promoter americano D’Angelo rischierà di cambiare per sempre la sua vita.

Taniguchi e Tsuchiya prendono un canovaccio abusato e lo stratificano giocando tra cliché del racconto crime, approfondimento psicologico e richiami spirituali. Partendo da un personaggio praticamente muto, circondato da un cast di comprimari tormentati, con il passare delle pagine l’atmosfera del volume si fa via via più cupa e opprimente fino al catartico finale.

Il tratto di Tanighuchi è molto più ruvido e radicato nei dettami del seinen tradizionale rispetto al segno maturato nelle opere che successivamente lo renderanno celebre in tutto il mondo. Nonostante il suo percorso da autore fosse ancora tutto in divenire, forte dell’esperienza derivata dalla gestione di una serie longeva come Trouble is my business, qui Taniguchi si dimostra un narratore straordinario. Le sue doti emergono tanto nelle concitate scene degli incontri quanto nei segmenti più introspettivi, dove riesce a dare profondità a una sceneggiatura che rischia in più punti di rivelarsi forse fin troppo sopra le righe.

J-Pop arricchisce il suo catalogo con un volume curioso, sospeso tra i luoghi comuni di un tema iper-codificato e le imprevedibili digressioni di una copia di autori decisi a rileggere il genere alla loro maniera.

Blue Fighter – brossurato, 290 pagine in bianco e nero, 15 euro – sarà distribuito in fumetteria e libreria dal 31 gennaio 2018. Di seguito, in anteprima, vi mostriamo le prime pagine (lettura alla giapponese, da destra verso sinistra):

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