Manga "Born to be on air!": può una donna disperata cambiare vita?

“Born to be on air!”: può una donna disperata cambiare vita?

Se leggiamo le biografie dei nostri mangaka preferiti, ci accorgiamo che la maggior parte di loro inaugurano la loro serie di maggior successo quando hanno meno di 30 anni, ma quando quest’ultima finisce raramente riescono a restare sulla cresta dell’onda. Chi sicuramente ci sta provando è Hiroaki Samura, che a solo un anno dalla fine del suo capolavoro L’Immortale ha creato, nel luglio 2014, un nuovo seinen: Born to be on air!

Leggi anche: Morte e violenza al femminile: Die Wergelder di Hiroaki Samura

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La storia è ambientata a Sapporo, nell’isola di Hokkaido, e ha come protagonista Minare Koda, una cameriera di 25 anni che si è appena lasciata con il suo ragazzo, Mitsuo, dopo che questi si è fatto prestare da lei 500.000 yen (circa 4.000 euro) con l’inganno e non glieli ha più restituiti. Come se non bastasse, a causa del suo scoraggiamento rischia di essere licenziata dal ristorante di curry dove lavora e di venire sfrattata dal suo appartamento.

La sua vita prende una svolta attraverso un incontro casuale in un bar, dove si era recata per affogare i suoi dispiaceri nell’alcol, con uno strano individuo; inizialmente, di lui Minare sa solo che si chiama Kanetsugu Mato e che lavora per la Moiwayama Radio (più nota come MRS), una nota emittente radiofonica locale. Quello che invece non sa, ma che scoprirà la mattina dopo, è che Mato ha registrato tutto ciò che Minare ha detto da ubriaca, comprese le invettive contro il suo ex, per poi mandarle in onda. Furibonda, si fionda nella sede della MRS per cercare di interrompere la trasmissione, venendo però nuovamente incastrata da Mato, che la spinge a parlare in diretta per un minuto.

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Born to be on air! – Namiyo Kiitekure © Hiroaki Samura /Kodansha Ltd.

Il risultato? Minare riesce a parlare a lungo senza incespicare, un caso più unico che raro per chi non è del mestiere, e il numero di reazioni e commenti su internet al programma ha un’impennata; tanto che Mato le offre prima un lavoro part-time, e successivamente di condurre un suo talk-show settimanale. Nel corso della storia, Minare si ritroverà così al centro di numerose situazioni ambigue e surreali, affiancata dal “mentore” Mato, dal collega del ristorante Nakahara (innamorato perso di lei) e da Mizuho, la dolce quanto sottomessa amministratrice delegata della MRS.

Chi si aspettasse un’evoluzione della trama virata verso la violenza psicologica o l’erotismo rimarrà deluso: niente provocazioni. In compenso, non si contano le scene dove Minare inanella varie figuracce anche a causa delle sue distrazioni e del suo carattere irruente. Il nuovo seinen di Samura è infatti una commedia. Un cambio di registro che non capita a molti, nella strutturata e iper-targetizzata industria del manga, e un punto di merito per la duttilità creativa dell’autore.

Ma Minare Koda non è solo un personaggio in pieno target maschile contemporaneo, costruito sui cliché moderni della “sbadata volitiva”. Non è una Bridget Jones post-romantica, non è una sognatrice e diventare una conduttrice non è nemmeno la sua vera aspirazione. Ciò che più colpisce nel personaggio è che, nonostante il suo comportamento leggero e surreale, tutto ciò che desidera è una buona, normale qualità della vita: un lavoro, uno stipendio e un tenore di vita dignitosi. Il timore di rimanere senza casa, il desiderio di rialzarsi dopo l’umiliazione subita, il realismo nel capire che ha bisogno di guadagnare anche facendo un lavoro che non le piace, sono tutti temi centrali dei nostri tempi che il manga, abile specchio delle nuove aspirazioni giovanili alla “normalità”, affronta con piglio scanzonato ma deciso.

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Born to be on air! – Namiyo Kiitekure © Hiroaki Samura /Kodansha Ltd.

A bene vedere, forse, molti giovani italiani potrebbero identificarsi con lei ancor meglio dei loro coetanei giapponesi (in Giappone il tasso di disoccupazione era al 2,8% quest’anno, contro l’11,1% dell’Italia). Un problema che invece è molto più attuale in Giappone è quello delle rapide innovazioni tecnologiche, che rendono sempre più precario il lavoro nel mondo della radio (anche se, secondo gli ultimi sondaggi, sta lentamente risorgendo grazie all’integrazione con gli strumenti digitali). Tanto che c’è chi, come la leggenda radiofonica Kureko, tenta di scoraggiare fin dall’inizio gli sforzi di Minare.

Ma c’è di più: il personaggio di Minare non è solo un riflesso delle nuove tensioni che emergono dalla condizione giovanile, ma è anche uno specchio deformato del suo creatore, Hiroaki Samura. Infatti, allo stesso modo in cui lei si ritrova gradualmente ad abbandonare il lavoro di cameriera per diventare una dj, Samura è passato da una serie come L’Immortale, che narra le gesta di un samurai del ‘700 colpito da una maledizione, ad una che invece parla di una semplice ragazza dell’Hokkaido di oggi.

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Born to be on air! – Namiyo Kiitekure © Hiroaki Samura /Kodansha Ltd.

Peraltro va ricordato come l’autore, da ragazzo, abbia avuto l’esperienza di un percorso pieno di cambi di direzione, proprio come Minare: Samura abbandonò l’Accademia d’Arte senza diplomarsi, dopo che la rivista Monthly Afternoon accettò di pubblicare a puntate L’Immortale. La stessa rivista che, oggi, pubblica a puntate anche Born to be on air!.

In conclusione, la nuova serie di Samura riesce sia nell’impresa di non deludere gli storici fan dell’autore sia a farsi apprezzare dalle nuove generazioni. Infatti, prima di arrivare in Italia nel maggio 2017, il fumetto ha già riscosso un certo successo in Giappone, dove è stato candidato nelle edizioni 2016 e 2017 del Manga Taisho, uno dei più importanti premi nel mondo dei manga. Inoltre, se finora eravate abituati a leggere manga pieni di azione come Naruto e One Piece (o lo stesso Immortale), sappiate che alla base di Born to be on air! vi è comunque lo stesso messaggio: mai arrendersi di fronte alle avversità.

Born to be on air! nn. 1-3
di Hiroaki Samura
traduzione di Marco Franca
Star Comics, 2017
brossura, 192 pp., b/n
5,90 € cad.

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